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La morte

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Il 20 maggio 2010 è stato annunciato da Craig Venter che è stata progettata, sintetizzata e assemblata una cellula capace di autoreplicarsi.

La notizia è sicuramente importante.

Ho cercato di pensare come possa evolvere questa azione dell'uomo e dove possa dirigersi, ovvero, la ricerca dei pericoli nascosti in questa notizia.

Se il processo di invecchiamento e morte di una cellula fosse all'interno del DNA, con il procedimento usato per produrre questa cellula sintetica in grado di autoreplicarsi, che consiste nel taglia e incolla, si potrebbe pensare che facendo molti tentativi di riuscire a escludere, a una nuova cellula sintetica, la capacita' di invecchiare e morire.

 

Per altre ragioni che dirò in un secondo tempo ritengo, o almeno spero, che queste proprietà non siano scritte nel DNA, ma su una dimensione diversa. Tuttavia se in futuro si riuscisse a creare una cellula sintetica immortale, sarebbe la fine della vita su questo pianeta.

Pensiamo infatti a come si potrebbe fermare questo flagello: questa cellula immortale, anche piccola a piacere, riuscirebbe sempre a replicarsi e per quanti sforzi si facesse conquisterebbe l'intera terra fino a distruggere ogni espressione di vita diversa che non avesse queste proprietà.

Questa considerazione mi fa apparire evidente l'importanza della morte biologica nel nostro mondo, in questo modo si salvaguardano le generazioni successive e il processo di miglioramento di ogni essere vivente.

 

La morte biologica come salvezza della vita stessa.

 

La morte come punto fondamentale per permettere l'evoluzione delle specie, un modo per permettere un adattamento continuo a un mondo che cambia. Non ci avevo mai pensato.

Quello che mi sembrava un degrado della vita, un punto inspiegabile dell'entropia, invece risulta la salvezza della vita stessa. Questo modo di salvaguardare la vita e il miglioramento delle specie con la morte biologica non esclude l'evoluzione della vita in altri mondi a noi non visibili.

Anche senza arrivare alla sintetizzazione di una cellula immortale, si può pensare alla sintetizzazione di organismi geneticamente modificati. Si pensi alla possibilità di arrivare a un uomo specializzato nella produzione di beni di consumo per l'umanità con 4, 6, 8, 16 braccia. Potrebbe permettere evidenti risparmi nella sua nutrizione rispetto a quella di 2, 3, 4, 8 persone: vantaggio per l'umanità? Sono inorridito dalle possibilità offerte da questa tecnologia e dalle sue manipolazioni.

Ritornando alla possibilità che il codice genetico della morte possa essere scritto nel DNA degli esseri viventi, proprio per l'implicito pericolo di manipolazione da parte del terzo livello, se vale la mia congettura del mondo suddiviso a livelli, penso che questa caratteristica appartenga al bene comune, al quarto livello a cui noi, fortunatamente, non abbiamo accesso. Il non poter accedere ai livelli superiori da parte di esseri imperfetti quali siamo, porta l'intrinseco dono di salvaguardare il creato stesso.

Se esiste il quarto livello significa anche che la morte biologica è solo il passaggio da un mondo a un altro più complesso e, per chi ha fede, migliore. Significa anche che il bene comune è più importante del bene individuale. Infine, un'ultima considerazione all'altro estremo, se noi fossimo sicuri che dopo la morte biologica si passa a ”miglior vita”, come comunemente si dice, molti di coloro che fossero stati in vita in difficoltà, si sarebbero suicidati e a quest'ora il genere umano sarebbe scomparso.

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Dicembre 2011 22:09  

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