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Lo specchio di Evelina (noir)

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Lo specchio è uno strumento particolare, ricco di mistero, di fascino, e davanti a lui si raccontano i pensieri, delle giornate passate e presenti e forse future pronti a sognare, immaginando fatti e cose a volte improponibili, indicibili, indecenti.  Tutti nella vita prima o poi si riflettono, e si confidano persino ad alta voce. E se avessimo più coraggio e più immaginazione  potremmo sognare di sederci davanti a lui e farci raccontare quanto ha vissuto, e tutto ciò, che ha visto in barba ai segreti nascosti di uomini e donne, ragazzi e ragazze, verginelle e no, moralisti e libertini, bigotte, e donne dedite al meretricio, assassini e brava gente, bambini e adulti.

Chissà  quante cose scopriremmo dei nostri parenti, dei nostri amici, forse saremmo delusi dai loro comportamenti e i nostri miti uno per uno cadrebbero senza pietà, la madre, il padre, il fidanzato la fidanzata, gli amanti si troverebbero davanti a situazioni imbarazzanti in quanto irriferibili e poco morali; è proprio davanti allo specchio che vengono sconfitti i pregiudizi e tutta la morale comune, tutti ne usciremmo sconfitti ma lo specchio no lui, lo specchio è l’unico vincitore. Il vero attore di tutta questa dannata e maledetta storia e nessuno dica che non è vera, perché alla fine vi accorgerete che sarete costretti a dire …

NON è VERO … ma ci credo .

Ciò è talmente vero che un vecchio saggio disse che lo specchio è talmente potente da essere la NICCHIA SEGRETA DEL DIAVOLO.

Ed Evelina la scoprì  molto presto … Troppo presto … non ci credete?

La nicchia del diavolo

Io sono Evelina ho 13 anni, molti dicono che sono una bella bambina, da anni sono condannata a vivere seduta sulla sedia a rotelle, da quando fui vittima con i miei genitori di un brutto incidente automobilistico. Non ho molte occasioni per uscire, ogni tanto lei, la mia mamma mi fa fare qualche passeggiata, ma non sempre, quando viene a trovarci Rodolfo passa intere giornate nella sua stanza a chiacchierare con questo signore sino a quando all’ora di cena arriva il babbo , allora esce , e  non ho capito perché esce sempre dalla finestra e mai dalla porta, io lo vedo sempre dalla  mia e lo saluto con la mano, lui mi saluta e poi scompare oltre il giardino. Poi la mia mamma, viene a prendermi per andare a cena ,  e poi si va tutti a letto. Ogni tanto sento mamma e papà che litigano ma finisce in fretta fortunatamente, anche perché quando gridano mi spavento … ho paura.

Nella mia stanza ci sono due specchi uno è quello del mio armadio bello grande lungo e largo, l’altro sta sulla pettinois. La mamma li ha coperti entrambi e così sono anni che non posso più specchiarmi, non capisco perché siano stati coperti, ma uno di questi giorni voglio  vedere anche io come sono fatta. La mamma non vuole che io mi guardi allo specchio dice sempre che lo specchio è LA NICCHIA SEGRETA DEL DIAVOLO e che una bambina buona col diavolo non ci deve parlare, io non ci credo e poi ogni tanto mi piacerebbe trasgredire.

Ci sono notti in cui sento una voce che proviene dall’armadio, è  insistente, insinuante e mi fa delle promesse strane, e dal panno che copre lo specchio proviene una luce strana, certe volte mi fa paura, ne ho parlato con papà e mi dice che è solo la luce riflessa della luna  e che non devo avere paura che sono ormai una donnina e che devo avere più coraggio … già per lui è facile ma io ho paura …

Questa mattina ho deciso voglio togliere il panno dallo specchio dell’armadio voglio guardarmi  e vedere quanto sono bella. E uno di questi giorni sono sicura che lo farò. Ora non ho ancora il coraggio

Si avvicinò all’armadio e fu attratta da un cassetto che sottostava allo stesso, era socchiuso e se l’avesse aperto non avrebbe sicuramente fatto  male a nessuno. Si sa nei cassetti a volte sono nascosti segreti di famiglia, magari di valore, e poi chissà quante fotografie, ricordi, con sopra persone e facce sconosciute, persone amate e no, facce belle e brutte e chissà quante cose strane … adesso lo apro però prima chiudo a chiave la mia camera, non voglio che nessuno veda la mamma è severissima.

Il dicitore :

Non appena si avvicinò al cassetto sentì una voce che la incoraggiava in modo dolce e insinuante che la invitava ad aprire il cassetto  e le diceva:

Aprilo, aprilo … non temere vedrai che scoprirai molte cose interessanti, belle e buone sui tuoi parenti ed amici, capirai come è grande il mondo com’è dolce, scoprirai  nuove cose del mondo che tu non hai mai visto ne conosciute, ma devi scoprirlo, questo è il Tuo  momento,  scoprirai quanto è calda la tua mamma, la tua sorellina Amanda,  e tuo padre con la zia Rosalba la sorella di tua madre, davvero mia dolce Evelina scoprirai tante cose nuove e diverrai donna bella, virtuosa e generosa

… soprattutto generosa.

E fu così che guardando  sotto, ma proprio, sotto a molti oggetti e fotografie venne attratta da un book di fotografie con sopra scritto … SEGRETISSIMO  da non toccare. Un vero e proprio invito a trasgredire.

Prima di aprire il book rimase interdetta da quella voce che ormai si era zittita ma presa com’era dalla curiosità quasi dimenticò l’accaduto e cominciò a sfogliare.

Ma che foto sono queste, non sono fotografie normali , ma cosa stanno facendo questo è sesso, tutti nudi, vuoi vedere che hanno fatto l’auto scatto? Questa è la zia Rosalba con papà … ma che stanno facendo?

Ma che domande mi faccio? … ma quante foto, ecco questa è Amanda col suo ragazzo, qui invece e con un altro che non conosco nel bagno poi ma non sono stretti?  Qui Amanda è sola si tocca,  e si fa la foto autoscatto, che banda di matti. Qui … guarda , guarda, è la mia mamma con Rodolfo, mamma mia quante foto, qui di nuovo la mamma con un altro qui con un ‘altro ancora, qui sta con il dottore ma quante foto si è fatta?.

Rimase sconvolta Evelina da quelle foto, non avrebbe mai potuto immaginare che  sua sorella, il papà facevano delle cose così brutte, ma ciò di cui  non si dava ragione erano le fotografie,  della mamma, la mia mamma che si concede e si fotografa, che senso aveva tutto ciò? Mentre pensava a tutto questo, fra mille pensieri e domande a cui non poteva darsi risposte la sua attenzione venne rapita da una busta gialla che stava sotto tutto quel materiale indescrivibilmente in disordine, ne fu incuriosita, la prese l’aprì e cominciò a leggerla. Il mittente era  Rodolfo Verolenghi, sì quello che passa le giornate nella stanza della mamma. Vediamo, vediamo cosa scrive.

“Mia adorata Veronica, tu sai quanto io mi perda, nei tuoi dolcissimi occhi color smeraldo. Ormai è  molto tempo che noi ci perdiamo nel nostro amore ma la presenza della tua ultima arrivata potrebbe turbare, e non poco il nostro felice incontro. Per poter continuare senza intoppi il nostro idillio è necessario che prima o poi , e spero al più presto che ti liberi di quel delizioso piccolo mostriciattolo  e  parlo della bellissima Evelina. Tuo per sempre Rodolfo.”

Il dicitore:

Noi non sapremo mai come come reagì la bellissima Veronica, ma sta di fatto che appena qualche tempo dopo in un tremendo incidente stradale la piccola Evelina subì diversi traumi  il volto venne tremendamente sfigurato, e non tornò mai più come prima, le ferite ne segnarono in modo irreparabile il viso. Veronica per compassione, per amore o chissà per quale ragione, al suo ritorno dall’ospedale, fece coprire con dei teli tutti gli specchi della casa a che  la piccola non vedesse mai più il proprio volto riflesso in uno specchio per timore che venisse ancora più traumatizzata dalla visione del suo viso. Un tempo bellissimo.

Rimase sconvolta la povera bambina, come si poteva desiderare la morte di una bambina, della propria figlia per il semplice fatto che poteva diventare un’ intralcio ai loro  progetti libidinosi, alle loro voglie. Rimase chiusa nella propria stanza, in silenzio, seduta sulla sua sedia a rotelle guardando fuori dalla finestra in silenzio, con copiose lacrime che di tanto in tanto si posavano sulle labbra screpolate ormai dal sale delle sue lacrime. La giornata era passata, i colori del giardino che le stava di fronte durante l’arco della giornata erano cambiati, di ora in ora, e quando la bruma serale finì l’ultima colata di colori divenne notte. Per tutto il giorno non volle aprire la porta a nessuno e rinunciò al pranzo e alla cena. Era triste, infelice, e rabbiosa l’idea della vendetta le balenava nella mente, ma non sapeva nelle sue tragiche condizioni, come avrebbe potuto fare… ma prima c’era una cosa che doveva fare, e presa da questo pensiero si addormento col viso inumidito dalle sue tenere lacrime.

“Evelina … Evelina … Evelina non dormire svegliati, e vieni qui vicino”

La solita voce cercava di svegliarla … era insinuante, insistente, ma anche invitante.

“Evelina … Evelina … svegliati è ora… è ora…!”

E così in piena notte Evelina si svegliò con una gran voglia di strappare i teli che coprivano gli specchi , strappò prima il telo della pettinois, ma tale era la rabbia che non si guardò , non si specchiò, si avvicinò all’armadio e tirò  il panno con una violenza tale da mettere in forse l’equilibrio dello stesso e …

Un volto sereno, apparve alla piccola. Un omone grande, un bell’uomo tutto sommato, ma la sua immagine copriva completamente tutta la dimensione dello specchio, per cui Evelina non riusciva a specchiarsi.

Non piangere Evelina, sono qui per aiutarti, mi chiamo Loki, e vengo dal tempo e dallo spazio, molti ti diranno in seguito che io sono un diavolo, ma come può un diavolo vivere in posto freddo, tu non lo sai ma io vengo dal nord un posto lontano lontano, molto bello ma anche misterioso. Non spaventarti, non voglio farti del male. Sono qui da da molto tempo, ti ho osservata, ho visto quanto hai sofferto, e quanto ingiustizie ha subito, e persino io e i miei amici ne siamo rimasti colpiti

e quindi abbiamo deciso di aiutarti. A volte a noi poveri diavoli ci danno degli impegni che voi comuni mortali non potete capire, a quelli meno esperti danno strani compiti come quello di stare tutto il tempo dietro ad uno specchio per guardare e vedere cosa voi combinate e come impegno principale dobbiamo punire chi fa del male agli innocenti, non preoccuparti non siamo angeli poiché nostro compito è eliminare fisicamente gli approfittatori e i traditori indegni di vivere e NOI PROVVEDIAMO.

Adesso ho bisogno che tu mi chiami affinchè io possa lasciare questa nicchia almeno per questa notte, e tutte le volte che mi vorrai parlare d’ora in poi mi dovrai chiamare affinchè possa esaudire ogni tuo desiderio.

Evelina ci pensò un po’ su e poi presa da timore  domandò : E cosa vuoi in cambio?

Non temere tu non ci interessi quello che ci serve lo abbiamo già individuato il loro destino è segnato!

La scoperta

Evelina rimase perplessa, ma la prima cosa che voleva fare era specchiarsi, vedersi com’era fatta …

Voglio guardarmi , vedermi esci da quello specchio adesso !

Loki  vieni fuori ! ordinò come una furia.

Loki usci era un uomo altissimo dai lineamenti dolci con un bellissimo paia di occhi azzurri , sulla quarantina anno più anno meno e se pure il suo corpo non era molto atletico la sua figura era gradevole ed affidabile agli occhi della piccola Evelina.

Lo specchio rimase ancora opaco e le immagini non si riflettevano in modo chiaro.

Loki appoggiò le mani sulla carrozzella ed accompagnando la piccola verso lo specchio le disse: Ora quando vedrai la tua immagine nello specchio non ti spaventare vedrai che con il mio aiuto  il tuo volto tornerà a risplendere come una stella e tutto il tuo corpo tornerà fresco e aitante come quello di una persona normale e ne sarai felice.

Man mano che Evelina si avvicinava essa vedeva il volto che quel maledetto incidente le aveva lasciato, bocca e naso deformi, cicatrici, su tutto il volto,  profonde ed abbruttite ancora di più dai tentativi martorianti di intervenire chirurgicamente su una carnagione olivastra

Refrattaria  ad ogni tipo di plastica, anzi quegli interventi avevano compromesso ogni tipo di guarigione, in quando alcune parti del viso andavano continuamente in cancrena ed alcune parti del viso mettevano in una certa evidenza alcune ossa facciali facendoci immaginare il dolore fisico che la nostra Evelina doveva aver provato alla sua tenera età … ma lei è coraggiosa.

Il terrore, della piccola fu talmente forte che le si bloccò in gola un urlo che sarebbe stato terrificante se solo sarebbe uscito dalla sua bocca. Tanto fu il dolore e lo spavento che provò a scappare dalla sua sedia a rotella ma cadde per terra e presa da comprensibile disperazione chiese ripetutamente di morire, ma fu consolata da Loki che la sollevò di peso e la portò a letto coprendola con la coperta e lei si addormentò.

Fu un sonno pieno di incubi, dove ricordi, pensieri, e desideri buoni e cattivi di vendetta si confondevano, e dove il volto di Loki si presentava ad ogni azione, che si svolgeva nel sogno, tutto ciò  procurava sudori freddi alla piccola Evelina, che pure nel sogno teneva ben stretto a se il forte desiderio di avere un volto normale. In sogno ricordava quello attuale e la spaventava in maniera inverosimile si al punto di svegliarla dallo spavento … E si svegliò di soprassalto.

Tutto in una notte.

Si trovò al suo fianco il suo nuovo amico, che la rassicurò, tranquillizzandola e passandogli la mano sul volto disse :

“ Sei bellissima vieni a guardarti allo specchio e vedrai che non ti prendo in giro e in te tornerà la serenità.”

Evelina sapeva che  non poteva farlo poiché  anche le sue gambe da quel  maledetto giorno non si erano mai più mosse, e immaginare che in una sola frazione di secondo tutto tornava in condizioni normali  non era immaginabile, ecco, sì, solo un miracolo, visto che tanti medici, non erano riusciti a combinare nulla di buono.

A questo punto non restava che dirlo a Loki …

“Ma come faccio se non posso camminare” disse guardando negli occhi Loki.

Evelina era seduta sul letto, e accarezzandole il capo Loki le disse …

“Tranquilla fidati di me sono qui per aiutarti e ti aiuterò, tu da oggi non solo avrai il tuo bel viso ma potrai camminare correre , giocare e fare qualsiasi cosa, tutto quello che non hai potuto fare sin’ora.”

Con timore  sì,  ma scese, la piccola che non volle neppure farsi aiutare, a passi incerti ma arrivò davanti allo specchio,orgogliosa e bella così come può esserlo una bambina di 13 anni.

Passò qualche minuto il tempo che il cuore di Evelina si riempisse di questa nuova immagine.

Loki con tenerezza prese la mano e le disse dolcemente :

“Vieni con me, adesso tocca a loro e a ricevere il regalo che si meritano”

La portò davanti alla porta la aprì e disse “guarda …”

Lungo il corridoio c’erano quattro sedie a rotelle con sopra Rodolfo, Veronica, la zia Rosalba e papà tutti seduti sopra, e con il volto sfigurato in maniera spaventosa.

“Lo vedi Evelina? Anche loro questa notte hanno avuto un ‘incidente stradale, veramente pauroso … Guarda, guarda, piccolina ognuno alla fine ha quello che si merita … anche se non capita spesso, ma a loro e a te questo è accaduto”.

E andandosi il suo corpo sfumando nella stanza Loki  disse : ADESSO RITORNO NELLA MIA  NICCHIA QUANDO HAI BISOGNO CHIAMAMI … NON E’ UN SOGNO … NE UN INCUBO … QUANDO HAI BISOGNO … CHIAMAMI … CHIA … MA …  E la sua voce si dissolse. E Loki tornò nella sua nicchia. LA NICCHIA DEL DIAVOLO.

Evelina non rimase per nulla spaventata.

 

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