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Satira

Il giuramento di Pontida

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Si tratta della poesia originale di Giovanni Berchet, minimamente adattata all’attualità che si legge in questo periodo sui giornali.

L’han giurato! Li ho visti in Pontida

convenuti da Viale Padania,

dopo avere investito in Tanzania,

legaioli di mille città.

Oh, spettacol di gioia! I Padani

son concordi, serrati a una Lega,

e Belsito - indagato - si frega

le palanche che a Bossi darà.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Aprile 2012 10:21
 

Totem e tabù

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Che volete prima o poi dovevo disturbare un  grande della psicanalisi per trovare un titolo consono ad una situazione economica e politica che sta diventando sempre più stranamente onirica, almeno sotto certi aspetti. E sì sembra un sogno, un brutto sogno, E' certamente un incubo reale che si  sta velocemente avverando a causa di un capitalismo feroce che tenta di dimostrare che la causa della sua sfortuna è dovuta alla cattiveria e alla birbanteria di una classe lavoratrice che non intende rinunciare ai propri privilegi, ai propri lussi, "pensate ha ancora le mutande", ai propri “sprechi" sopratutto a natale, dove  si gettano impunemente nei cassettoni della spazzatura le bucce delle noccioline, i gusci vuoti delle noci, e i semi quando si trovano dei mandarini, e delle arance. Senza tenere conto dei panettoni la maggioranza dei quali sono già ammuffiti al momento degli acquisti. Non c'è limite allo spreco, occorre intervenire quanto meno per limitare questo scempio!:-)

 

La casta dei miracoli - 1^ uscita: San Silvio

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Si è detto tante volte che la satira spesso anticipa la realtà, qualche volta va … oltre.

Ognuno di noi Sbavagliari ha celebrato “la fase acuta” dell’uscita di scena del premier Berlusconi nei modi e con i richiami più disparati, la mitologia, le vicende belliche di Deretano duro e chissà quanti altri suggestioni e suggerimenti hanno viaggiato nell’immaginario collettivo in quei giorni …

Rovistando tra le tante cianfrusaglie della vecchia soffitta di Google mi è capitato di imbattermi in foto che ritraggono il Premier nelle più variopinte e “gossipparie” situazioni, il cucù alla Merkel, il baciamano alla versione cammellistica, dozzinale e “un pò abbronzata” del Moro di Venezia, ormai nel mondo che gli era più congeniale, quello dei PIU’, gli innumerevoli report sulle diete strappa grasso, sette- chili-in-sette-giorni.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 20:37
 

L'ombrello del prof. Monti

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L’effetto delle misure che diventeranno leggi dello Stato a partire dalla prossima settimana si può ben immaginare ricordando le innumerevoli vignette di Altan che hanno come principale protagonista l’ombrello. Questo semplice oggetto riassume. metaforicamente ma in modo incomparabilmente incisivo, ciò che molti italiani sono ormai quasi rassegnati a subire, sempre più spesso, grazie a Governi di ogni genere e tipo. Lo specialista della materia è senza dubbio l’ex Ministro 3Monti che, pur essendo un commercialista, ha raggiunto il suo massimo fulgore nell’esercizio della professione di gastroenterologo.

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 15:47
 

Deretano Duro

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Generale CusterGeorge Armstrong Custer ebbe vari soprannomi: Lunghi Capelli, per la sua fluente chioma, Stella del Mattino, per la sua abitudine di attaccare all’alba, e Deretano Duro, per la sua indefessa capacità di stare a lungo in sella durante le massacranti marce di avvicinamento ai campi dei nativi americani da attaccare, a cui sottoponeva se stesso e il suo 7-imo cavalleggeri. Dovessimo noi di questi soprannomi sceglierne uno che meglio si adatti all’innominabile Idra non potremmo che sceglierne l’ultimo: infatti, nello specifico, Cranio d’Asfalto meglio sarebbe di Lunghi Capelli, e Escort Notturna meglio di Stella del Mattino; Deretano Duro invece è perfetto: rimane in sella, non s’arrende. Ora è molto dispiaciuto per le gioiose manifestazioni di affetto che la gente gli ha tributato: proprio come capitò a George Armstrong Custer a Little Big Horn. Probabilmente avrà la stessa reazione di disappunto: al momento della carica, ritto sugli arcioni (rialzati), e la sciaboletta in mano, guarderà con protervia il profilo delle colline che lo circondano, per accorgersi improvvisamente di quanti siamo: “CAAAA..zzo!! Quanti indiani!”

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 14:27
 


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