Lo Sbavaglio

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L'ultima speranza

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Si è prostrato umilmente in Via dell’Umiltà e ha implorato graziosamente a Palazzo Grazioli. Ha raccolto le cicche di Cicchitto, e non ha schifato Schifani. Ha passato notti insonni con La Russa, ha pregato Santa Chè (confondendosi un po’ con Micci Chè, ma che c…), ha mangiato frutta con Meloni, letto le poesie di Sandro Bondi.

Ha ringraziato Futuro e Libertà per non essere stato obbligato ad avere rapporti con Bocchino; a sua insaputa, si è intrattenuto con Scajola sulla crisi dell’immobiliare e degli approdi liguri tenendo il sacco a Sacconi. Ha parlato del referendum sulla caccia con Quagliarello durante lunghe passeggiate in montagna con Tremonti, ha dichiarato che il suo ideale amoroso era Brunetta (dicendo peste e corna di Biondina) e che il suo frutto preferito era la Pera, invecchiata sott'alcol con Giovanardi. Ha singhiozzato nei momenti di maggior commozione con Gasp Arri, e si è associato a Mezza Roma per accompagnare la Carfagna insieme a Romani. Ha sparato cazzate e neutrini con la Gelmini in buie gallerie e prestato soldi a Giacomo per fare un piacere alla Prestigiacomo. Ha frequentato conventi pieni di Frattini, sbirciando il Capezzone sulle tette della Minetti. Ha presentato a Super Quark documentari naturalistici su colonie di Formigoni.

 

Infine Alfano ha ceduto. Di fronte all’eroico ed impavido implorar leccaculesco del nostro Direttore. Da tempo preoccupato per il decadere de Lo Sbavaglio complici pigri redattori ormai preda di senili pigrizie ove non contrinuamente titillati da invidia ed odio di classe, quali fumatori di oppio adusi frequentar nebbiosi locali, mollemente adagiati su rossi strapuntini sempre più chiedono di maggiori dosi a discinte vestali orientali onde raggiunger il disiato oblio, egli (il Direttore, non Alfano), fingendo il frequentar di calabre forre, s’aggirava per le romani calli a strisciar su salate soglie chiara in mente l’unica ricetta in grado di restituir vigore, verve e giovanile ardor al già di satira dominator Gangemi e ai pari suoi persi a divorar salsicce nelle feste dell’unità, lidi di novelli lotofagi:

la discesa in campo!

S’immolava, egli, per Lo Sbavaglio.

Ed infine Alfano chiamò: e l’innominabile rispose!

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Luglio 2012 17:39  

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