Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

La palla di gamberi su letto di panzanelle

E-mail Stampa PDF

L’ho detto volutamente, come ormai mi capita da tempo, in modo provocatorio: “le elezioni? Praticamente un inutile rituale!”. Il mio commensale ha abbozzato, perché in realtà è un signore, ma era evidente il disagio che questa mia affermazione gli aveva provocato, facendogli dirottare le facoltà cognitive, al momento del tutto impegnate nella degustazione di un’ottima “palla” di gamberi su letto di panzanelle accompagnata dal fresco di uno stimolante bianco “fermo”, all’analisi della blasfemia e all’elaborazione di opportuni controargomenti di ortodossa anti-eresia. Il mio vicino ostentava indifferenza, fingendosi concentrato su un lattonzolo di maiale sapientemente cucinato e servito nel locale sede della annuale festa de Lo Sbavaglio (riservata ovviamente alla crème direzionale del popolare blog), in realtà pregustando il di lì a poco avvenire di tosse convulsa, boccone di traverso e apparire congestionato del mio avversario dialettico.

Cos’è un rituale? Un protocollo di comportamento stabile nel tempo perché difficile da cambiare.

Nello specifico, strutture sociali chiamate “partiti” senza dignità giuridica, hanno consolidato nel tempo oscure dinamiche interne (giustificate nel momento della clandestinità, ma rivelatesi poi particolarmente comode in tempi non più perigliosi per propagare culture di potere e allevamenti di money),  di ranking degli umani dominanti. A volte in modo così tortuoso da essere compreso solo dai super specialisti di cazzi interni agli apici della struttura.

Nelle culture “primitive” il ranking avveniva, e ancora avviene principalmente sulla base del principio di competenza:

Attica, circa 400 AC:

- Χέσμα! (Merda!), Aristodemo, sulla via di Corinto si sono accampati Spartani Δασύπρωκτος (dal culo peloso), bisogna fare qualcosa!
- Minchia, Anassimandro (Aristodemo era di Siracusa), bisogna convocare l’Assemblea per far nominare stratega Socrideide Tραγομάσχαλος (dalle ascelle che puzzano di caprone), molto esperto nelle arti belliche e che per ben due volte ha già Ῥαφανιδόω (ficcato un     ravanello nel culo) alla lega tebana semplicemente alzando le braccia! E’ un vero amico di Nike!

Insomma, la scelta dei candidati alle posizioni di potere avveniva sostanzialmente sulla base della loro competenza nel risolvere problemi analoghi a quelli al momento sul tappeto. Prima quindi il problema, che dettava i requisiti alla scelta delle persone, che erano conseguenza e non radice. Il linguaggio era chiaro, semplice diretto, in grado di essere compreso da ogni cittadino che in assemblea volesse deliberare in scienza e coscienza, indice di legame schietto e genuino con il popolo in mezzo al quale i nostri interlocutori vivevano. Ora invece:

Roma, circa 2000 DC:

- Compagni, facciamo così: nella misura in cui permangono soglie di sbarramento a dinamica variabile nelle 22 regioni italiane alzate (le soglie, cazzo, non le regioni, ma la piantate di far casino laggiù in fondo?) da chi vuole tacitare la voce delle minoranze impedendo nei fatti la riproposizione dialettica delle dinamiche storiche (avevo in mente un’altra frase ma me la sono dimenticata!), noi facciamo candidare in almeno due collegi qualche famosa figlia di padre ancora più famoso (chessò, tipo qualcuno che ha fondato l’Europa), con un bel nome, anche rilassante, anche trasgressivo, tipo giornalista ancora meglio, poi, superate le barriere, zac la facciamo rinunciare, e mettiamo al suo posto, qualcuno veramente dei nostri, tipo amico di Niki (con la “i”, N.d.R.), tipo uno con un nome del cazzo che nessuno se lo filerebbe mai se lo presentassimo così di brutto..
- Minchia! (anche lui di Siracusa, di antica discendenza greca classica e di sicura cultura umanistica), ganzo (ha abitato a lungo a Prato)! Ma la gente non ci rimarrà male a veder rimanere a casa chi ha votato? Ma guarda che qualcosa di simile lo fa anche il Berlusca quando fa scrivere il suo nome sul suo simbolo elettorale anche se è interdetto dai pubblici uffici (attingendo a profonde conoscenze politiche). Non vorrei sembrare uno sprovveduto, ma mi puzza un po’ di circonvenzione di incapace..(il dubbio dipinto sul bel volto da militante)
- Che ingenuo! Vedi che non capisci un cazzo di politica (tranchant)? E’ tattica, questa, veh (ha lavorato a lungo nella ditta)! Eh, ne devi fare ancora di strada per acquisire vera competenza…

Sì, lo ammetto, era una provocazione! Ma ci sono stato tirato per i capelli, vaffanculo! (eis korakas!)

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Giugno 2014 14:48  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information