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Il culto della pietra in Calabria

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Tra gli opuscoli raccolti e catalogati nel volume “Lo studio del particolare caratterizza la ricerca” - edito da Laruffa nel 2007, curato dal Comune di Palmi – tutti oggetto di donazioni da parte di noti  studiosi palmesi alla locale Biblioteca Comunale “ D. Topa”, figura una pubblicazione di  straordinario interesse culturale dal titolo “Una testimonianza del culto della pietra in Calabria” dello studioso di etnografia, folklore e tradizioni popolari Antonino Basile.

Si tratta di un contributo estratto dagli “Atti del Congresso di Etnografia” svoltosi a Napoli dal 16 al  20 settembre del 1952.

Questa breve ma intensissima esposizione di otto pagine, è introdotta dall’accenno alla forma più antica di idolatria, la litolatria, che accomunò quasi tutte le popolazioni primitive di ogni angolo della Terra.

Ambrogio Donini, lo studioso di fama mondiale di storia delle religioni, nel suo “Breve storia delle  religioni”, un classico della materia, edito nel 1959 ed oggetto di numerose ristampe, indica i luoghi  dove è stato praticato il culto della pietra: numerose tracce della “feticizzazione” delle rocce e dei tronchi d’albero si hanno in Francia, Scozia e paesi scandinavi, nell’Africa settentrionale, in Siria e  Palestina; gigantesche pietre verticali, che anche i due studiosi ritengono legate a primitivi riti fallici e a funzioni magiche.

Altro esempio noto è l’aerolite sacro della Mecca, la pietra nera.

Una testimonianza si trova nel passo biblico di Isaia, LVII, 6: <<La tua parte è tra le pietre lisce del  torrente […]. A esse hai offerto libagioni, a esse hai presentato oblazioni>>.

In Italia, il Donini indica rinvenimenti di rocce tagliate a forma di ellissi, di coni o di rettangoli in  alcune zone preistoriche della Liguria, in Lunigiana, nel retroterra del golfo della Spezia.

In Calabria, il Basile – il quale fa cenno pure alle credenze degli animali divini ed ai riti totemici – ci  riferisce della sopravvivenza di un antico culto della pietra, nel culto della Madonna delle Armi  (parola di un antichissimo dialetto calabrese che significa rupe), venerata in provincia di Cosenza,  sulle montagne tra Cerchiara  e Francavilla, a circa milleduecento  metri di altezza.

Lo studioso riprese le notizie da un opuscolo dal titolo "Il Santuario della Madonna delle Armi  presso Cerchiara. Brevi cenni", di un erudito padre Francesco Russo M.S.C., il quale, però, non intuì l’importanza dell’argomento.

L’immagine della Madonna è dipinta su pietra ovoidale ed è conservata in una teca vitrea contenuta in un antico reliquario del secolo XV, donato alla Chiesa dal Duca Pignatelli, feudatario di Cerchiara.

La storia e l’evoluzione di questa pietra, se si eccettua la sua origine, sono incerte quanto interessanti per l’intreccio tra le interpretazioni e le versioni sorte intorno ad essa.

Dalla relazione di un sacerdote si tramanda il miracolo della pietra – all’origine di certo un betile venerato sul monte Sellari dalle antichissime popolazioni della zona – che, capitata tra le mani di un muratore, venne da questi divisa in due mostrando nelle pareti interne due immagini: la Madonna  intera col Bambino sulle braccia e la luna sotto i piedi e S. Giovanni Battista.

I racconti tramandano che fino al secolo XVIII la pietra, esaminata poi dagli inquisitori, priva di qualsiasi rappresentazione o figura, “per cause naturali”, fosse oggetto di venerazione dei fedeli costituendo atto di vera e propria idolatria. Fino a giungere nel 1738, anno in cui, con ogni probabilità, per Ordine della Congregazione dei Riti, sulla pietra venne eseguito il disegno della Vergine.

Così conclude lo studioso palmese, cogliendo il disagio del Russo nel riconoscere un’attribuzione  della  Sacra Immagine della Madonna delle Armi ad una improbabile provenienza bizantina: “La Chiesa aveva così agito molto prudentemente: visto che non era possibile allontanare senza pericolo l’oggetto  del culto idolatrico lo aveva legittimato e fatto cristiano facendovi dipingere sopra  l’immagine della vergine Madre del Redentore”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Dicembre 2010 19:15  

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