Lo Sbavaglio

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Vincent V.G.

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Su e giù fra dune come gobbe mobili

gonfie di luce, senza guida

sbandi,come uno sciame

a zonzo senza olfatto;

nella sabbia la morsa del tuo esilio

né il conforto di un'orma o

l'ombra del respiro, solo spettri

nella calda pasta dei colori;

oh Icaro, a saldo dello scotto

del folle volo nello schiocco

di fionda nel vento tondo

delle pale del mulino,

a tu per tu col sole,

quando l'occhio trema,

cola l'oro vivo della cera

come miele nelle fitte celle delle tele;

auree sghembe a tinte forti, spasmi

nel dolore fosco del giro di vite

in un mondo capovolto;

gloria nel viavai di ali

sopra l'abisso di robuste

scarpe, calco di passi

brevi, gravi e storti

rigirati dai raggi nel lume del buon Dio.

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2011 08:28  

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