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Io sono razzista!

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Io sono razzista! Come lo siete tutti voi che state leggendo, ovviamente in espressioni e modi quantitativamente e qualitativamente diversi. Immagino già le vostre facce stupite, l’accenno di sorriso che si sta delineando sui vostri volti. Ma c’è poco da scherzare, è giunto il momento di prendere coscienza, di guardarci dentro con molta attenzione, di riflettere, dimenticando, per un momento almeno, tutte le incrostazioni ideologiche, quella pseudo cultura che ci pervade,  i falsi moralismi, il sentimento - più o meno presente - che ci colloca nell’insieme dei “buoni”, di quelli che fanno finta di credere che l’umanità intera sia costituita da individui con pari diritti e pari doveri, che NON esistono razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive.

E tutti noi,  siamo anche xenofobi, abbiamo "paura del diverso"; di ciò che è distinto per natura, razza o specie. Scriveva Hermann Hesse nel 1958: “ … L'uomo primitivo odia ciò di cui ha paura, e in alcuni strati della sua anima anche l'uomo colto è primitivo … “.

Il razzismo e la xenofobia, si manifestano soprattutto nei momenti di crisi sociale, cioè quando le società, basate sull'antagonismo, soffrono di gravi disagi economici. Nei nostri tempi, dunque.

Da molti anni esiste in Italia un gruppo di persone, sempre più numeroso, che controlla l’economia e la politica, condiziona il sistema dei rapporti sociali, si adopera - tramite rituali altamente simbolici -  per una costruzione ideologica che gli consenta di stabilirsi come dominante dinanzi ad uno o più gruppi dominati, ha assunto posizioni prevalenti nel Governo centrale e locale, utilizza la propaganda come strumento per diffondere le proprie idee e la propria diversità. E come giustamente sosteneva Adolf Hitler, " … la propaganda non ha il compito di essere vera, ha invece l'unico compito di essere efficace … "

Questi individui rivendicano addirittura la propria diversità, sostengono di avere origini storiche differenti da tutti gli altri, considerano l’Italia come un paese invasore e oppressore, disprezzano il tricolore con il quale, al massimo, si pulirebbero il culo. Avrete capito che sto parlando dei CELTICI, dei PADANI.

Così come per Hitler erano gli ebrei, anche i PADANI rivendicano di non essere una comunità generica, ma di costituire una RAZZA. Pacifismo, marxismo, la democrazia, il pluralismo, l’Europa, persino il capitalismo internazionale e l’ONU, tutto questo è contro la PADANIA,  vuole impedire a tutti i costi l’autonomia, la secessione, la nascita di una Libera Nazione Padana. Allora io mi sento di affermare, esattamente come Adolfo, che " … Il PADANO è colui che avvelena tutto il mondo. Se il PADANO dovesse vincere, allora sarà la fine di tutta l'umanità, allora questo pianeta sarà presto privo di vita come lo era milioni di anni fa ..."

Io sono razzista e sono dichiaratamente contro la razza PADANA. E poiché essi stessi si considerano NON ITALIANI e NON EUROPEI, ritengo giusto che si applichino nei loro confronti tutte le leggi e le norme a cui  sono soggetti gli extra comunitari. Cominciamo, dunque, con i permessi di soggiorno, solo ovviamente se dimostrano di possedere una casa ed un lavoro continuativo. Proseguiamo con il reato di clandestinità, in mancanza di documenti regolari, ed espelliamoli in Svizzera poiché, purtroppo, il Sud Africa ha cambiato da qualche anno la sua politica di apartheid.

Ma voglio essere ancora più determinato: se i PADANI costituiscono davvero una RAZZA di origine Celtica, allora io sostengo l’esistenza della razza ITALIANA e la sua appartenenza al gruppo delle così dette razze ariane. Non vedo nessun motivo che ci impedisca di ripristinare le leggi razziali, emanate dal Fascismo e dalla Monarchia nel 1938. Mi sembra non soltanto opportuno ma, addirittura, necessario.

Esigiamo, dunque, che tutti  PADANI, invece di indossare liberamente camicie, cravatte, fazzoletti o quant’altro, portino, cucita sugli abiti e ben visibile, la stella verde a sei punte.

Riprendiamo e diffondiamo il manifesto pubblicato sulla rivista “La difesa della razza”, opportunamente aggiornato:

  1. LE RAZZE UMANE ESISTONO
  2. ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE
  3. IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO
  4. LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È, NELLA MAGGIORANZA, DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ ARIANA
  5. È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI
  6. ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA"
  7. È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI
  8. È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE: DA UNA PARTE I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI) E DALL'ALTRA I NORDICI PADANI
  9. I PADANI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA
  10. I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO

Ed inoltre:

Dichiarazione sulla razza

  1. divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alla razza PADANA;
  2. il matrimonio di italiani e italiane con PADANI, dovrà avere il preventivo consenso del Ministero dell'Interno (sarà Roberto Maroni, in questa caso, a decidere!!!);
  3. dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenta al prestigio della razza ITALIANA nei territori della repubblica.

PADANI di cittadinanza italiana

  1. è di razza PADANA colui che nasce da genitori entrambi PADANI;
  2. è considerato di razza PADANA colui che nasce da padre PADANO e da madre di nazionalità straniera;
  3. è considerato di razza PADANA colui che, pur essendo nato da un matrimonio misto, professa la religione PADANA;
  4. i cittadini di razza PADANA non potranno essere possessori o dirigenti di aziende di qualsiasi natura che impieghino cento o più persone;
  5. i cittadini di razza PADANA non potranno essere possessori di oltre cinquanta ettari di terreno.

 

Integrazione e coordinamento delle norme per la difesa della razza nella scuola italiana

Articolo 1.

A qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, frequentate da alunni italiani, non possono essere ammesse persone di razza PADANA, né possono essere ammesse al conseguimento dell'abilitazione alla libera docenza. Agli uffici ed impieghi anzidetti sono equiparati quelli relativi agli istituti di educazione, pubblici e privati, per alunni italiani, e quelli per la vigilanza nelle scuole elementari.

Articolo 2.

Delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti non possono far parte persone di razza PADANA.

Articolo 3.

Alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, frequentate da alunni italiani, non possono essere iscritti alunni di razza PADANA. È tuttavia consentita l'iscrizione degli alunni di razza PADANA che professino la religione cattolica nelle scuole elementari e medie dipendenti dalle Autorità ecclesiastiche.

Articolo 4.

Nelle scuole d'istruzione media frequentate da alunni italiani è vietata l’adozione di libri di testo di autori di razza PADANA. Il divieto si estende anche ai libri che siano frutto della collaborazione di più autori, uno dei quali sia di razza PADANA; nonché alle opere che siano commentate o rivedute da persone di razza PADANA.

Articolo 5.

Per i fanciulli di razza PADANA sono istituite, a spese dello Stato, speciali sezioni di scuola elementare nelle località in cui il numero di essi non sia inferiore a dieci.

Articolo 6.

Per le persone di razza PADANA l'abilitazione a impartire l'insegnamento medio riguarda esclusivamente gli alunni di razza PADANA.

Articolo 7.

Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il personale di razza PADANA è dispensato dal servizio e i liberi docenti di razza PADANA decadono dall'abilitazione. Tutti gli insegnanti di razza PADANA saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari. Analogamente i liberi docenti di razza PADANA saranno sospesi dall'esercizio della libera docenza. I membri di razza PADANA delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni.

 

Disciplina dell'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza PADANA

Articolo 1.

L'esercizio delle professioni di giornalista, medico-chirurgo, farmacista, veterinario, ostetrica, avvocato, procuratore, patrocinatore legale, esercente in economia e commercio, ragioniere, ingegnere, architetto, chimico, agronomo, geometra, perito agrario, perito industriale è, per i cittadini appartenenti alla razza PADANA, regolato dalle seguenti disposizioni.

Articolo 2.

Ai cittadini italiani di razza PADANA è vietato l'esercizio della professione di notaro. Ai cittadini italiani di razza PADANA è vietato l'esercizio della professione di giornalista.

Articolo 3.

I cittadini di razza PADANA esercenti una delle professioni di cui all'art. 1, saranno iscritti in "elenchi aggiunti", da istituirsi in appendice agli albi professionali, e potranno continuare nell'esercizio della professione, a norma delle vigenti disposizioni, salve le limitazioni previste dalla presente legge.

Articolo 4.

È fatto obbligo ai professionisti che si trovino nelle condizioni previste dagli Articoli 1 e 2 di denunciare la propria appartenenza alla razza PADANA, entro il termine di venti giorni dall’entrata in vigore della presente legge, agli organi competenti per la tenuta degli albi o dei ruoli.

Articolo 5.

L'esercizio professionale da parte dei cittadini italiani di razza PADANA, iscritti negli elenchi speciali, è soggetto alle seguenti limitazioni:

a.         salvo i casi di comprovata necessità ed urgenza, la professione deve essere esercitata esclusivamente a favore di persone appartenenti alla razza PADANA;

b.         la professione di farmacista non può essere esercitata, a meno che l'Ente cui la farmacia appartiene svolga la propria attività istituzionale esclusivamente nei riguardi di appartenenti alla razza PADANA;

c.         ai professionisti di razza PADANA non possono essere conferiti incarichi che importino funzioni di pubblico ufficiale, ne può essere consentito l'esercizio di attività per conto di enti pubblici, fondazioni, associazioni e comitati.

Articolo 6.

I cittadini italiani di razza PADANA non possono essere iscritti nei ruoli degli amministratori giudiziari; se già iscritti, ne sono cancellati. Non possono essere comunque iscritti nei ruoli dei revisori ufficiali dei conti, o nei ruoli dei periti e degli esperti e, se vi sono già iscritti, ne sono cancellati.

Articolo 7.

I professionisti forensi cittadini italiani di razza PADANA, che siano iscritti negli albi speciali per l'infortunistica, perdono il diritto a mantenere l'iscrizione negli albi stessi a decorrere da 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Articolo 8.

È vietata qualsiasi forma di associazione e collaborazione professionale tra i professionisti non appartenenti alla razza PADANA e quelli di razza PADANA.

 

Sono razzista, lo confermo. Del resto, qualcuno di voi è in grado di insegnarmi a non esserlo più, a non sentirmi xenofobo, a non aver paura di individui come Umberto Bossi (la mente), Roberto Calderoli, Mario Borghezio, Giancarlo Gentilini e centinaia di sindaci ed amministratori PADANI (il braccio)?

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:30  

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