Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Il Paese dell’elastico

E-mail Stampa PDF

Sono appena rientrato dall’ Afghanistan, dove mi ero rifugiato dopo i noti misfatti sanremesi, poiché i talebani hanno rifiutato la mia richiesta di asilo politico. I motivi, al solito, sono di tipo burocratico: banali vizi di forma. Avevo, purtroppo, compilato il modulo scrivendo da sinistra verso destra – le abitudini sono dure a morire – e consegnato la documentazione in ritardo, 5 minuti dopo l’inizio della preghiera serale del muezzin di turno.  In attesa dell’esito del ricorso che ho prontamente presentato al TAR di Kabul, ho letto con estremo interesse l’articolo “Diritto e mandolino” e condivido in pieno l’affermazione dell’Avvocato Francesco Ciccio Barbaro. Francesco, per chi non lo sapesse, è stato, al pari di Franzo Grande Stevens,  uno stimato e ascoltato collaboratore dell’Avvocato Gianni Agnelli, ed è attualmente associato presso lo studio Ghedini, Pecorella, Previti, Taormina, Perry & Mason.

Com’è possibile che in un Paese democratico, moderno e civile come l’Italia “ … per venti minuti o mezzora al massimo ci si veda respinta una lista …”? Ma, voglio aggiungere, la stessa domanda ci dovremmo porre se si trattasse anche di un’ora, di una mezza giornata, di un week end, di una settimana e perfino di un mese intero, considerando che il febbraio 2010 ha solo ventotto giorni e, dunque, non risulta, agli atti, bisestile. È evidente che occorre essere, allo stesso tempo, comunisti, giornalisti al soldo del partito dell’odio, complottardi, magistrati, minchioni, figli buona donna e intellettuali di m…., per non rendersi conto che è stato proprio quest’ultimo motivo (l’anno NON bisestile) a causare il piccolo ritardo a Roma. Alcuni camerati laziali, ingenuamente, non si sono resi conto che dopo il 2008, anno certamente bisestile, era stata ripristinata la normalità, ed erano pertanto convinti di essere in anticipo di ben due giorni rispetto alla data limite per la presentazione delle liste. Uno di loro, un amico di Tuscania - coordinatore del PdL per l’Etruria - mi ha confidato che solo a causa del problema liste si è reso finalmente conto del motivo per cui, presentandosi al lavoro ogni lunedì mattina, a partire dal marzo 2009, trovava sistematicamente chiuso l’ufficio pubblico in cui svolge la funzione di dirigente capo. Era domenica, perbacco, e giustamente la domenica gli uffici pubblici sono chiusi! Per inciso, nessuno dei suoi collaboratori si era accorto dell’assenza del principale, e i grafici del Ministro Brunetta  avevano registrato notevoli picchi di incremento della produttività.

Vogliamo davvero, per questa piccola svista, creare un così grave vulnus al sacrosanto diritto di voto dei laziali, e anche dei romanisti?

Siamo il Paese dell’elastico, delle deroghe, dei rinvii, dei condoni, delle proroghe, degli scudi crociati e fiscali: vale la pena, proprio in questo caso, dimostrarsi così assurdamente formali e dare di noi un pessimo esempio all’Europa e al mondo intero? LO VOLETE VOI? NO, NON LO VOGLIAMO!

Qualunque scadenza, in Italia, è sempre stata relativa, compresa quella degli alimenti che proroghiamo cambiando semplicemente l’etichetta. Perfino alla fine della seconda guerra mondiale abbiamo commesso un piccolo errore, stavolta non in ritardo ma in anticipo, annunciando la firma dell’armistizio un po’ prima del dovuto e lasciando nel caos più assoluto le forze armate e l’intero Paese. Se così non fosse accaduto, d’altro canto, magari non ci sarebbe stata la Resistenza e oggi saremmo di sicuro monarchici e governati da un Vittorio Emanuele o, meglio ancora, da un Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto. Nessuno si è mai troppo lamentato: in fondo, un rinvio, può far comodo a tutti. O no?

Provvederà  LUI in persona a porre rimedio, magari con un Decreto Legge che dichiari bisestili gli anni 2009 e 2010, sia pure limitandone gli effetti alle sole regioni Lombardia e Lazio: una piccola cosa per il calendario, un enorme passo avanti per la democrazia e la legalità!

P.S.

Qualcuno di voi potrà pensare che io tiri l’acqua al mio mulino, perché rischio di non essere personalmente presente alle elezioni regionali del Lazio. Siete in errore, amici. Dopo l’incidente del manifesto elettorale con il cognome sbagliato – da Gangemi a Cangemi – ho trovato posto nel listino di Renata per cui BASTA VINCERE. E VINCEREMO!!!

Se, Dio non lo voglia, ci sfuggisse l’agognato successo, o se dovesse risultare a me avverso anche il prossimo giudizio del TAR di Kabul, ho già deciso cosa fare: proverò con la Libia, certo che il colonnello Gheddafi saprà accogliermi fra i suoi sostenitori in quanto sono sempre stato, fin da bambino, un acerrimo nemico della Svizzera.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:28  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information