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Le contraddizioni dello stato italiano.

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Alcune osservazioni su come lo stato italiano attribuisca la definizione di terrorista.

Nella vicenda dei marò italiani detenuti in India lo stato italiano sta facendo fuoco e fiamme. L'Italia giustamente, nonostante ci siano stati dei morti, ritiene che non sia adeguata l'imputazione di terrorismo da parte indiana.

L'ONU si è defilato alla richiesta dell'Italia di intervenire per opporsi a questa odiosa imputazione. Tutta la classe politica è concorde sulla nostra linea difensiva.


Contemporaneamente la stessa classe politica applaude all'imputazione di terrorismo per i 4 ragazzi della val di Susa che nella vicenda della NO-TAV sono accusati con la medesima odiosa imputazione per aver incendiato un compressore e altri fatti minori, ma nessun ferito.

Le informazioni a mia disposizione sono solo quelle data dai media. A me sembra che i due episodi non siano confrontabili, e mentre concordo nel primo caso, ritengo a maggior ragione non adeguata l'imputazione di terrorismo nel secondo.

Come ha spiegato l'avv. Novaro nell' assembea NoTav a Torino il 22 Febbraio:

la complessità del disegno accusatorio rivolto agli arrestati, si ripropone solo di infliggere una lunga detenzione agli imputati poiché il teorema non potrà che essere demolito da un Tribunale che si attenga alle garanzie del diritto. “Non esiste che si attribuiscano a degli imputati per reati minori (danneggiamento e poco più) un disegno terroristico costruito su fatti molto diversi tra loro e diluiti nel tempo molti dei quali non attribuiti ancora a nessuno. E’ solo la presunzione che tutti i fatti elencati agli atti siano riconducibili agli imputati, violando il principio di responsabilità personale, oltre che la mera logica, che rende possibile le misure cautelari obbligatorie per reati di terrorismo… Si tratterebbe quindi di una detenzione inflitta solo a scopo di deterrenza nei confronti di tutti quelli che, ora per il Tav ma domani per qualsiasi altra ragione, porteranno in piazza una qualsiasi protesta sociale prolungata nel tempo.

C'è qualcosa di perverso in questa contraddizione, una delle due tesi è sbagliata. Ma noi ce lo meritiamo uno stato così?

Volete un'altra contraddizione? Ma per quale motivo esso, condannato con sentenza definitiva, non è in carcere, o pena equivalente, e addirittura viene dichiarato contumace per un altro processo a cui non si presenta? Non pagare le tasse o far cadere un governo con la corruzione non è grave, mentre protestare verso il muro di tutta la casta compatta che non ascolta, è azione terroristica. Non stupiamoci se la nostra corruzione è la metà dell'Europa, o se l'ONU non ci dà credibilità e sostegno: ce lo meritiamo! Ricordiamocelo quando andremo a votare.

Anche perché tutti i possibili futuri aspiranti Ministri del Consiglio si sono incontrati prima con esso per avere la sua fraterna benedizione, e lui, si sa, è molto generoso con i perdenti, come insegna Bertinotti.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Febbraio 2014 15:48  

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