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Una serata con Ugo Mattei

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Dal nostro inviato alla prima riunione pubblica, a Torino, del “Soggetto Politico Nuovo”

Torino, 17 aprile 2012

La sala del Sereno Regis, il centro studi dedicato alla memoria del partigiano non violento, nel cuore della Città medievale, è troppo piccola per contenere il centinaio di persone che, come me, sono venute ad assistere alla prima ufficiale, a Torino, del “Soggetto Politico Nuovo”. Molte facce, invece, sono quelle di sempre: militanti o ex militanti di Rifondazione, di SEL, Verdi storici, giovani e vecchi No Tav.

Il professor Mattei si lascia attendere per due buoni quarti d’ora accademici.  Ha il viso ampio e rilassato del bontempone, la zazzera aspra e incolta dell’intellettuale. Ricorda subito a tutti che il progetto nasce dalla fortunata campagna referendaria per l’acqua pubblica che ha dimostrato, a suo dire, l’esistenza di una larga fascia della popolazione che vuole resistere al modello di sviluppo liberista; modello che nondimeno è il paradigma di tutta la politica rappresentata in Parlamento, senza eccezioni e inclusa quella del Partito Democratico.

 

 

L’obiettivo è di raccogliere tutte le energie che si oppongono al pensiero unico neo-liberale e che vanno al di là della sola sinistra a sinistra del PD; occorre perciò puntare al recupero dell’antipolitica dilagante per trasformarla in buona politica, quella che impegna tutti i cittadini nella gestione della cosa pubblica. Ecco spiegata, dunque, la ragione per la quale nel manifesto-appello del “Soggetto Politico Nuovo” non si faccia mai riferimento alla tradizione storica della sinistra italiana.

 

Tante le domande che piovono dalla sala. Mattei risponde a tutte con sobrietà  e impegno, come vuole la pratica della nuova politica.

Non ci sono, almeno per ora, rapporti colle forze politiche di sinistra ma la doppia appartenenza non è preclusa perché l’obiettivo è un “Comitato di liberazione nazionale” dalla tecnocrazia che impoverisce il Paese con ricette economiche fallimentari ed inique. È necessaria una politica che recuperi la nostra sovranità nazionale, tanto per cominciare nel settore alimentare e in quello energetico (citazione dal professor Tonino Perna).

Grillo è al 10%? Se una persona modesta e con poche idee come il comico genovese ha raggiunto quel livello di consenso, chissà cosa potranno fare fior di esperti che elaborino un programma alternativo a quello dei partiti del pensiero unico (ed è l’unico passaggio nel quale si avverte nettamente la provenienza accademica della maggior parte dei primi firmatari. I professori, penso, saranno presto in politica sia al governo che all’opposizione).

L’appello ha raggiunto 4.000 adesioni. Ora è tempo di fare qualcosa di più dello svolgimento di un’analisi: è tempo di agire. Il 28 aprile al Palasport di Firenze si terrà la prima assemblea nazionale; è là che si deciderà il nome del “Soggetto Politico Nuovo” (qualcuno ha già messo in campo “Lavoro e beni comuni”, “Democrazia continua” ma la scelta è ancora da farsi e tutti i partecipanti all’assemblea nazionale potranno dire la loro). In giugno, poi, ci saranno due giornate dedicate all’elaborazione del programma; già perché le politiche sono ormai alle porte anche se qualcuno teme che possano venir scippate ai cittadini.

Per ora ben vengano, alle prossime amministrative di maggio, liste civiche che si richiamino al “Soggetto Politico Nuovo”, come “Parma bene comune” e “Piacenza bene comune”.

Prima di andare mi guardo intorno, non c’è traccia degli altri due pezzi da novanta torinesi, firmatari dell’appello, professori anche loro: Marco Revelli e Luciano Gallino.

 

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