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Le palle di Silvio

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Silvio, ma ce l’hai davvero le palle?

La domanda va intesa, naturalmente, in senso metaforico - politico. Mai ci permetteremmo, infatti, di entrare in una sfera così privata, la salute fisica di una persona – foss’anche colui-che-preferiamo-non-nominare – che, come sappiamo, ha subito un’operazione chirurgica proprio da quelle parti lì. Lasciamo che, sull’argomento,  si esprima un riconosciuto professionista dell’informazione come Vittorio Tipi-di-stoffa-costituiti-da-una-densa-falda-di-fibre-di-lana-spesso-miste-a-peli-animali il quale, già nell’agosto del 2009, dichiarava conclamata la di ESSO impotenza.

 

 

 

Ieri sera ho pianto, e non me ne vergogno. Come spesso succede al comico Antonio Cornacchione quando cerca inutilmente di difenderlo. Ma le mie sono state lacrime vere, sgorgate spontanee per il grande senso di pietà che ho provato nei confronti di questo derelitto, così  incompreso e sventurato. ESSO, infatti, ha avuto conferma, nel corso delle due ultime settimane, di essere un uomo impotente.  E lo ha pubblicamente dichiarato, senza giri di parole, con la semplicità e la chiarezza che da sempre lo contraddistinguono, rivolgendosi al suo amato Popolo Sovrano.

ESSO, così deciso, forte, alto, determinato, bello - chioma fluente e sorriso a 36 denti – giovane, straricco, decisamente ben dotato. ESSO,  vincitore di innumerevoli elezioni, di campionati del mondo di ogni genere, di  Tour de France, di Giri della Val del Cul, del tiro alla fune sul Ticino. ESSO, che ha sequestrato, di pirsona pirsonalmente, beni per  ben dodici miliardi di euri alle mafie più influenti del mondo, che è sopravvissuto allo scontro diretto con il Duomo di Milano sbriciolandolo, grazie alla sua faccia di diamante. ESSO, che ha fatto e fa innamorare decine di centinaia di migliaia di milioni di donne in virtù del carisma, del fascino, dei ciondoli seriali a forma di farfallina e tartaruga. ESSO, che ha evitato una nuova guerra nucleare (molto meglio delle quisquilie di Benito a Monaco, nel 1938), mediando personalmente al telefono tra i grandi del mondo: Obama,  Putin,  Hu Jintao, Renzo La Trota Bossi. ESSO, che ha un gradimento popolare, in Italia e nel mondo,  superiore del 1.742,93% a quello di Todor Živkov, ultimo e rimpianto premier della comunistissima Bulgaria. ESSO, che gode di una maggioranza mai ottenuta da altri al Parlamento della democratica Repubblica delle italiche banane, ebbene ESSO è diventato un uomo impotente.

Ha cominciato a esternare questa sua poco invidiabile situazione a fine maggio, in una conferenza stampa in occasione del vertice OCSE di Parigi.Testualmente: «Chi è nella posizione di capo del governo di potere vero non ne ha praticamente nulla. Oso citarvi una frase di colui che era ritenuto un grande e potente dittatore, e cioè Benito Mussolini. Nei suoi diari ho letto recentemente questa frase: "dicono che ho potere, non è vero, forse ce l'hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo devo essere contento"».

ESSO, in realtà, si ritrova in una posizione ben peggiore di quella del Duce, perché la cavalla che monta si è sempre rifiutata di svoltare a sinistra: rimangono solo la destra e il centro. A proposito, chi si starà occupando delle scuderie di Silvio Benito, dopo la prematura scomparsa in carcere di Vittorio Mangano, pluriomicida legato a Cosa Nostra e conosciuto come "lo stalliere di Arcore"?

La triste constatazione dell’ impotentia coeundi et generandi, è proseguita all’assemblea di Federalberghi, la mattina dell’otto giugno scorso. Sempre testualmente: «Oggi la sovranità è passata dal Parlamento ad una corrente di Pubblici Ministeri che fa poi abrogare le leggi grazie alla Corte Costituzionale. Questa è la fotografia della realtà … Le lobby dei magistrati e dei giornalisti ci hanno impedito di difendere al 100% il diritto di libertà … Fare una legge in Italia è un calvario quotidiano. Quando esce dal Consiglio dei Ministri, magari tu avevi pensato ad un cavallo ed esce fuori un dromedario … Non c’è niente che non sia faticoso nell’attività di governo. Il presidente del Consiglio non ha nessun potere. Le decisioni toccano a Capo dello Stato, Parlamento, Corte costituzionale … provate a mettervi nei miei panni, a leggere i giornali e guardare le TV pensando di essere me: viene la nausea».

Torna la metafora del cavallo, pensiero  ossessivo nella mente del Premier, magari perché simbolicamente associato a “troia” o a quello di Viale Mazzini, a Roma. Ma, soprattutto, è indubitabile che a leggere certi giornali e guardare quasi tutte le TV viene la nausea anche a noi.

Nonostante la potenziale impotenza, però,  ESSO ordina alla Protezione Civile «… di non andare più all’Aquila, perché dopo la denuncia di mancato allarme da parte della Magistratura, qualche mente fragile che ha avuto morti sotto le macerie potrebbe arrivare a sparare …».

Le direttive di un capo impotente, però, non valgono una beata fava, e lo dimostra immediatamente Guido Bertolaso che, sopportando i dolori alla cervicale non più alleviati dai favolosi massaggi di Monica, nel pomeriggio dello stesso otto giugno,  disobbedisce  e va all’Aquila!

Il giorno dopo, all’assemblea di Confartigianato, l’argomento viene ripreso e ulteriormente sviluppato. Ancora una volta, testualmente «… Il governare e il fare le leggi, visto da dentro, è un inferno: non è che manchino le intenzioni o buoni progetti, ma è l’architettura istituzionale che rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete …».

In effetti non è solo ESSO che sostiene di essere impotente. Come per Bertolaso, anche il portavoce Paolo Bonaiuti smentisce che il capo abbia mai pronunciato la frase  «… la firma sul nuovo contratto di servizio RAI potrebbe non esserci se l’azienda continua ad essere faziosa …».

Nell’asciugarmi le amare, compassionevoli  lacrime con un ampio lenzuolo in puro cotone, e sbocconcellando, per consolarmi, un fondente nero al 70%,  sono stato assalito da un dubbio atroce. E se ESSO, invece che impotente,  fosse il più grande spara cazzate dell’universo, uno che ha basato tutti i propri successi sulla capacità di prendere per il culo la gente, che ha reso la comunicazione nei confronti del mediocre italiano medio, un’arte in cui ESSO eccelle? E se ci stesse raccontando fregnacce mega galattiche al solo scopo di distrarre l’attenzione generale sulla crisi economica, sui sacrifici chiesti a noi, soliti coglionazzi,  senza, peraltro, mettere le mani nelle tasche degli Italiani? E se ci stesse facendo intendere che le cose vanno male perché ESSO ha gli arti superiori e inferiori legati, che vorrebbe salvarci ma non può perché tutte le puttanate presenti in Italia e non organizzate direttamente da ESSO medesimo (Costituzione, Magistratura, Opposizione, Capo dello Stato, ecc.) glielo impediscono a forza? No, non è possibile: avrebbe fottuto anche me, che proprio della sua impotenza sto scrivendo!

E allora, per fugare ogni irragionevole dubbio, voglio rivolgere direttamente a ESSO, nostro potenziale sultano. un accorato appello. Silvio Benito, se davvero hai le palle, come avevi dichiarato al congresso del PPE a Bonn, il 10 dicembre del 2009, prenditelo il potere che non ti danno! Organizza un democratico plebiscito (per informazioni rivolgiti a Vladimir, lui possiede un know how brevettato!). O, magari, decidi per una seconda, trionfale marcetta su Roma dei tuoi Promotori Finanziari della Libertà, guidati dagli invitti quadrumviri On. Sandro Bondi, capo del Min.Cul.Pop, dall’autoreggente Michela Vittoria Brambilla, dal porta labari On. Paolino  Bonaiuti e dal Ministro Ignazio La Russa (almeno un fascista vero, di quelli della prima ora, con la faccia da fascista vero, è indispensabile!). Butta nel cesso la Costituzione, arresta i magistrati, esilia l’opposizione. Abbi il coraggio di mettere in opera quello che hai in mente da almeno sedici anni, dalla tua prima discesa in campo. Di chi hai paura? Dell’ira funesta del pelide Bersani che ti farebbe assalire dalle sue potenti divisioni cammellate al grido di "Oh, ragazzi, ma siamo pazzi? Siamo mica delle stalle che se poi le apri i buoi girano la coda"? Forse del condizionalista (nel senso di esperto nell’uso del modo condizionale), fine letterato, On. Di Pietro, che invocherebbe la raccolta di firme per un immediato referendum contro il golpe?  Di quegli italiani, ridotti a meno dei “quattro amici al bar” cantati da Gino Paoli, che ancora si gigioneggiano con parolacce quali democrazia, libertà, solidarietà?

Prenditelo il potere, tutto quello che ti serve per farti ancor di più i cazzi tuoi, ed esercitare finalmente l’unica attività che ti soddisfi davvero, lasciando finalmente in pace tutte le tue escort e le tue ragazzine con il tubino nero. Perché, come sai bene, “U cumandari è  megghiu du futtiri”. Solo così dimostrerai davvero di possedere i cabasisi, in senso  metaforico - politico, naturalmente, e diventerai un vero padrone, non più quel banale dittatorello a cui ti sei ridotto, al quale poco è concesso, se non di “guidare” un cavallo. La legge sulle intercettazioni è già un buon passo avanti, ma non basta, devi impegnarti di più.

In caso contrario, Silvio Benito mio, sarò costretto a pensare che sei uno qualunque, uno dei tanti bravissimi imbonitori di italiani che  vogliono lasciarsi imbonire. Come Vanna Marchi, Giorgio Mendella, Roberto da. Crema. Uno senza i veri attributi, che non fa parte della categoria degli uomini e macari, nianche dei mezz'uomini, degli ominicchi e dei (con rispetto parlando) pigliainculo. Un quaquaraquà, saresti. Solo un  miserabile quaquaraquà. Non mi deludere!

Nota

Si ringraziano, per l’involontaria collaborazione, Vittorio Feltri, Antonio Cornacchione, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Maurizio Crozza, Gino Paoli e Leonardo Sciascia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:26  

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