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L'invasione

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L’invasione aliena è in corso ma noi non lo sappiamo. Segue in silenzio antichissimi piani scritti da intelligenze molto più sottili delle nostre. Non vediamo rutilanti navi in orbita, né capsule che se ne distaccano volteggiando in lente spirali verso le nostre fumanti città. Non si aprono minacciosi i portelloni a mostrare bui varchi. E da questi non escono verdi creature squamose minacciose di ronzanti disintegratori spianati ad altezza d’uomo, né da essi si scuotono in aria tentacoli a stringere tra immonde spire avvenenti fanciulle. Le nostre strade non sono teatro Cometa Hale Bopp su Stonehengedi dilagante panico, alla luce delle pulsanti luci multicolori dei nostri semafori e delle nostre insegne. Non si affacciano torreggianti macchine di morte a spiare con rosseggianti occhi artificiali dalle buie finestre le stanze in cui viviamo, e i governi e i ricchi non fuggono al riparo delle pesanti porte blindate dei rifugi antiatomici. Né i nostri ragazzi danzano alcuna eroica avanzata verso certa morte cavalcando le cigolanti torrette dei nostri carrarmati, e i fiammeggianti missili lanciati dai nostri rombanti caccia destinati allo schianto non esplodono invano contro invisibili campi di forza nemici alzati tra odorose scariche di azzurro ozono.

L’invasione è nel silenzio ovattato delle nostre cellule. Noi ne siamo i portatori, siamo noi le loro navi; il nostro corpo cargo vivente di sezioni di DNA alieno che con lievi febbri influenzali si è sovrapposto chiralmente al nostro. Codice alieno si sviluppa in noi con silenziosi click che cementano pezzi di doppie eliche che parlano molecolari linguaggi a noi ignoti. L’invasione sarà quando non-noi ma-essi dopo innumerevoli cicli di nascite (il DNA non ha fretta) saranno generati da nostre non-donne fecondate da non-nostri spermatozoi. Sparsa per ultimo dalla coda luminosa di Hale Bopp, colei che splendidamente luminosa meravigliò i nostri cieli 15 anni fa, ma prima ancora da innumerevoli sue sorelle portatrici di sventura, lieve una pioggia  di invisibili spirali ha contaminato il nostro pianeta con frammenti di vita da-fuori, a creare lentamente le nuove espressioni proteiche concepite dal piano primitivo. Base dopo base il nostro DNA viene sostituito, e la Terra sarà loro. La pandemia galattica conterà nel proprio impero un altro pianeta. Il nostro, a nostra totale insaputa. E l’impero del virus dominerà incontrastato da una faccia all'altra della spirale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Dicembre 2013 18:44  

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