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Rivoli e Calabria: un legame leggendario

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Proseguendo per letture sulle tracce di luoghi e resti con pietre che riportano agli albori degli insediamenti umani in Calabria e che spesso conducono a credenze religiose consolidate ed ufficiali, vedo riproposta la dimostrazione di importanti tratti comuni tra le popolazioni primitive di ogni angolo della Terra (dalla Scozia alla Palestina fino alle Americhe).

 

Il mio precedente articolo, titolato “Il culto della pietra in Calabria”, prendeva spunto da uno studio dell’etnologo palmese Antonio Basile, su un esempio clamoroso di culto primitivo della pietra a Cerchiara, in provincia di Cosenza, poi adattato a un più “moderno” spirito religioso.

Il nuovo caso riguarda il famoso paese aspromontano di San Luca, in provincia di Reggio Calabria, che diede peraltro i natali allo scrittore Corrado Alvaro, per la presenza di importanti quanto misteriosi massi, detti pietre “a scodella”, sui quali appaiono escavazioni e impronte descritti dallo studioso Giuseppe De Cristo, nel suo saggio dal titolo “Il culto della pietra in Aspromonte” (Polistena, 1926). Vero è che “tutto il mondo è paese”, come viene scientificamente prospettato da  rigorosi paleontologi, ma le sorprese e le coincidenze degne del più intrigante mistero non finiscono qui. Ecco cosa scrive l’antropologo nel citato saggio sulle pietre di San Luca: “ L’opinione degli scienziati sull’origine di tali “scodelle” non è sempre di accordo. Federico Sacco, l’illustre geologo piemontese, appassionato studioso di massi erratici, più volte ebbe ad occuparsi delle “pietre a scodelle” e ci piace ricordare qui quanto il chiar.mo autore scrive in proposito: << Anzitutto debbo ricordare che già parecchi anni fa il prof. S. Piolti in due successive note e seguendo le idee di Desor, Keller, De Chaumont, ecc. segnalò alcuni massi (così quelli di Monsagnasco, quello di Reano e quello del Pozzetto presso Rivoli) che, per le escavazioni che essi presentano, egli considerò come pietre monumentali dell’uomo preistorico, primitivi altari da sacrificio con cavità e canali per raccogliere il sangue delle vittime, ecc. Così pure nel volume sopra (Torino, 1887) di R. Brujda e F. Rondolino vediamo indicate tali buche come di origine intenzionale religiosa druidica e simile”.

L’arcano e spettrale tema culturale che collega ancora una volta alla Calabria la Città di Rivoli non si ferma neppure a questo punto, ma è nel finale di inquietante stupore che coinvolge in pieno il nostro co-direttore, Pino Ippolito Armino, e a questo punto posso ben immaginare tutti noi, nell’apprendere cosa avveniva nella notte dei tempi sotto la sua abitazione, situata in località Pozzetto di Rivoli.

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Dicembre 2012 18:05  

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