Lo Sbavaglio

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La confessione

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Potrei gridare al complotto, ai poteri forti, nazionali ed internazionali, che tramano contro la mia persona. La calunnia di essere un infiltrato, infatti, è stata rilanciata da Ezio Mauro su “La Repubblica”, dai principali quotidiani esteri (Lietuvos Rytas, La Republica en Chiapas Diário de Pernambuco, ,Kiev Vedomosti, La Voz de Galicia, Le Progrès de Lyon, Het Belang van Limburg, Tageblatt Luxembourg, Rotterdams Dagblad, Nordbayerischer Kurier, Neue Züricher Zeitung, Gazeta do Povo, El Mercurio de Valparaiso,  Honolulu Star-Bulletin,  The Yiddish Forward, Albanian Daily News, Byelorusskaya Delovaya Gazeta, Slobodna Dalmacija, Eesti Päevalehe, Svobodnaya Gruzia, Kathimerini, Utrinski Vesnik, Nezavisimaia Moldova, Gazeta Wyborcza, Vladivostock News, Dnevnik, Magyar Hírlap, ecc. ecc.) e perfino da “L’Araldo de Berghem de Sota”.

Intanto, tutti questi viaggi del nostro fantomatico Crosstalk a Roma “per motivi di famiglia”  sono certamente sospetti. Sembra una di quelle frasi fatte che si utilizzavano a scuola per giustificare un’assenza di cui, ovviamente, la famiglia non sapeva nulla. Temo che il vero motivo delle suoi frequenti visite alla Capitale sia quello di gozzovigliare insieme agli amici cosacchi che, ogni giorno, abbeverano i loro cavalli nelle limpide acque del Tevere, all’altezza di Ponte Milvio, ormai crollato sotto il peso dei lucchetti dell’Amore.  E tutto questo viene tollerato dal compagno Germanico (o Alemanno, è lo stesso), diventato anch’esso servo degli extra comunitari che infestano illegalmente la nostra amata Patria. Ma chi si cela realmente sotto questo pseudonimo equivoco, Crosstalk: uomo, donna, misto, un po’ di questo e un po’ di quello? Ecco svelato il mistero:

FRANCESCO MARRA, ALIAS CROSSTALK = TRANS ROSSO, FA CASCARE LACRIMA. LK

Figura sessualmente ambigua, dunque; comunista dichiaratamente schierato con i nemici della libertà e della democrazia, protagonista dei nostri tempi nei quali “Non ci resta che piangere”. La dichiarazione, incontestabile, è firmata dalla famosa vignettista di sinistra ElleKappa.

Perché, dobbiamo domandarci, Crosstalk ha pubblicato le foto dello scandalo solo dopo aver tentato inutilmente di venderle a Belpietro, a Feltri a Minzolini ed a Marina Berlusconi? Ero a conoscenza del pericolo: colui-che-continuo-a-preferire-non-nominare (non si sa mai!) mi aveva telefonato, avvertendomi della trappola ordita ai miei danni ed assicurandomi che i pochi mezzi di comunicazione di massa ancora a Lui fedeli, mai e poi mai avrebbero avallato tale mistificazione. Ma il Trans Rosso, l’infame, il marrano, il cornuto – nell’uso metaforico che della parola ne fa il commissario Montalbano -  non si è fermato davanti a nulla. Sordo alle minacce ed alle lusinghe, cieco davanti all’evidente mistificazione, muto … pensando all'ultima ora dell'uom fatale.

Ho cercato il conforto di amici fidati, di insigni giuristi esperti delle cose di legge. Il nobile Avvocato Cesare Previti, sentito al citofono e naturalmente intercettato, mi suggerisce la seguente perorazione:

“… Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Pino Gangemi, non a lodarlo. Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa; e così sia di Gangemi. Il nobile Crosstalk v'ha detto che Gangemi era infiltrato: se così era, fu un ben grave difetto: e gravemente Gangemi ne ha pagato il fio. Qui, col permesso di Crosstalk e degli altri - ché Crosstalk è uomo d'onore; così sono tutti, tutti uomini d'onore - io vengo a parlare della fine di Gangemi. Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma Crosstalk dice che fu infiltrato; e Crosstalk è uomo d'onore. Quando i poveri hanno pianto, Gangemi ha lacrimato: l'infiltrazione dovrebbe essere fatta di più rude stoffa; eppure Crosstalk dice ch'egli fu infiltrato; e Crosstalk è uomo d'onore. Non parlo, no, per smentire ciò che Crosstalk disse, ma qui io sono per dire ciò che io so. Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo? ...”

L’ illustre Avvocato Carlo Taormina, contattato tramite un comune amico, il conduttore di Porta a Porta, mi consiglia di negare fino alla morte; in effetti, è proprio vero: non sono mai stato a Cogne!

L’eminente Avvocato Niccolò Ghedini, astuto come un cervo (colta citazione tratta dal film “Amici miei – Atto II”), mi sprona a sollecitare l’approvazione in Parlamento del processo breve (21 secondi), del lodo Marra, del legittimo impedimento e dell’immunità parlamentare.

Però, di fronte alla prova provata ed alle foto fotografate devo arrendermi: ebbene si, mi sono infiltrato senza nessun problema nel vostro gruppo di vetero-bolscevichi che disprezzano colui-che-continuo-a-preferire-non-nominare (non si sa mai!), perché iscritti al Partito dell’Odio.

Seguo pertanto l’indicazione dell’ esimio Avvocato Francesco Barbaro: confesso i miei peccati, mi dichiaro cerchiobottista e prigioniero politico, mi dissocio, faccio i nomi dei complici e mi appello alla clemenza della corte.

Nato il 32 dicembre 1853, fui strappato alle braccia di mia madre in giovanissima età - un mese, tre giorni, 188 primi e 311 secondi di longitudine est – e mi nutrii di latte e politica suggendo dalle turgide mammelle di Sandro Bondi e Giuliano Ferrara. Addestrato nel cortile della villa di Arcore, secondo i principi della pedagogia  steineriana, il 17 brumaio del XIV anno dell’era fascista conseguii il diploma presso la Scuola Radio Elettra Torino. Specializzazione ottenuta dopo tre anni di corsi intensivi presso i luoghi di redenzione di Guantanamo e di Abu Ghraib, sotto la guida di giganti (fisicamente, intendo) quali Renato Rascel, Giancarlo Magalli, Mammolo, Cucciolo, Brontolo, Eolo, Dotto, Gongolo, Pisolo, Napoleone Bonaparte e Renato Brunetta. Nel mio ruolo di infiltrato presso “Lo Sbavaglio”, ho carpito all’ingenua redazione informazioni preziose, riferendole immediatamente all’Onorevole Nicola Cosentino ed ai  Senatori Marcello Dell'Utri e Salvatore Cuffaro, uomini d’onore sotto ogni profilo.

Alla vigilia del Natale appena passato, fui contattato dalla candidata alla Presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, che mi implorò di entrare nella sua lista, facendomi una di quelle offerte che NON si possono rifiutare: un abbonamento semestrale a Mediaset Premium (le emozioni del grande calcio, il grande cinema in anteprima, le serie TV in esclusiva, ecc. ecc.), un decoder nuovo per vedere il Digitale Terrestre trasmesso nel Lazio, l’iscrizione gratuita all’Unione Generale del Lavoro (UGL), un album di foto del Presidente Fini con dedica, il kit completo da bidet utilizzato dall’ex Onorevole Daniela Santanchè, un trapianto di capelli (o peli di qualunque genere), eseguito dallo stesso specialista già intervenuto, con successo, sulla capigliatura del Premier, dodici confezioni di Bastoncini di Pesce Findus ed, infine, due chilogrammi di cacio ricotta e tre etti di caciocavallo podolico. Dopo un’estenuante trattativa, riuscii ad ottenere un’ ulteriore, decisiva promessa: la partecipazione di mia moglie alla prossima edizione del Grande Fratello!

Ho scritto questo breve memoriale in una cella fredda e buia della Certosa di Serra San Bruno (nazione: Italia; regione: Calabria Saudita; provincia: Vibo Valentia; luogo: tra l'Aspromonte e la Sila), dove mi sono momentaneamente rifugiato approfittando dell’accoglienza dei monaci e dell’amico Piero Marrazzo. Mi fermerò solo qualche giorno, aiutando i fratelli nella produzione dello stracchino “Nonno Nanni”. Prossima destinazione sarà Hammamet, città rifugio di tutti gli esuli ingiustamente scacciati dall’infame Patria.

Infine, quello che mi ha fatto veramente incazzare è l’errore compiuto dalla tipografia nella stampa dei manifesti: una “C” al posto della “G”, 100.000€ buttati via  e la sostituzione delle 327.123 copie già presenti sui muri di Roma!

P.S. Messaggio criptico rivolto ad Aladino: non ho rispettato neppure una delle 40 regole d’oro del Maestro. Potrai mai perdonarmi?

P.P.S. Se non la smettete faccio una segnalazione all’Ufficio di Igiene mentale delle rispettive ASL e vi propongo tutti per il ricovero coatto. Ho aderenze nell’ambiente … La moglie dell’infiltrato

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:30  

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