Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Gli alibi del professore

E-mail Stampa PDF

Il professor Monti ha l’aria rassicurante del buon padre di famiglia. Non fa cucù alla Merkel, non si vanta di aver donato la donna a Sarkozy e neppure dà dell’abbronzato ad Obama. Gli italiani possono ora andare all’estero, in vacanza o per ragioni di lavoro, senza suscitare risolini e finti apprezzamenti. Tutto qui? E vi pare poco? Il professor Monti, come lui stesso ha detto, è “impegnato a dare al Paese in tempi brevi un rinnovato senso di dignità e modesta fierezza nell'essere italiani”. Ma l’azione del professore non si è fermata qua.In effetti Monti ha fatto almeno altre due cose: salvato l’Italia con il decreto “SalvaItalia” e fatto crescere l’Italia con il decreto “CresciItalia”. Semplice, no? Viene da chiedersi perché nessuno ci avesse pensato prima.

 

 

Il professore

Per salvare l’Italia ha ridotto le pensioni e ha incrementato ogni tipo di imposizione fiscale, IRPEF, IVA, accise sui carburanti, prezzo delle sigarette. Non discuto sull’opportunità dei provvedimenti. La bancarotta era (è?) dietro l’angolo e i primi a pagarne le conseguenze sarebbero stati pensionati e lavoratori del pubblico impiego per i quali non sarebbe stato possibile il pagamento di pensioni e stipendi; con una reazione  a catena su tutto la società italiana che è facile intuire. Poiché, tuttavia, come noto, l’85% del carico fiscale italiano sta sulle spalle del lavoro dipendente e dei pensionati, Monti ha deciso di far salvare l’Italia a queste categorie di cittadini. Si può o meno essere d’accordo con l’impostazione (io non lo sono!) ma le misure sembrano coerenti con le finalità.

Per far crescere l’Italia Monti ha aumentato il numero dei tassisti e delle farmacie, e ha consegnato all’Italia ben 1.500 notai in più. Su queste ultime misure e sulla loro efficacia sembra lecito dissentire.

In Italia, negli ultimi vent’anni, è stato registrato un colossale trasferimento di ricchezza dal lavoro al capitale e alla rendita, con la conseguenza di una polarizzazione accentuata tra la parte più ricca e quella più povera della popolazione. In Italia assai più che nel resto degli altri paesi OCSE. Questa crescente disuguaglianza è stata riconosciuta essere non solo la conseguenza delle politiche liberiste praticate, a partire dagli anni ’80, da tutti i paesi occidentali - vuoi con governo di destra, vuoi con governo di centro-sinistra - ma pure la causa della grave crisi del debito pubblico che affligge in particolare l’economia europea. Una maggiore concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi riduce, infatti, i consumi e deprime i prodotti interni, con la ulteriore conseguenza dell’aggravarsi dei deficit pubblici.

La crisi che attraversiamo si risolve solo attaccando e riducendo le sperequazioni che l’hanno generata. Il professor Monti sa bene queste cose. Non è un alibi essere sorretti da una maggioranza parlamentare che fu già di centro-destra.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2012 15:12  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information