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La villa in Calabria Saudita: uno scandalo che ci riguarda

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Gli scoop non sono un’esclusiva di  Vittorio Feltri e del suo autorevolissimo quotidiano, “Il Giornale”. Anche noi de “Lo Sbavaglio”, nel nostro piccolo, a volte ci incazziamo come le più famose formiche di Gino & Michele, e svolgiamo al meglio il nostro compito di giornalisti d’inchiesta. Il corrispondente locale di Palmi, ridente località della Calabria Saudita, ci segnala una strana situazione che riguarda il nostro Direttorissimo, Dott. Ing. Lup. Man. Pino Ippolito, sorpreso,mediante l’uso di una sofisticata tecnologia fotografica di intercettazione ambientale in nostro possesso (vedi all'interno dell'articolo), durante sospetti colloqui con personaggi equivoci (come chiaramente appare dai vestiti) probabilmente appartenenti alla locale ‘ndrina.

  Sembra, pare, si dice  - in questi casi la prudenza è d’obbligo per evitare querele e conseguenti salatissime sanzioni economiche - che il piccolo paese che si affaccia sul basso Tirreno sia stato sconvolto da imponenti lavori di ristrutturazione. Strade bloccate, chiusura dello svincolo autostradale della Salerno – Reggio Calabria in ingresso e in uscita, evacuazione forzata di tutti gli abitanti della zona circostante la Chiesa del Carmine,  presenza della talpa Valeria (una delle enormi escavatrici utilizzate per la metropolitana di Torino), posizionamento di cinque gigantesche gru siberiane, appositamente importate dalla Russia artica, sospensione e rinvio “sine die” della tradizionale festa in onore di San Rocco, normalmente celebrata il 16 agosto, hanno comportato grandi disagi per tutti gli indigeni residenti, i palmesi di origine che rientrano in estate da tutta l’Italia, e i numerosi turisti, comunitari ed extra comunitari, che affollano le bellissime spiagge della località marina.

 Si sospetta che persino il sito ufficiale del Comune sia stato per l’occasione sabotato. Utilizzando il link http://www.comune.palmi.rc.it/  , infatti, e cercando di accedere alla voce “Stradario”, compare, stranamente,  l’elenco dei bandi. Un caso, una sfortunata coincidenza? Forse, ma - verificatelo di persona, se volete - qualunque scelta della sezione “Conosci la città”  (Stradario, Gite turistiche, Biblioteca, Storia, Foto Gallery, Meteo, Associazioni, La Varia e perfino … Filatelia) punta sempre e soltanto alla voce “Elenco Bandi”. Analoga situazione riguarda anche la sezione “Casa della Cultura”, con tutte le sue voci (Artisti Palmesi, Concorsi Culturali, Galleria, Musei, Palmesi Illustri): sempre a “Elenco Bandi”, si finisce!

È evidente che qualcuno ha deciso, artatamente, di considerare l’elenco bandi come l’unica peculiarità importante di Palmi, in questo momento: PERCHÉ, ci domandiamo? Oppure è risultato dell'accidia dello stesso WEB master attivo presso Lo Sbavaglio?

 I motivi di tanto trambusto sono da ricercare nella messa in opera di un progetto megagalattico che comporta la completa ricostruzione di un’antica villa patrizia, le cui origini gli esperti collocano in epoca greca, intorno al V-IV secolo a.c. Il nuovo complesso, oltre a distruggere un incommensurabile patrimonio storico, prevede l’occupazione di un’area le cui dimensioni sono stimate in circa 450.000 metri quadrati, comprendente un parco di trenta ettari - coltivato per un terzo a peperoncino piccante, cipolle di Tropea e origano -, tre campi da tennis (due dei quali al coperto), un campo di calcio, uno da baseball e un altro da squash, due piscine olimpioniche (una delle quali al coperto), scuderie in grado di ospitare fino a duecentocinquanta purosangue arabi, una palestra attrezzata con sauna finlandese, dodici saloni panoramici, venticinque camere da letto, diciotto bagni con finiture in marmo rosa e rubinetteria in oro e platino massiccio, due sale da biliardo, un centro congressi, un supermercato “Dì per Dì”, un cinema-anfiteatro per spettacoli privati, un vulcano in fase di perenne eruzione, un acquario contenente 13.867 diverse specie di alici e pesci “surici”, un tinello con angolo cottura, un posto macchina, una cantina e una soffitta di 10,31mq.

 Chi si cela dietro la società offshore, ufficialmente proprietaria dell’immensa struttura? Ebbene si, sembra che l’artefice di tutto questo, il “deus ex machina”, colui che fisicamente abita una tale, abnorme casupola, sia proprio l’Ing. Giuseppe Ippolito, detto Pino, che tra le altre innumerevoli attività, ricopre anche il ruolo di Direttorissimo de “Lo Sbavaglio”. Apparentemente, il complesso gli è stato ceduto in affitto dalla filiale monegasca della suddetta società offshore, al costo simbolico di 4,37 euri all’anno.

C’è di più, purtroppo: sembra, pare, si dice che la presenza dell’Ippolito sia stata segnalata, durante questo periodo,  in varie cittadine calabresi e perfino in asperrimi e impervi luoghi dell’Aspromonte. Il sospetto  è d’obbligo: chi avrà frequentato? È realmente possibile escludere contatti con le ‘ndrine locali che, controllando capillarmente il territorio, non avrebbero potuto rimanere estranee ad un investimento così cospicuo e occuparsi, in modo diretto o indiretto, dei relativi appalti e subappalti?

 E ancora, ci domandiamo, qual è la provenienza degli ingenti capitali indispensabili per la realizzazione di un’opera così mastodontica? Non avrà per caso l’Ippolito richiesto un mutuo a Banca Intesa, in spregio a qualunque conflitto di interessi? Lo stesso Ippolito, infatti, ci risulta che abbia occupato ruoli dirigenziali proprio all’interno di quell’Istituto di Credito, nel ristrettissimo staff che fa capo a Corrado Passera, nomen omen, come suol dirsi. O si tratta, addirittura, di un finanziamento poco chiaro, se non addirittura “illecito”, determinato tramite forzature e ricatti “P3 like”? A tale proposito, vale la pena ricordare la “Lettera aperta a Corrado Passera” che, nel febbraio di quest’anno è stata pubblicata su “Lo Sbavaglio”, guarda caso, a firma proprio del Direttorissimo, Pino Ippolito! Come interpretare, a valle delle inquietanti rivelazioni di cui sopra, il criptico incipit del medesimo articolo: “DOMINA OMNIUM ET REGINA RATIO”?

 La redazione tutta de “Lo Sbavaglio, rinnova la fiducia al suo Direttorissimo, certa che egli saprà chiarire al più presto l’equivoco, fornendo convincenti risposte alle inquietanti insinuazioni mosse a suo carico. Ci attendiamo spiegazioni e precisazioni almeno pari a quelle da ESSO fornite riguardo al caso “Noemi”, sollevato dal comunistissimo quotidiano “La Repubblica”, ed a quelle, altrettanto limpide, fornite dal Presidente Fini riguardo al caso “appartamento di Montecarlo”, sollevato dagli antifascistissimi quotidiani “Il Giornale” e “Libero”.

 N.B.

Le eventuali sanzioni economiche derivanti da possibili querele dell’interessato, Pino Ippolito, sarebbero naturalmente a carico del responsabile editoriale de “Lo Sbavaglio”, cioè il nostro Direttorissimo, Pino Ippolito medesimo. Un nuovo rebus da risolvere per l’incompetente e faziosa Magistratura italiana.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Agosto 2010 08:58  

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