Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

I cento punti di Renzi

E-mail Stampa PDF

A me Renzi non sta affatto simpatico, lo confesso. Può darsi che questo mio sentimento sia dettato dall’ossessivo refrain renziano sul rinnovamento che sembra essere una mera opzione anagrafica. Tuttavia va detto che i cento punti della Leopolda sono il primo, vero elenco di proposte di cambiamento e anche solo per questo vanno salutati con grande attenzione e interesse. Con quest’attenzione e interesse li ho letti. Eccoli qui.

Renzi alla Leopolda

La parte più ispirata e concreta è certamente quella sulla riforma della politica e delle istituzioni, nonostante io non ne condivida il pressante richiamo alle privatizzazioni, per le partecipate pubbliche come per la Rai. Non tanto per questione di astratta ideologia ma perché in questi anni mi pare ampiamente dimostrato che i processi di privatizzazione non corrispondano di per sé a maggiore efficienza e produttività come Renzi sembra credere con il continuo ricorso in parecchi dei suoi punti.

Assai meno convincente è la ricetta per ridurre il debito pubblico e rilanciare l’economia, dove mancano vere e proprie risposte e ci si limita all’enunciazione di obiettivi, tanto condivisibili quanto poco circostanziati se non per il ricorso (aridaglie!) alle privatizzazioni.

Sul Mezzogiorno e sulle politiche del lavoro il mio dissenso con Renzi è, invece, netto.

Mezzogiorno. Scrive Renzi: “Ogni euro investito nel Mezzogiorno, provenga dall’Europa o dallo Stato, deve essere finalizzato allo sviluppo e non al finanziamento della spesa corrente e al mantenimento di un sistema di economia assistita quasi esclusivamente pubblica e parassitaria” e di quel che scrive il poco che capisco lo trovo detestabile e superficiale.

Politiche per il lavoro. Scrive Renzi: “Superare il precariato attraverso il contratto unico a tutele progressive” che a me pare, viceversa, l’anticamera della precarizzazione generalizzata.

Una chicca è il riferimento ai borbonici, ritenuti, ancora loro!, dopo centocinquanta anni di unità e senza aver mai governato l’Italia intera, i veri responsabili “dei depositi cartacei e delle marche da bollo”. Un’altra chicca quella sulla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani dove si pensa di imporre ai Comuni la differenziata al 50% entro il 2015 e al 70% entro il 2020, ignorando (?) che la legge (D.Lgs. 152/2006 e Legge 296/2006) già prevede il 65% entro il 2013.

Nel finale il documento torna ad essere più concreto e convincente con la richiesta, tra le altre, di introduzione del quoziente famigliare, di regolamentazione delle unioni civili, di più nidi e asili per l’infanzia, di adozione dello jus soli.

Ma, come capita spesso in documenti di questa natura, quel che manca brilla ancor più dell’esistente. Poco o nulla è detto dei guai principali di questo Paese: l’altissima percentuale di prodotto interno che sfugge alle statistiche e al fisco; il colossale trasferimento di risorse, avvenuto in Italia più che negli altri paesi OCSE, dai redditi dei più poveri a quelli dei più ricchi. Mi si dirà che di ricette per questi acciacchi non se ne trovano molte in giro, ma certamente non ve n’è traccia neppure nei cento punti. La sola misura di riequilibrio che mi pare enunciata (se si eccettua una generica rivoluzione copernicana per il fisco) è quella della tassazione delle transazioni finanziarie: una misura inapplicabile in un sol paese. Applicabili sarebbero per dirne alcune, viceversa, la concreta lotta alla evasione ed elusione fiscale, il trasferimento di una parte almeno del carico fiscale dal lavoro dipendente a quello autonomo e ai redditi da capitale, la separazione delle attività bancarie di credito ordinario da quelle di investimento, la nazionalizzazione degli istituti di credito almeno quando la loro ricapitalizzazione avvenga con fondi pubblici.

Ma di tutto questo Renzi non parla.

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Novembre 2011 19:14  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information