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SE POTESSI AVERE, 3 MILIONI AL MESE …

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La sentenza che sancisce  il definitivo divorzio tra ESSO e l’ex moglie Miriam Raffaella Bartolini, in arte   Veronica Lario, prevede un versamento mensile “per alimenti” pari a 3 milioni di euro al mese, vale a dire almeno 36 milioni all’anno, escludendo la tredicesima, la quattordicesima  e l’eventuale premio di produzione. Si tratta dell’equivalente di 3.000 salari operai da 1.000€ mensili o di circa 4.285 proventi, sempre mensili, che riceve un normale cassintegrato. A me, queste valutazioni producono un effetto tragicomico, mi fanno riflettere ancor di più sull’enorme divaricazione presente nel nostro Paese tra non pochi “nababbi” e milioni di persone a rischio di povertà. Al contempo, penso al povero ragionier Spinelli, recentemente protagonista di un fantasmagorico rapimento, che dovrà inserire nei suoi libri contabili una voce in più, oltre agli stipendi così puntuali e ben organizzati indispensabili per mantenere le “olgettine”. Ce la farà, il Cavaliere, a sostentere tutte queste spese ed arrivare, comunque, alla quarta settimana senza troppi patemi d’animo? E, come se non bastasse, dovrà persino sborsare 564 milioni di euro all’odiato De Benedetti, nel caso in cui la Cassazione confermasse la sentenza sul “broglio Mondadori”. Riuscirà, il NOSTRO, a far fronte ai rincari di acqua, luce, gas, trasporti e quant’alto già previsti per il 2013? Ed a pagare la nuova TARES - più cara del 25% rispetto alla vecchia TARSU - considerando tutte le seconde, terze, ventesime ville megagalattiche di cui è proprietario e gli ennesimi esborsi per l’affitto di compiacenti residence? Secondo me, per restare a galla, dovrà per forza vincere le elezioni ed abolire l’IMU su tutte le case di proprietà, risparmiando così il minimo indispensabile per consentirgli di mantenere un tenore di vita  appena accettabile.

 

 

Mi domando, inoltre, ancora una volta, con quali alimenti si nutra, mensilmente,  la signora Lario, verso la quale “nutro” io stesso un grande  rispetto. Immagino una colazione semplice: un cornetto appena sfornato e importato all’alba da Parigi, accompagnato da un italico cappuccino prodotto con caffè napoletano verace in arrivo da Capodichino, un succo di frutta esotico appena spremuto alle Bahamas, un semplice uovo di pernice alla coque proveniente dall’amata Sardegna. Il tutto servito su “letto di diamanti” da 2,5 carati cadauno, intagliati, freschi freschi, dalle esperte mani degli artigiani di Amsterdam

 

Pranzo leggero e senza pretese: per stuzzicare l’appetito, come antipasto, caviale Beluga in modica quantità (può costare fino a 37.000€ al chilo per le specie più pregiate); una minestrina di foglie d'oro commestibile, a 23 carati, spruzzata di aromatico tartufo bianco d'Alba (solo 6.000€ al chilo, ma ne basta poco per insaporire qualunque pietanza). Una sana bistecca di manzo Wagyu (2.800$, più o meno); in alternativa, per variare il noioso menu quotidiano, proponiamo un piatto di Samundari Khazana (3.200$, con curry e ripieno  di granchio devon, tartufo, aragosta e l’mmancabile caviale); per contorno,  una banale insalata di patate Bonette (un solo chilogrammo può arrivare fino a 500€). Come frutta si potrebbe pensare al famoso cocomero Dansuke (nel 2011 ne sono stati prodotti solo 65, al modico prezzo di 6.100$ cadauno). Dolce: una sottile fettina del dessert creato dallo chef Marc Guibert (prezzo stracciato: 22.000₤ - sterline, non vecchie lire - pari a circa 25.000€, perché al posto della classica ciliegina sulla torta, è presente un vero diamante da 2 carati).  Si chiude con il solito caffettino Kopi Luwak (la miseria di 500€ al chilo). Sorseggiando, naturalmente, champagne Perrier-Jouet (si può trovare in qualunque supermercato, in confezioni da 12 bottiglie, al prezzo di 4.166€. A bottiglia, s’intende) o, se astemi, acqua minerale Kona Nigari (attenzione: deve essere diluita con acqua normale, nonostante costi 250€ al litro).

 

Per le 17.00, una tazza di  tè verde Matcha (alla portata di tutti, poiché il costo si aggira attorno ai 120-150€ al chilo), accompagnato da un bagel da 1.000$ al pezzo.

La cena non può che essere preceduta da un normale cocktail Martini, anche questo caratterizzato, al posto della classica oliva, da un prezioso diamante di un carato (griffato Bulgari, valore di 10.700€. Attenzione a non provare a masticarlo o ad ingoiarlo direttamente!). Proseguiamo con il quasi estinto tonno rosso preparato come sashimi (750$ al chilo, appena pescato, da comprare intero ai mercati generali) o, in alternativa, con gli involtini di pesce Palla (che costa pochissimo – 65€ per un assaggino – ma abbisogna di un apposito chef in loco, in grado di prepararlo senza avvelenare mortalmente il commensale). Contorno di funghi Matsutake (sempre giapponesi, 2.000$/kg), per non appesantire troppo la serata. D’estate è consigliabile rinfrescarsi con un gelato "coppa della serendipità": cioccolato con cacao proveniente da 14 paesi, aromatizzato con 5 grammi d'oro e scaglie di tartufo (il prezzo  è di 17.000€). D’inverno, invece, meglio il melone Cantaloupe (gusto inarrivabile a 20.000$ il pezzo). Se poi si è appassionati d cioccolato, come non assaggiare il tartufo Chocopologie, la cui materia prima  è prodotta dalla Valhrona, la maggiore ditta francese di chocolat di altissima qualità. (costo pari 386€ per etto)?

 

 

Continuiamo, abitudinari, ad “innaffiare” la cena con lo stesso champagne Perrier-Jouet (stappando, comunque, una nuova bottiglia) e l’acqua minerale Kona Nigari.

 

Se poi la signora Lario intendesse, come tutti i comuni mortali, concedersi ogni tanto una scappata in pizzeria, siamo certi che resterebbe molto soddisfatta  dalla pizza Royal 007,  condita con aragosta, caviale, salsa al pomodoro sunblush, salmone scozzese affumicato, medaglioni di venison, prosciutto e aceto balsamico (valutata attorno ai 3.000€) oppure  dalla più economica pizza Bellissima, preparata dal ristorante Nino's di New York, ricoperta con pezzetti di coda d'astice, panna acida francese e quattro tipi di caviale al costo di 50$ a morso, ossia mille totali (670€ circa).

 

E nel caso del più che popolare, anzi popolano McDonald’s? Nessun problema: a Londra si può trovare un panino a 85£ – sempre sterline, ovviamente – ossia circa 123€, con carne di manzo Kobe, foie gras, tartufo nero, formaggio brie de maux, peperoni rossi, senape, pomodori di prima scelta, prugne e pane a lievitazione naturale.

Calcolando che un’adozione a distanza a favore di bambini che hanno davvero fame, costa all’incirca 300€ all’anno, la signora Lario, dedicando tutti i suoi nuovi proventi a questo scopo,  potrebbe adottarne 10.000. Ma se volesse anche soltanto farne sopravvivere la metà, 5.000 all’anno, le resterebbe comunque il problema di spendere 18 milioni di euro in 12 mesi. Per me sarebbe una fatica di Sisifo, del tutto insostenibile.

 

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