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Il bambino indaco (Fantascienza ?) - seconda parte

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Non esiste ai giorni nostri una tecnologia in grado di intercettare o studiare le capacità sensoriali e percettive dei bambini indaco. Gli studi effettuati sugli individui studiati registrano solo una forte ipersensibilità alla luce e agli stati d’incoscienza provocati artificialmente, ma in questa condizione artificiale i sensi non rispondono come in condizioni normali, e credo che non sia un caso. I sogni che queste persone fanno generalmente sono normali ma in condizioni psicofisiche particolari o per così dire, in stato di grazia e ciò accade relativamente spesso, sono sogni che tendono a mandare messaggi particolari sia riferiti al passato che al futuro anche abbastanza prossimo, e sono pressoché sempre interpretati in modo corretto e preciso dalla persona che questo sogno ha fatto, un rapporto privilegiato quindi col mondo onirico che lo circonda, sino a incidere sulla realtà giornaliera.

Casi di veggenza e preveggenza sono abbastanza frequenti, che i comuni mortali tendono a sottovalutare o a non credere. Ciò mette in seria difficoltà questi individui perché hanno la capacità di analizzare e studiare le persone che frequenta come una serie di pazienti da studiare ed analizzare; ciò a ragione indispettisce quasi giustamente, obbligando gli indaco ad una solitudine quasi obbligata, e ciò accade anche nei rapporti con i parenti ed i particolare i genitori che sembrano quasi dei genitori acquisiti tramite adozione, e non genitori diretti; per gli indaco essi risultano staccati lontani dalla loro realtà genitoriale anche se sentono per loro sentimenti di affetto e non  d’amore genitoriale vero e proprio, e ciò accade anche per il resto della famiglia. Rimane inteso che l’indaco viene giudicato strano, scostante e scontroso ma non è cosi. Per l’indaco questo è un forte elemento di sofferenza quasi una condanna vera e propria. Per l’indaco il ricordo profondo è ricorrente e continuo, il ricordo di una vita vissuta o presunta tale è semplicemente un assillo che condiziona la sua vita e le sue scelte. Credo che esista un filo conduttore fra la terza dimensione che è quella che conosciamo, quella di tutti giorni e una cosiddetta quarta, un collegamento presente che molti negano per motivi di carattere culturale e religioso che come sempre inibiscono ogni tipo di teoria tendente a confermare ogni tipo di esperienza che coinvolge una dimensione diversa ma presente. Il primo ricordo ricorrente che stuzzica la mia fantasia e la mia curiosità, risale a un tempo molto lontano, io morto ucciso in una battaglia, io fante romano, poi un periodo di buio relativamente breve, e poi mi ritrovo vivo e bambino in posto diverso, in un mondo diverso, certo adesso tutto mi sembra un sogno, ma è un sogno? Forse.

Il rapporto dei bambini con un mondo ultraterreno o con la cosìddetta quarta dimensione sembra sia assodato anche da esperimenti studi e ricerche effettuate, ma diverso è il discorso quando si sviluppano capacità di previsioni di eventi e situazioni future, o situazioni già vissute, persino in sogni e quant’altro. Per la maggioranza di questi il rapporto con questa esperienza per molti motivi s’interrompe, per una minoranza si fa per dire continua e per molti altri si rafforza.

E’ normale che esista scetticismo, è giusto che così sia e nessuno intende dare per scontate teorie che mai riusciranno a rispondere a domande che mai troveranno risposte, né tanto meno che gli studi effettuati riescano ad avere fondamenti scientifici ragionevoli, ma il materialismo non sempre è in grado di dare risposte a tutto un universo che non  conosciamo. Con questo intendo semplicemente raccontare alcune esperienze da me fatte senza dare naturalmente nulla di scontato, nè ricercare spiegazioni razionali perché qui di razionale, materiale o logico non c’è assolutamente nulla. Ci sono esperienze vissute e nient’altro e se è poco … chiedo scusa. Avverto naturalmente che non sono in ordine di tempo, alla rifusa come me le ricordo. Per essere bravo in quest’articolo racconterò alcune esperienze, riproponendomi nel prossimo articolo di essere più completo ma anche più inquietante, due in particolare. Una signora mia conoscente aspettava un bambino, una notte sognai di andarla a trovare in ospedale, e mi trovavo ad assistere al parto, ad un certo punto vedevo il suo collo avvolto dal cordone ombelicale, sino a farla diventare cianotica. Al mattino seguente gli telefonai invitandola ad andare in ospedale per farsi controllare cosa che fece con un po’ di titubanza e molta mia insistenza. Al ritorno mi telefonò per ringraziarmi: a una settimana dal parto aveva il bambino in posizione podalica, naturalmente il parto andò bene … Un caso? Forse.

Un’altra signora di mia conoscenza, anch’essa in attesa, la sognai che non riusciva a partorire il suo bambino, gli dissi semplicemente di farsi seguire perché ci sarebbero stati problemi al parto, si fece controllare ma nulla a quel momento era evidente, naturalmente improperi nei miei confronti e immaginatevi con quale animosità. Al parto scoprirono che il cordone ombelicale del bambino avvolgeva il collo … un altro caso? Forse …

La mia signora ha avuto due figli maschi per cui ho inventato la barzelletta che l’unica donna in casa sono io! Al primo parto la mia signora giustamente era in tensione e la nascita per qualche misterioso motivo si allungavano in maniera spropositata. Due sogni in particolare mi fecero riflettere che furono susseguenti e a breve distanza l’uno dall'altro. Nel primo sogno salvavo da un incidente stradale una bambina che nel mio sogno era mia figlia, spingendola, facendomi investire io; molto bella tra l’altro la bambina capelli neri occhi azzurro intenso. Nel sogno successivo salvavo un bambino da un’alluvione posandolo su un ponte già parzialmente travolto e finendo io nelle acque torbide. Al mattino seguente dissi a mia moglie che dovevamo andare in ospedale, ma non ne aveva voglia, telefonai a sua madre, quando arrivò la portammo all’ospedale, il bambino era in sofferenza fetale, subito in sala parto e taglio cesareo, nacque un maschietto con i capelli neri e gli occhi azzurro intenso. Adesso mio figlio ha 30 anni. Un altro caso? Forse.

Dopo quattro cinque anni cominciò un giorno a sentirsi male, in pochi giorni dimagrì di diversi chili. Sognai che mi salutava perché moriva … Preoccupato, tornato dal lavoro, chiamai il medico che venne a visitarla, per dirle che poteva essere appendicite, nel pomeriggio andammo in ospedale, era peritonite fulminante, quaranta giorni di ospedale, fu naturalmente operata, la presero per i capelli … un altro caso? Dopo tre volte non costituisce prova? E non finisce qui … arrivederci al prossimo articolo, io non pretendo di essere creduto, non mi è mai successo di esserlo ma questi come altri sono fatti realmente accaduti e le persone di cui parlo sono ancora tutte vive, se si vuole verificare si può fare.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Luglio 2010 12:43  

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