Lo Sbavaglio

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A casa di Cetto La Qualunque - parte prima

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(Una chiacchierata col maestro)

Quando mi arrivò la telefonata di Armino non credevo alle mie orecchie. Se pure egli non fosse d’accordo su quel incontro da me tanto agognato, l’idea di avere un confronto con Cetto La Qualunque (Il maestro) mi intrigava. Uno scoop per lo Sbavaglio era per me in effetti un fatto di eccezionale importanza. Con tutto quello che mi era capitato, la mia salute, la famiglia; era, dopo tre anni di forzata assenza dallo Sbavaglio un modo eccezionale per rientrare nel giro che conta e nessuno, neppure Armino mi avrebbe fatto cambiare idea, e poi una occasione così quando mi ricapita continuavo a ripetere a me stesso. Un giudizio di Cetto La Qualunque sulla situazione politica e con Renzi come presidente del consiglio poteva essere per tutti noi e per me in particolare di grande insegnamento e chissà PG545454 e Francesco come sarebbero stati invidiosi! Ragazzi un brivido mi ripercorreva la schiena!

 

 

 

Già sapevo che Armino non sarebbe mai venuto a prendermi alla stazione poiché me lo disse dichiaratamente, mai e poi mai avrebbe condiviso come direttore dello Sbavaglio un incontro intervista con La Qualunque che volete lui è fatto così.

Quando arrivai alla stazione mi vennero a prendere degli amici di Cetto regolarmente vestiti, fasciati nelle loro divise tradizionali con degli elegantissimi vestiti in blu gessato a righe, occhiali scuri con cappello d’ordinanza alla borsalino. Con un gesto d’intesa m’invitarono a salire sulla loro torpedo nera un pezzo d’antiquariato che La Qualunque usa solo in caso del tutto eccezionale e per persone che lui ritiene di un certo livello. In macchina vi erano anche due bellissime ragazze con una quinta di seno, ammiccanti, ma capii che al momento non potevo accettarne i messaggi sia pure molto eloquenti (almeno per il momento) a causa del necessario e doveroso rispetto nei confronti di Cetto.

All’entrata vi sono due grandi rottweiler che Lui chiama affettuosamente … amorevolmente Silvio e Matteo e fra i due cani sinceramente non saprei dire chi fosse il più aggressivo e stupido. Appena mi vedono tentano di aggredirmi ma vengono subito abilmente trattenuti da uno schiocco di dita, è Lui Cetto! Seduto a sinistra del cancello c’è un extra comunitario che chiede l’elemosina e Lui chiama Cazzu, Cazzu, nome e cognome così non se lo scorda … dice Lui. Ogni tanto con Cazzu, Cazzu ci fa giocare i cani per non farli annoiare e se lo mordono non fa niente, Lui ama gli animali se pure va a caccia tutte le domeniche sparando su tutto quello che si muove.

Cetto è in vestaglia, oggi è giorno di riposo e ha deciso di dedicarla al rapporto con la stampa ed ha scelto lo Sbavaglio ma chiarisce subito, solo dieci minuti, e non accetta domande non preparate e non preconfezionate.

- Altrementemente … intoculo a stampa!

Tutto sommato è un uomo ospitale se pure un po’ spigoloso, e decide che se intervista deve essere, preferisce farla in casa. Una cosa in famiglia, va! Insommamente (come dice Lui) manca solo sua figlia Giannette, in quanto in galera per prostituzione, favoreggiamento, evasione fiscale, e tentato omicidio deve scontare diciotto anni ma è latitante è il suo orgoglio, a differenza del figlio maschio che quando esce non vuole mai portare la pistola, e Lui teme per la virilità del “pulpuciddu” lo chiama così (un nomignolo affettuoso), anche per il fatto che quando va in moto mette il casco e in paese a causa di questa sua anomalia lo prendono per ricchione.

Ci sono sua moglie Carmelina l’amante brasiliana che Lui chiama Cosa e Chuoi, Chuoi serva tailandese eternamente in tanga e reggiseno per i massaggi, servire in casa e ai tavoli nel suo ristorante, e il figlio Melo. Gli ambienti di casa La Qualunque ricordano stranamente ma non troppo quelli del Coco Loco i locali di ritrovo del Silvio nazionale, sui muri anziché le classiche opere d’arte ha le fotografie in formato poster della Santanchè, la Meloni, la Minetti tutte in costume, diciamo così, adamitico e poi naturalmente non potevano mancare le foto poster di Silvio, Matteo, Sgarbi e donne, spessamente, sdraiatamente e ancora altre donne doverosamente e orizzontalmente, giustamente nude.

(continua)

 

 

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