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Mafia, Agricoltura, Lega, Sanità, effetti perversi del Federalismo.

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Come tutti sanno abbiamo un nuovo ministro dell'Agricoltura che risulta indagato per mafia e corruzione. Non stupisce: “dai frutti si riconosce l'albero” dice il Vangelo.

Questa e' la storia vera di una signora trentina che sposa un romano e va a vivere temporaneamente a Roma, perche' in questi personaggi domani il lettore potrebbe ritrovarsi. La probabilità è molto elevata.

Entrambi conservano la residenza del paese di origine. Siamo nel 2011 e il marito si ammala a Roma di carcinoma all'intestino. L'intervento viene eseguito senza rimozione del tumore. La signora trentina che lavora in un ospedale a Trento si rivolge a un ospedale romano per iniziare il trattamento chemioterapico al marito. Con sorpresa all'ospedale le dicono che non ci sono piu' fondi disponibili per trattare questi casi senza speranza. Vi ricordate il decreto milleproroghe approvato a fine 2010? Bene i fondi sono stati dirottati per pagare le multe delle quote latte per gli allevatori veneti e ora mancano questi fondi.

La signora trentina non si arrende , sa bene che nella sua regione, nell'ospedale in cui lavora questo non sarebbe un problema e si attiva per trasportare suo marito nella sua regione, ma i suoi colleghi la fermano facendo presente che esiste una circolare recente per cui ai non residenti non si fornisce piu' assistenza sanitaria.

La signora era troppo sconvolta per ricordarsi gli estremi della circolare, ma questo irrigidimento è indubbiamente la conseguenza del federalismo.

Ma la gente sa a cosa andrà incontro con il federalismo? Lo sanno i Governatori delle Regioni che hanno approvato l'iniziativa?

Immaginatevi i poli di eccellenza sanitaria del paese come il S. Raffaele di Milano, il Gaslini di Genova, il Centro antitumori del Mauriziano di Torino, il Besta di Milano, dove convergono malati di tutte le regioni italiane: da una parte il numero di malati diminuira', i fondi diminuiranno, la ricerca languirà e si ritornerà al provincialismo sanitario.

Cari cardinali, perché, anziché fare campagne per il mantenimento in vita di casi come Eluana Englaro, già inquadrati dalla lettera pontificale di papa Paolo VI del 1970, non intervenite con la stessa forza per la moltitudine dei futuri casi come questo? Si è data la precedenza al denaro per pagare infrazioni europee delle nostre vacche e si stanno lasciando morire senza cure cristiani. Queste scelte non vi scandalizzano?

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Marzo 2011 19:10  

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