Lo Sbavaglio

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Religione e laicità

Quale modello di economia possiamo proporre? Papa Francesco ne propone uno cristiano.

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Quello che segue è un articolo di Raniero La Valle che uscirà nel numero 5 del 1 marzo 2014 sulla rivista La Rocca dal titolo: “Chi farà la rivoluzione di Francesco?”

E' un'analisi dell'Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di papa Francesco indirizzata a tutti i vescovi, presbiteri, diaconi, persone consacrate, e ai fedeli laici sull'annuncio del Vangelo al mondo attuale.

A mio parere l'articolo di Raniero La Valle è da leggere indipendentemente dalla propria Fede o non Fede religiosa perché pone problemi che impattano fortemente con l'economia e la nostra concezione di stato.

Mi piacerebbe che chi governa, o si propone di governare in futuro il nostro paese, rispondesse a questa proposta di papa Francesco, esposta principalmente nel Capitolo secondo [52-75], [clickare sopra il link colorato], perché i cittadini possano orientarsi alle prossime votazioni. L'esortazione del papa, in assenza di un qualsiasi partito serio di ispirazione cristiana, diventa una proposta politica per i credenti cristiani o semplicemente per chi aspira a una maggiore equità sociale, a cui la politica dovrebbe rispondere, approvando o anche inserendo un programma di transizione verso questa nuova economia, oppure, in alternativa, prendendone le distanze, magari semplicemente ignorandone la proposta, che è anche una precisa risposta che gli elettori potranno giudicare.

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Febbraio 2014 09:49
 

Papa Francesco

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Si parla di papa Francesco, ma chi conosce le 38 domande sulla famiglia che ha inviato ai vescovi e a tutte le comunità cattoliche sparse per il mondo?

Qual'è la sua rivoluzione?

Ci sono voci parzialmente deluse di queste aperture all'interno della Chiesa che speravano in un loro respiro maggiore?

A 3 domande 3 risposte.

Mi piacerebbe leggere anche un vostro parere a incominciare dalle risposte ai quesiti che il papa pone a tutti: credenti e non credenti.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Novembre 2013 14:21
 

L'Eterna Ghirlanda Brillante

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Sto (stiamo?) usando Crosstalk  per parlarvi, tramite le categorie linguistiche che egli ha in comune con molti di voi. E’ incatenato alla sedia da 12 ore, completamente zuppo di sudore, digiuno, la barba lunga, puzzolente, preda di lancinanti dolori alla schiena, ma con le dita che ancora scorrono veloci sulla tastiera a mettere per iscritto quello che vedo (vediamo?) nella sua mente chiamare “rivelazione”. Talvolta il mezzo linguistico risulterà insufficiente, per motivi fondamentalmente legati alla semantica dei simboli usati: in particolare per noi ente (enti?) asessuato (asessuati?) molti dei lemmi usati abitualmente da Crosstalk hanno un significato molto povero. Talvolta anche volgare. Ma questa è un’altra storia: ahimè (ahinoi?), è gioco forza accontentarsi di quello che si trova.

Sono (siamo?) un ente extratemporale: o meglio, per me (noi?) il tempo è circolare; una circonferenza talmente vasta che voi vedete il breve tratto che percepite ora come un segmento infinito in avanti ed indietro. Io (noi?) invece sono (siamo?) in grado di balzare dal mio (nostro?) tempo in un punto qualunque della circonferenza tramite i segmenti che fuori dal tempo uniscono il mio (nostro?) ora con il vostro, con quello dei vostri antenati e con quello dei vostri discendenti. Ovvio che vostre idee come “libero arbitrio”, “rapporto causa-effetto” si evidenziano così per le belinate (?) che sono. Ora però mi (ci?) sono (siamo?) rotti i cabasisi(?) dei punti interrogativi, e quindi proseguirò (proseguiremo?) solo con il plurale che trascende l’individuo (fase infantile dell’essere) e buonanotte.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Ottobre 2013 14:56
 

La botte di ferro

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Un quantisticamente casuale (e quindi nel senso vero del termine) decadimento radioattivo a livello della corona del Sole (una modesta stella ai confini di une mediocre galassia) provoca un ingavinamento improvviso del flusso di plasma. Un arco rovente si alza dalla superficie del sole sconvolgendo il campo magnetico nei dintorni. La tempesta magnetica investe la Terra; il flusso magnetico in rapido movimento crea correnti improvvise in un tutti i metalli facendo saltare i trasformatori delle centrali elettriche. L'orgogliosa civiltà dell'uomo piomba nel buio, le comunicazioni si interrompono: niente più satelliti, internet, radio, TV e telefoni. Le pompe che erogano il carburante si fermano, e dopo poche ore, nel buio più totale, i trasporti si fermano. I supermercati non sono più riforniti e il cibo manca. La mancanza di comunicazioni e di carburante e le dimensioni del danno bloccano all'origine qualunque tentativo di riparazione e tutti i soccorsi. Dopo pochi giorni la gente alla caccia delle poche risorse ancora disponibili si spara per strada; finite le munizioni passa ai coltelli, ai bastoni e alle pietre. Dopo un breve dolorosissimo periodo la civiltà tecnologica muore, e gran parte dell'umanità si estingue. Difficile definire i pochi sopravvissuti uomini.

Probabilità di tutto ciò: non trascurabile. Magari è appena successo negli 8 minuti che precedono la vostra lettura di questo articolo, e il monitor si spegnerà di colpo: PROPRIO ORA!

Ma no,  noi siamo tranquilli: Dio si è fatto uomo,e si è sacrificato per salvarci, e il fatto che noi si sia la massima espressione della sua creazione e al centro del suo amore ci preserverà ovviamente da tutto ciò. Se non altro perché sarebbe da parte sua un darsi la zappa sui piedi, una fatica sprecata, un impegno buttato al vento, un futuro chiedersi per tutta l'eternità chi mai sarà il prossimo per cui sacrificarsi. Per il Dio signore dei bosoni il quantistico decadimento radioattivo quindi non avverrà, o l'arco di plasma si alzerà su altre stelle, o in altre direzioni, magari a ghermire altri esseri meno benedetti.

Insomma, siamo in una botte di ferro!

O no?

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Ottobre 2013 18:58
 

Il libero arbitrio

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Il tema del libero arbitrio, recentemente emerso tra i commenti a "le due rivoluzioni", è estremamente interessante. Mi sono espresso dicendo che si tratta di una di quelle cose così complicate che non riusciamo - semplicemente - a capire. Infatti, chi ha mai detto che con il tempo riusciremo a capire tutto? Sicuramente la complessità rappresentativa del cervello ha un limite, per cui ci sono almeno un numero infinito di cose che non riusciremo mai a raffigurare. Tra queste, ad esempio, Brunetta (ma sto divagando). Poi ci ho ripensato, mi sono guardato allo specchio e ho cambiato idea: il punto è che io mi sento giovane, ma se mi guardo allo specchio mi vedo solo diversamente giovane. Se non esistessero specchi, io sarei convinto di essere giovane e probabilmente passerei il tempo ciondolando d'estate sulle spiagge di mezza Italia facendo il falchetto con le pupe e rimediando figure terrificanti. Il che non lo definirei sicuramente un "vantaggio evolutivo", dato che che prima o poi incontrerei probabilmente qualcuno che mi passerebbe una rullata di cartoni ristabilendo un corretto ranking basato sull'età. Lo specchio mi aiuta a stare a casa e a non rompere i cabasisi a nessuno. In realtà, quando mi sento giovane è che sto considerando il mio simbolo, cioè la mappa mentale di me stesso realizzata da qualche intrigo di collegamenti neurali: e lo vedo giovane; lo specchio mi ributta fuori: guardando lo specchio vedo il simbolo mentale di un simbolo esterno di me stesso forse un po' meno lusinghiero di quello di primo livello. Insomma, quello che voglio dire è che noi vediamo sempre simboli sostenuti nel nostro cervello dalle più varie strutture neurali, e come quel tale amico di Platone siamo condannati a vedere solo i riflessi di una realtà esterna sulla quale possiamo fare solo affermazioni mediate e necessariamente non accurate: anzi, la cui accuratezza è misurabile solo dal nostro successo evolutivo. Parlando di libero arbitrio parliamo di una rappresentazione di qualcosa forse risultato di un gran numero di interazioni sociali con altri individui come noi e del rapporto (barottate e qualche volta premi) con quanto ci circonda. Ma poi, sempre secondo me, quando "sentiamo" di avere il libero arbitrio è un po' come quando ci sentiamo giovani prima di guardarci allo specchio. La validità di tale concetto ha significato solo all'interno del modello complessivo che ci siamo creati, con un brutale training personale e di genere basato sul successo / insuccesso, del mondo in cui siamo immersi. Modello che possiamo avere - io credo - diverso dall'uno all'altro in maniera più o meno consistente a seconda che si appartenga alla stessa cultura, lingua e genere animale. Premesso tutto ciò, c'è qualcuno che è in grado di spiegare il significato della frase: "l'uomo è dotato di libero arbitrio"?

grazie

 


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