Lo Sbavaglio

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Sogno di un miscredente

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Sono un ateo praticante, lo ammetto. In questi ultimi tempi, però, mi piacerebbe che il bellissimo verso di De Andrè “… L’Inferno esiste solo per chi ne ha paura …” (Preghiera in gennaio, 1967) ammettesse qualche rarissima eccezione.

Vorrei che il nostro Capo del Governo,

nel giorno di Sua morte naturale,

finisse di filato giù all’Inferno,

senza passare per un Tribunale.

Vorrei che ad ESSO fossero applicate

le sanzioni previste in questi casi:

pene severe, ammende dedicate

ai vecchi porci, agli impuniti evasi.

 

E per la legge scritta dal Poeta,

proprio “del contrappasso” intendo dire,

si raggiungesse infine quella meta

che nemo sulla Terra osò mai ardire.

Vorrei, perciò, che l’organo sessuale,

di cui da vivo menò sì grande vanto,

gli diventasse un po’ paranormale:

una quercia possente, un alicanto. (1)

Che un priapismo perenne, inappagato,

lo costringesse a star senza mutande,

pronto a godere un bene mai pagato

ad escort, fidanzate ed educande.

Di vetro si trovasse circondato

infrangibile, a prova anche di “mazza”,

rinchiuso come accade al carcerato,

imprigionato dentro una corazza.

Girano intorno frotte di ragazze

belle, desnude, giovani e lascive,

innamorate cotte, come pazze,

del re di tante notti trasgressive.

Son pronte a tutto, ad ogni baccanale,

far l’infermiera, santa, poliziotta,

fingersi consigliera regionale,

perfino dichiarare: «Son mignotta!».

Vuole acchiapparle, il Nostro ormai defunto,

rompere quel cristallo trasparente,

appagare il desìo del contrappunto:

ci prova ma … non può far proprio niente.

E intanto il “coso” gli diventa grosso

sempre di più, potrebbe già scoppiare,

cane ringhioso a rosicchiare l’osso:

la gabbia gli impedisce di scopare!

Nel mentre, lo sbeffeggian dei fantasmi,

somigliano a Santoro, di Anno Zero,

di Floris e Lerner sono gli ectoplasmi

ed incazzar lo fanno per davvero.

Comincia a bestemmiare il Presidente, (2)

gli sembra di trovarsi a “L’Infedele”.

Si sente forte e vivo, ma impotente,

improperi pronuncia e dà querele.

Vorrebbe recitare un’altra volta,

la pantomima della Santanché.

Ma l’Inferno è reale e la rivolta

non trova più l’aiuto dei lacchè.

Abbandonare il posto non si puote,

è etterna la condanna e senza sconti.

Con rabbia il gran pisello si percuote:

è giunta l’ora di pagare i conti!

(1) L'alicanto è un uccello notturno, peculiare della mitologia cilena. Grande come un pollo, si nutre solo di oro e di altri metalli preziosi.

(2) Nel quinto canto dell'Inferno di Dante, i lussuriosi, ospitati nel secondo cerchio,  gridano, si lamentano e bestemmiano.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:24  

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