Lo Sbavaglio

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In direzione ostinata e contraria

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Non insensibile ai fatti ed agli scritti di questi giorni, dopo qualche indugio (perché ho sempre, da buon borghese ed amante del quieto vivere, paura di apparire irrispettoso ..), esprimo il mio parere. Usando come titolo un espressione di chi, antiborghese per eccellenza, non aveva la paura che ho io. Egli anzi, guardò con ludibrio, ironia, somma arte poetica, arte che è mai volgare perché priva di giudizio o di condanna, tutti e tutto. Santi, preti, poeti, trans e prostitute, giudici e impiegati. Egli descrisse bene in alcuni brani il vezzo delle maggioranze, non solo politiche ma anche d’opinione, di trasformarsi ed uniformarsi in un blocco non più ragionevole ma volto a mostrare numeri e muscoli.

Ma vado al dunque.

Riferendomi alla violenta dialettica anticlericale di questi giorni, colpisce la ferocia dei colpi inferti. Il piacere che si trae partecipando e gustando ogni notizia, mostrando un senso di giustizia che pare “giustizialismo”, mentre d’altro canto ci si atteggia a paladini dei diritti e garanti di Caino.  

Affondi veloci e precisi che mirano ad uccidere, contro un nemico, un entità, molto spesso identificata col nome di “Gerarchia”, contro cui non si sa neanche come sia iniziata precisamente .. perché prima dell’otto per mille, prima della caccia alle streghe .. e dei papi indecenti .. sempre vivo è stato questo sentimento, questa ostilità che pare per certi versi, quando si diradano le accuse e si trovano i colpevoli, gratuita. Ideologica, quando le accuse, le pene proposte sembrano non proporzionali all’offesa.   Per “non proporzionali” non intendo dire che i pedofili non vanno puniti. Essi vanno messi in carcere e spogliati di ogni compito e ruolo sociale. Ma mi rivolgo alle pretese di chi vedrebbe in un qualche centinaio di iniqui interpreti del ruolo/missione ad essi affidato, i presupposti per la soppressione definitiva di una istituzione religiosa. Una chiesa. Coi suoi limiti e le sue virtù. Certo c’è chi vede solo i primi.  Il mio appunto è ancora, come ho già fatto in alcuni commenti sul blog, rivolto alla facile pratica delle generalizzazioni.

Antiche le radici della misteriosa diatriba tra Chiesa e suoi detrattori. Risalendo al fondatore dell’istituzione che oggi voi disprezzate con ogni vostro alito, quel Gesù di Nazaret, falegname Galileo, condannato a morte dai romani sulla spinta dei suoi compatrioti, è già chiaro fin dal principio che il Cristo e il suo seguito, le sue idee ed affermazioni, non hanno pretesa e speranza di stare simpatici. Di cogliere il consenso dei più. Alla stregua di un partito, un movimento filosofico, una idea suggestiva. Già dai primi anni, per tre secoli, si scatena una vera e propria caccia all’uomo nei confronti dei cristiani. Una setta eretica agli occhi degli adoratori di statue e di piedi e di calcagli di imperatori romani.

Gli scritti, i commenti, non solo dello Sbavaglio, ma di tutto un fronte di scrittori ed autori schierato ed armato per abbattere l’invisibile Nemico (visibile ai molti occhi è solo la punta dell’iceberg), appaiono sempre di più come un infierire contro una vittima già intontita, ferita, auto-deturpatasi.

Non abbattuta. Per l’appunto.

Non pretenderà qualche chilometro di carta stampata, che si dica laicista, neo-nichlista, costituzionalista, massonico-umanista, Anti-Cristana, di riuscire nel tentativo di uccidere quel Dio che è morto, ma che è sempre vivo. Ucciso. Poi Risorto. La Chiesa si regge ed è viva da 2010 anni proprio perché basata su queste dinamiche non solo umane. Qualcuno nel nascondimento opera dietro ai porporati, ai preti, ai laici, alla chiesa. Certo non quando si stanno macchiando di delitti e di sporcizie. La Chiesa non è solo il prete pedofilo, non solo coloro che hanno malamente gestito un reato commesso da un prete frustrato. Questi appena citati sono anzi NEMICI  della Chiesa. Cristo parla di loro affermando che “sarebbe meglio per loro se non fossero mai nati..”. E questo non è garantismo. E’ una condanna precisa contro coloro che si macchiano di una colpa che neanche Dio perdona, quella di inimicarsi lo stesso Dio, peccare contro lo Spirito Santo. Il Vangelo parla di “scandali contro i più piccoli ..”. Al di la delle interpretazioni che se ne possano dare. Il senso è quello di una violazione perpetrata utilizzando qualche forma di autorità derivante dal servizio che si svolge. Servizio quindi che è il contrario di usurpazione, eccesso di potere. Fino al reato contro persone innocenti. Ciò che è accaduto è fuor di dubbio spregevole.

Ma detto questo, a me pare che adesso si stia sparando nel mucchio. Con ogni mezzo.

E le generalizzazioni risultano sempre ed ovunque come cadute di stile, inesatta valutazione, scorretta interpretazione.

Io come credente, laico inserito nella Chiesa, sono addolorato dai fatti irlandesi e dalle altre vicende. Da coloro che hanno sottovalutato nel tempo quei fatti, quei rischi. Lo ripeto: ad opera di cattivi interpreti di una missione che sarebbe invece quella di dare speranza, aiuto, sostegno. La Chiesa è illuminata da Cristo e chiamata ad illuminare, mentre questi uomini hanno fatto il contrario. Hanno piuttosto cercato di distruggere dall’interno l’istituzione che li ha ospitati, la Madre che li ha allevati.

Ma da qui a dire che tutto il palazzo è fatiscente, ce ne vuole.

Per questo affermo, spero con il rispetto e la decenza del confronto che pure mi coinvolge emotivamente, che c’è dell’altro, oltre alla doverosa ricerca della verità, della giustizia, nella campagna mediatica di questi tempi. C’è la voglia e la volontà di ferire, di colpire, quello che si considera, si percepisce, ideologicamente come un nemico. Ed il colpo è ancora più efficace quando il nemico giace ferito.

Trovo indecente, scorretto,  accostare tutta una categoria, tutti i preti, tutti i cheirici, a questo fumo nero che si è mediaticamente creato. Questo è il centro del mio discorso. Esiste una chiesa sana e viva. Di cui ovviamente Repubblica o il NY Times non informano.

Quello che vedo, dal New York Times, al W. Post, ai giornali inglesi, al “confessionale” Repubblica, ai vari Blog, (tra i quali Lo Sbavaglio, al quale pure sono sinceramente affezionato)  è una serie di allineamenti intellettuali, ossequiosi “c’ero anch’io!”, pietre scagliate in una sorta di lapidazione  mediatica,  contributi semi-automatici che allungano l’onda anomala che cerca di abbattersi contro una realtà socio-culturale italiana. Non scalfiti (così sembra) dal dubbio che la ricerca della verità (anche quella con la v minuscola), dell’obiettività, abbia bisogno di maggiore lucidità, maggior distacco rispetto alla rabbia, all’odio, all’entusiasmo.

Magre soddisfazioni. Moralismi di chi pensa o crede di non poter sbagliare prima poi. “Chi pensa di stare in piedi, badi di non cadere”, dice la Scrittura. Un approccio serio, al di là delle fedi, che si ritiene valido, credo,  anche per laici e non credenti, per l’uomo di ogni tempo.  

La Chiesa dal canto suo, spero, taglierà finalmente i rami secchi ed inutili. I tralci dannosi, la gramigna, che rischia di insinuarsi e contagiare tutto il campo. Così come ha fatto in molti altri momenti della storia. Senza dimenticare la sua missione di fermentare, illuminare, essere sale luce lievito per la storia. Senza arretramenti e cedimenti rispetto ai valori di cui da due millenni è portatrice.

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Aprile 2010 09:39  

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