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Il giuramento di Pontida

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Si tratta della poesia originale di Giovanni Berchet, minimamente adattata all’attualità che si legge in questo periodo sui giornali.

L’han giurato! Li ho visti in Pontida

convenuti da Viale Padania,

dopo avere investito in Tanzania,

legaioli di mille città.

Oh, spettacol di gioia! I Padani

son concordi, serrati a una Lega,

e Belsito - indagato - si frega

le palanche che a Bossi darà.

 

Più sul cener dell’arso abituro

Manuela Marrone non siede. (*)

Ella è sorta! Una casa ella chiede

ai leghisti, al marito guerrier.

L’han giurato: ristruttureremo,

a Gemonio la villa del Capo,

diventar la faremo daccapo,

un bastion contre les sans-papiers”.

Perché ignoti che qui non han padri

qui staran come in proprio retaggio?

Una terra, un costume, un linguaggio

Dio lor anco non diede a fruir?

La sua patria a ciascun fu divisa.

È tal dono che basta per lui.

Maledetto chi usurpa l’altrui,

chi il suo dono si lascia rapir!

Su, leghisti! Coi soldi di Roma

finanziamo gli studi del Trota

e paghiamone almeno una quota

ché tre volte l’esame fallò.

Dopo che il suo diploma agognato

egli ottenne all’ennesima prova,

acquistiamogli, deh, un’auto nuova

ché un bel seggio in regione occupò.

L’Umbertino? Egli è un uom come voi,

come il vostro è di ferro il suo “brando”.

Forse meno del tempo allorquando

“celoduro” soleva gridar.

Si dimise da capo supremo

per far posto al “nemico” Maroni

che ci aveva scassato i coglioni

da Ministro gli Interni a guidar.

Ancor più verso il tetro Alemanno, (**)

su, leghisti, puntate la spada:

difendete la vostra contrada

questa bella che il ciel vi sortì.

Vaghe figlie del fervido amore,

chi nell’ora dei rischi è codardo,

più da voi non isperi uno sguardo,

senza nozze consumi i suoi dì.

Presto, all’armi! Chi ha un ferro l’affili;

chi un sopruso patì “SEL” ricordi.

Via da noi questo branco d’ingordi,

che ladroni ci fanno apparir.

I PM, le Procure indaganti,

s’inventarono pure i contatti

con le ‘ndrine e di calabri fatti

si permisero noi d’accusar.

La sventura ci colse impotenti,

come il Lusi de la Margherita.

Gli dovremmo mangiare le dita

a Belsito. E il pisello tagliar.

Questa terra ch’ei calca insolente,

questa terra ei morda caduto;

a lei volga l’estremo saluto,

BOT di Cipro non può più comprar.

(*) Moglie di Umberto Bossi, nata a Milano da madre lombarda e PADRE SICILIANO!!!

(**) In questo caso ci si riferisce al Sindaco di Roma, piuttosto che al Barbarossa

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Aprile 2012 10:21  

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