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Il Ministro ed il Cardinale

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È di questi giorni la polemica tra il Ministro Calderoli e l’Arcivescovo di Milano, Cardinale Tettamanzi. La Padania, addirittura, è arrivata a porre una domanda fondamentale per lo scenario politico italiano presente e futuro: “Ma è un Vescovo o un Imam?”

Potremmo tentare un’ennesima analisi politica, entrare nel merito, molto serio, della questione, scandalizzarci ed esprimere tutto il nostro disgusto per le scelte sempre più xenofobe della Lega. Ma tutto questo è già stato dibattuto e “consumato” dai media e, fra un po’, sarà completamente dimenticato. Proviamo allora una strada diversa, un approccio più scientifico e pragmatico, che ci faccia scoprire qualcosa di nuovo ed ancora inedito.

 

Non so quanti di voi conoscono l’onomasofia (significa scienza dei nomi ed è composta dalle parole greche όνομα = nome e σοφία = scienza, saggezza, conoscenza: fidatevi, conosco perfettamente il greco perché ho frequentato il liceo scientifico ed  il Politecnico!). Si tratta - appunto - di una scienza antica, originaria dell’estremo oriente ed ormai quasi del tutto trascurata dagli umani moderni. Si occupa di indagare e svelare i  misteri celati dentro le parole, soffermandosi in particolare sui nomi propri, i cognomi e, a volte, i titoli (Dottor Piero Rossi, per farvi un esempio). Conoscere ed applicare correttamente  l’onomasofia non è proprio facile: i testi originali sono scritti in sanscrito e nessuno si è preoccupato di tradurli in una lingua più accessibile. Per me è stato molto duro leggerli, capirli ed impararli: per fortuna sono stato aiutato dai lunghi studi umanistici di cui sopra.  È una scienza che, in qualche caso, sconfina  nell’arte e spesso produce risultati criptici, concisi, che assomigliano ad un telegramma e che vanno adeguatamente interpretati. Per avere la certezza di essermi spiegato a sufficienza, ieri sera ho telefonato a Checco Zalone, leggendogli quanto fin qui scritto. L’artista, con la sua solita arguzia e il suo caratteristico modo di esprimersi che rifugge qualsiasi volgarità, mi ha risposto: “… cazzo, ma si tratta degli ANAGRAMMI !!!”. Si, si tratta proprio di ANAGRAMMI.

Applichiamo, dunque, l’onomasofia al  CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI, con la doverosa precisazione che i termini Imam e Iman sono equivalenti, anche se il primo è certamente di uso molto più comune nella lingua parlata e scritta. Ecco qualche risultato:

IMAN, GRADITI E ZITTI, CELANO DNA

Solo quelli di CSI - Scena del Crimine o i RIS di Parma li potrebbero smascherare.


DITTA IMAN ENZO TIRCADI, ANGELI

Uno strano prodotto, gli ANGELI,  che però ha un mercato di nicchia che non teme la crisi.

 

DITTA IMAN ANGELO ZITEDI, CARNI

Naturalmente la macellazione avviene seguendo le regole della legge islamica.

 

IMAN GINETTO DANCRAT, EDILIZIA

Probabilmente si tratta di un imprenditore immigrato che fornirà manodopera a basso costo per l’Expo 2015 di Milano.

 

ATTENDO GLI IMAN CRETINI DA ZIA

Si saranno fatti spedire da una parente qualche mese fa, utilizzando il servizio pacchi di Posta Celere che dà un’unica garanzia: non arriveranno mai!

 

Abbiamo dunque scoperto due cose importanti: 1) con l’onomasofia: si ottengono risultati concreti, scientifici ed inoppugnabili; 2) la domanda della Padania al Cardinale era non solo legittima ma conteneva in sé una verità inquietante per la Chiesa Cattolica.

Per essere ancora più sicuri, però, proviamo ad applicare una seconda volta l’onomasofia all’altro personaggio coinvolto nella polemica, al SENATORE ROBERTO CALDEROLI. Cosa se ne ricava?

ELETTO, SINE ORRORE, DAL COBRA

A volte anche i serpenti, nel loro piccolo, fanno cazzate! Chi sarà mai, questo cobra?

 

ROLLA BEATO E SENTE ORRORI DC

Si tratta solo di tabacco e cartine, naturalmente, che però gli ricordano il profumo tipico delle malefatte della Democrazia Cristiana.

 

EI, BERTOLDO, RELATORE SCARNO

Soprannominato Bertoldo dagli amici (chissà perché!), ei si avvale di una retorica sobria ed elegante e non sproloquia mai parlando ai comizi, nelle interviste o relazionando dai banchi del Governo.

 

CALO TERRONE, SARETE IL BRODO

Da intendersi come l’espressione “Calo la pasta”, immergo, cioè, la pasta in una pentola di acqua bollente. Si tratta di una tipica ricetta padana, che consiste nell’immergere in un pentolone di liquido bollente le “TERRONE”, utilizzando dunque come materia prima le femmine del Sud. Oggi sono un prodotto che si trova facilmente in qualunque supermercato delle terre celtiche.

 

TERRONI, SARETE DOLCE BAROLO

Perché operare odiose distinzioni di sesso e trascurare i maschi del Sud, rendendoli invece in qualche misura utili ad un scopo preciso? Opportunamente vendemmiati, torchiati ed invecchiati potrebbero diventare un nuovo, ottimo vino per accompagnare i dessert della Lega, in sostituzione dell’odiato “Passito di Pantelleria”


DILLE: COBRA ROSANERO ERETTO!

Consiglio per favorire l’intimità sessuale ed arrapare viepiù la partner! (vedi Ovidio, Ars amatoria, libro I, vv. 138-143). Per chi non si intende di calcio, mi corre l’obbligo di precisare che “rosanero” sono le maglie della squadra del Palermo. Ne consegue che l’espressione COBRA ROSANERO si può intendere come “MINCHIA PALERMITANA”.

 

Ancora una volta l’onomasofia ci ha fornito risultati concreti, scientifici ed inoppugnabili. Soprattutto ci ha fatto capire quanto le parole siano misteriose, colme di segreti, spesso ambigue e necessarie di interpretazioni non superficiali. In particolare, ovviamente, quelle dei potenti e dei politici.

A tale proposito, ricorderete che  di recente, in occasione del referendum svizzero che ha sancito il divieto di costruire nuovi minareti in territorio elvetico, autorevoli esponenti della Lega hanno proposto di “Mettere una croce sulla bandiera italiana”. Tutti, o quasi, hanno inteso l’intenzione di modificare il tricolore aggiungendo il simbolo della nostra cultura cristiana, a difesa simbolica della dilagante offensiva islamista.

Ma se analizzate con più attenzione  la frase, vi accorgerete che “Mettere una croce sopra” è un tipico modo di dire per intendere DIMENTICARE, LASCIAR PERDERE o,in definitiva, SOTTERRARE. Ecco che, conoscendo l’amore ed il rispetto da sempre espresso dalla Lega nei confronti della bandiera italiana, si capisce meglio il senso della proposta: sotterriamolo, questo tricolore che non ci rappresenta e lasciamo garrire al vento le bandiere con Alberto da Giussano che brandisce lo spadone.

Vi informo, infine, che, oltre a  “Lo Sbavaglio”, ho inviato questo articolo - in versione inglese, naturalmente - alle prestigiose riviste  scientifiche internazionali  “Nature”, “Lancet” e “Science” con l’obiettivo di far riscoprire al mondo  l’onomasofia. Rimango in fiduciosa attesa di pubblicazione da parte loro. Vi terrò informati!

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Gennaio 2013 19:47  

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