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Orgoglio padano

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C’è da rimanere sconcertati  e, ad essere sinceri, anche profondamente disgustati nell’assistere alla serata "dell'orgoglio leghista", tenuta a Bergamo. In primo luogo sembrava che la Lega avesse a che fare per la PRIMA VOLTA con le ignobili porcherie tipiche dei Partiti italiani. E lo scandalo della Banca CredieuroNord, nata nel 1998 su precise indicazioni del boss Umberto Bossi e “salvata” nel 2004 dalla Banca Popolare di Lodi di tale Gianpiero Fiorani? E le dichiarazioni di Rosanna Sapori, ex consigliere comunale leghista e giornalista di Radio Padania Libera, secondo cui, in cambio del salvataggio, ESSO avrebbe ottenuto la proprietà legale del simbolo del Sole delle Alpi? DIMENTICATO, IGNORATO, SEPOLTO!

Riguardo, invece, agli attuali guai della Lega, l’adunata è apparsa come una vera e propria rappresentazione surreale. Maroni dichiara testualmente: “… però dobbiamo finirla una volta per tutte con i complotti …”. Ma, aggiunge “… la partitocrazia e Roma vogliono annientare la Lega perché la Lega è l’unica risposta …”. Bossi  chiede scusa ma sostiene "… siamo vittime certamente di una specie di complotto …”. Se c’è un complotto, di cosa occorre scusarsi?

 

E, sempre Maroni a proposito di Rosi Mauro: “Ci penserà la Lega a dimetterla, così finalmente forse potremo avere un sindacato padano vero guidato da un PADANO VERO”. Forse perché la vice presidente del Senato ha il torto di essere nata nel Salento, a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi?

Francesco Belsito, secondo Umberto “celoduro”, sarebbe diventato tesoriere della Lega per due motivi. In primo luogo perché indicato,  in punto di morte, dal suo predecessore, Maurizio Balocchi. E poi perché, nonostante non avesse in circolo puro sangue lombardo (nato in Liguria ma di famiglia originaria di Pizzo Calabro), era vice presidente di Fincantieri.

Dunque “l’errore” è da attribuire ad un morto. Ma chi aveva fatto in modo che  Belsito diventasse  vice presidente di Fincantieri, a partire dal 2010, proprio lo stesso anno della sua nomina a tesoriere? I suoi meriti e la sua professionalità o l’indicazione precisa della Lega e del Grande Capo? Nel suo curriculum Belsito può annoverare la presenza in Forza Italia, l’esercizio del ruolo di tuttofare per Alfredo Biondi, l’attività di buttafuori nelle discoteche della riviera ligure e la gestione di un'impresa di pulizie. Oltre a qualche laurea – vera o presunta – in Scienze politiche o in Scienze della Comunicazione, a seconda delle circostanze.

Sembra che tutto si risolva con l’uscita di scena del vecchio tesoriere, del Trota (ma chi l’aveva fatto eleggere al Consiglio Regionale della Lombardia, con il misero “salario” di 12mila euro al mese, più annessi e connessi?) e quella traditrice meridionale di Rosi Mauro. Mettiamoci una pietra sopra e "tiremm innanz!".

La cosa davvero sconcertante, però, è l’indulgenza di giornalisti certamente preparati ed intelligenti – quali sono Mentana o Travaglio, ad esempio - verso il “popolo padano”, tradito ma fiero della propria appartenenza e pronto a reagire per chiedere pulizia. Grande, sofferta e passionale partecipazione di gente comune che si è recata a Bergamo a spese proprie. Perché nessuno si è domandato quali “valori” (parola ormai desueta e quasi impronunciabile) rappresentassero quelle persone? Xenofobia, Padania indipendente e libera di tenersi i soldi che produce, puro egoismo economico. NIENT’ALTRO!

Stavano lì, gli onesti padani, ad applaudire un Bossi che, fino a qualche mese fa, faceva votare i suoi parlamentari a favore dell’assunto che Ruby fosse davvero la nipotina di Mubarak o un Maroni - ex Ministro degli Interni che oggi invoca la secessione - che ieri si vantava dei propri successi contro tutte le mafie e consentiva ai leghisti di negare l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino.

Per non farci mancare nulla, infine, va rimarcata una dichiarazione del solito D’Alema, il quale prova ''… un sentimento di solidarietà umana verso Bossi padre, protagonista della vita politica di questi anni, anche se lo è stato con mezzi noi non condividiamo …''. Un’altra strampalata ed inaccettabile presa di posizione di colui che Cossiga definiva “il miglior fico del bigoncio”. Immaginiamoci, per un attimo, cosa sono i fichi peggiori.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Aprile 2012 07:49  

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