Lo Sbavaglio

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MaraCara

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Grazie ad un insieme di fortuite circostanze, siamo venuti a conoscenza dello strumento più potente che ESSO utilizzerà per riportare all’ovile la Ministra ribelle, Mara Carfagna. Il DUX, infatti, ha commissionato una POÈSIA (attenzione all’accento, per favore!) al Divino Sandro Bondi. Il Ministro della Scultura - ha conquistato la “S” iniziale grazie al recente restauro del gruppo marmoreo raffigurante Marte e Venere, ripristinando le parti andate perdute (la minchia del primo e la mano della seconda), unico esempio, finora, di un rimedio efficace ai tagli alla cultura imposti da Tremonti – è molto impegnato nell’organizzare, in tempi rapidissimi, la rimozione delle ultime macerie rimaste a Pompei e la completa ricostruzione della città, seguendo il modello, già sperimentato con enorme successo, a Milano 2 e a L’Aquila. Nonostante i numerosi e ponderosi impegni, il Sommo ha ideato e già consegnato la lirica, un capolavoro che supera di gran lunga il meglio di quanto finora pubblicato su “Lo Sbavaglio”. Offriamo ai lettori che ci seguono, in esclusiva mondiale, un’anteprima di assoluto rilievo: basterà un click sulla scritta “LEGGI TUTTO” riportata qui sotto.

 

MaraCara

Ti incontrai ch’eri più che velina,

una fredda e lucente mattina.

Galeotto fu dei Telegatti

il gran premio nel duemilasetti.

Ti dicetti «Non fossi sposato,

subitante ti avrei maritato».

Incazzossi Veronica Lario,

scatenando sì gran putiferio.

Mia mogliera, in quel tempo lontano,

una lettera scrisse, sua mano,

al nemico, chiedendo mie scuse

che nell’etere furon diffuse. (1)

 

Ci vedemmo di nuovo in Sardegna,

nella villa di te certo indegna.

Praticavi, è vero, il Bocchino (2)

neanche troppo, soltanto un pochino.

E bastommi un momento fugace

per accendermi come la brace.

T’amai tanto, si, forse un po’ troppo,

ho rischiato davvero lo schioppo.

Eruttette persino il vulcano,

in un rombo potente ed arcano,

e al tuo grido «Non son di sinistra!»

decidetti di farti Ministra.

 

Tutto bene per più di due anni,

poi la svolta, i capricci, gli inganni.

Non bastavano i cacchi finiani,

che mi stanno raspando i Maroni?

Pure tu, mia diletta Carfagna,

diventata sei un’altra magagna.

Il partito sarebbe, in Campania, (3)

un miscuglio di mafia e zizzania

che perpetua una guerra per bande

tra monnezza e calar di mutande.

Che ti frega di quel Cosentino?

È soltanto un gran bel birichino!

 

Mentre ero diretto a Lisbona, (4)

il telefono fisso mi suona.

Eri tu che chiedevi conforto,

Mussolini facetteti un torto.

Per un’ora restammo a parlare,

mentre “I Grandi” facevo aspettare.

Ma l’incontro non può cominciare

senza quello che può propiziare

un accordo fra tutti i presenti

sullo scudo, sui razzi possenti,

sulle guerre, su le decisioni

su Kabul, su Karzai, le invasioni.

 

Alla stampa dovetti affermare (5)

non facettemi tu tribulare.

«Non annetto alla cosa importanza,

anzi nuoto nell’indifferenza».

Una balla, com’è mio costume,

come sempre da me si presume.

Son pentito, lo dico davvero,

mi cadesse Ghedini dal pero!

Ora voglio davver rimediare,

sono a capo di “quelli del fare”.

E ti imploro, oh mia MaraCara,

di smentire la tua CaraMara.

 

E ritirale, ‘ste dimissioni,

ritorniamo di nuovo amiconi!

Di persona ti voglio incontrare,

in montagna, sul lago, sul mare.

A Trieste mi piace di più,

dove ad Angela feci “cucù”. (6)

Ci vediamo stasera, da me.

Porta Lele ed Emilio con te.

Ti chiedessero l’identità,

di Barak sei cognata a metà.

Indossando il tuo nero tubino

e magari parliam di … Bocchino!

Come potrà rimanere indifferente, l’ingrata, di fronte a tanta lirica bellezza? Non potrà, ben lo sappiamo.

NOTE

(1) Ricordiamo ai più distratti che il Poeta riporta un reale fatto di cronaca. In occasione della consegna dei Telegatti, nel gennaio del 2007, ESSO, riferendosi a Mara Carfagna, dichiara: «Se non fossi già sposato, la sposerei immediatamente». Veronica Lario non la prende tanto bene e scrive una lettera aperta a “La Repubblica”, pretendendo pubbliche scuse dall’allora consorte.

(2) Si intende la ben nota l’amicizia che lega la Ministra Carfagna a Italo Bocchino.

(3) Sempre all’attualità della cronaca di questi giorni, riportata da tutti i media, si riferisce il Sommo.

(4) Ibidem

(5) Ibidem

(6) Ancora cronaca vera. In occasione del vertice italo-tedesco tenuto a Trieste, il 18 novembre 2008, ESSO si è nascosto dietro uno dei lampioni di piazza Unità d’Italia, sbucando fuori all’improvviso ed esclamando "cucù" all’indirizzo di Angela Merkel. Il giocoso spirito germanico del Cancelliere ha decisamente gradito lo scherzo, molto comune, del resto, a Monaco, durante la celebrazione della tradizionale Oktoberfest.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:25  

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