Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

La sinistra oggi

E-mail Stampa PDF

Qualche tempo fa, nell’ambito di una discussione sui problemi del meridione d’Italia, PG mi poneva la domanda di cosa significasse oggi essere di sinistra. Avevo fretta è risposi più che con una risposta “razionale” con uno “slogan”, rimandando ad altro momento una risposta più “pensata”.

Dissi che un ” partito di sinistra”  avrebbe dovuto potere  rispondere, per ogni sua azione, alla domanda “a chi giova?”: “Al Popolo”.

Nei miei anni giovanili avrei messo al posto del Popolo: Il Proletariato . Convinto che la sinistra dovesse curare gli interessi dei più poveri  anche se questo avrebbe potuto portare a qualche “ingiustizia” nei confronti delle altre classi. Credo che in quegli anni, vista l’urgenza di certi problemi, avrei anche giudicato   “trascurabili” le esigenze di alcune minoranze (ovviamente non mi riferisco alla minoranza: “ricchi”).

 

Forse erano gli anni giovanili, o forse erano i tempi , ma allora  non vedevo certi  “chiaroscuri” che oggi mi pongono non pochi problemi. I tempi mi portavano  alla “lotta di classe” e quindi alla, drastica, “definizione” di amici e nemici.

Con il passare del tempo la lotta di classe, con il conseguimento di alcune vittorie, è scemata (se non finita). La sinistra ha abbassato di molto la “guardia” non ponendosi più come paladina delle rivendicazioni  della classe proletaria.

I partiti di sinistra, i sindacati ma soprattutto lo “statuto dei lavoratori” e i “nuovi patti agrari” per un certo periodo hanno “tenuto” facendo sìi che la classe proletaria (in gran parte) si “trasformasse” in “piccola borghesia” ...  Parlare oggi  di “lotta di classe” potrebbe, quindi, sembrare “anacronistico” e fuori tempo.

L’imborghezizzazione  del proletariato ha tolto alla sinistra il suo ruolo primario che era quello della lotta di classe. Il fallimento delle realizzazioni storiche del comunismo ( Russia e Cina, sopratutto), hanno ulteriormente aggravato questa perdita d’identità.  Oggi, giustamente, ci vergogniamo di averli (avuti) come padri o zii  e , forse anche per questo, molti di noi sono  diventati convinti assertori del “meno stato più mercato”.

Ma a ben vedere, purtroppo, assistiamo “di nuovo” alla “sfacciata” sopraffazione di una classe su un’altra e al regredire della classe “piccolo borghese”, di nuovo, in  proletariato.

Come  leggere diversamente i fatti della Fiat di Marchionne, l’art 8 della manovra “salva Italia”, la disoccupazione giovanile, il precariato dilagante, il ricatto del lavoro in nero o in “grigio” (tu mi dichiari che ti pago al minimo sindacale e ti pago anche i contributi, però se non vuoi che ti licenzi, nella busta paga ti metto di meno …)

Per inciso, sull’articolo 8, che sovverte l’art. 18 dello statuto dei lavoratori ( reintegro nel posto di lavoro per ingiusta causa di licenziamento), io penso che  sia stato una grande vittoria della lotta di classe degli anni 70 e che di esso sia stato fatto un abuso eccessivo (soprattutto da parte dei sindacati) trasformando un rapporto di lavoro in ”indissolubile matrimonio” con conseguente rendita vitalizia senza grandi “doveri”.  Certamente va modificato (o forse meglio va eliminato l’abuso che se ne è fatto) ma trasformare tutti in “precari a tempo indeterminato“ non mi sembra proprio il caso. La cura è certamente peggiore del male! Questa “insicurezza generalizzata” non potrà che scatenare una “cruenta” lotta di classe  Certo, questi nuovi rapporti di lavoro dovranno essere sottoscritti dai sindacati, ma la cosa non  mi fa stare tranquillo visto il comportamento di molti di essi appena un qualunque “marchionne“ alza la voce …

Proviamo a stilare assieme i punti che secondo noi dovrebbero definire la sinistra oggi. Ovviamente io ne indico solo alcuni (che al momento mi vengono in mente), e quindi l’elenco è destinato ad ampliarsi, e le “definizioni” provvisorie , sono destinate a evolversi. Oltre, ovviamente, a non essere d’accordo sui vari punti.  Non ho dato alcun ordine di importanza.

1.

La sinistra difende i diritti delle classi meno abbienti.

 

2.

La sinistra promuove  le giuste rivendicazioni delle minoranze.

 

3.

La sinistra rifugge la violenza come risoluzione dei problemi, accettandola solo come ultima “ratio” in caso di “legittima difesa”. Sono bandite come inumane la pena di morte e la tortura.

 

4.

La sinistra non si pone ,in alcun modo, in conflitto con le religioni sino a che queste sono rispettose dei diritti “laici” dei cittadini.

 

5.

La sinistra salvaguarda la dignità dell’uomo dalla sua nascita alla sua morte.

  • La nascita non deve mai essere  una discriminante.
  • Nel periodo degli studi tutti debbono avere pari opportunità, indipendentemente dal ceto sociale di appartenenza. La scuola pubblica deve essere di eccellenza e non una  mediocre scuola di massa.
  • Tutti i lavori sono egualmente “dignitosi”.  Abbandonata la sterile difesa, ad oltranza ,di ogni singolo posto di lavoro, deve essere codificata una mobilità che permetta, senza traumi,  il cambio di lavoro per necessità o volontà.
  • L’età pensionistica deve essere per ognuno il periodo  in cui tutti i diritti primari sono soddisfatti senza la necessità di ulteriori guadagni.
  • La morte deve essere “dignitosa”, a seconda delle convinzioni personali di ogni individuo.

 

6.

La sinistra è per lo stato democratico e rifugge qualunque totalitarismo. Crede nello stato di diritto e nella necessità della divisione dei poteri. Ritiene che non tutte le libertà e non  tutti  i diritti siano a tutt’oggi appannaggio di tutti i cittadini e lotta perché questo avvenga.Crede, inoltre, che il potere popolare debba aumentare con l'attuazione di nuove forme di democrazia partecipativa

 

7.

La sinistra è per uno stato sociale che soddisfi i bisogni primari di tutti. Alcuni servizi sociali possono essere gestiti dai privati sotto il controllo pubblico.

 

8.

La sinistra crede in una società multiculturale e multietnica e promuove l’integrazione di queste realtà  senza snaturarne i contenuti, quando le stesse sono rispettose delle leggi nazionali.

 

9.

La sinistra crede che ogni cittadino debba pagare le giuste tasse

  • Esenzione dalle tasse sotto un reddito, da sopravvivenza, da definire.
  • Scalarità della tassazione a seconda del reddito.
  • La tassazione non deve mai essere talmente elevata da impedire di fatto  il normale svolgersi di attività imprenditoriali e porre gravi problemi alla gestione famigliare.

 

10.

La sinistra è ecologista. Ritiene  che la salvaguardia dell’ambiente deve essere dovere primario di tutti i cittadini, oltre che dello stato che deve, anche, punire gli abusi e operare per la definizione mondiale di regole che garantiscano la salvaguardia dell’ambiente.

 

11.

La sinistra ritiene cha  la giustizia e la sicurezza siano elementi essenziali del contratto democratico.

 

12.

La sinistra crede in una informazione libera e pluralista. Combatte qualunque forma di censura e di monopolio. Nel rispetto della dignità di tutti, difende sempre  il diritto di replica e quello di smentita,  allorquando si è dimostrata la propria innocenza o estraneità ai fatti contestati.

 

13.

La sinistra crede nei contratti collettivi di lavoro fatte salve particolari esigenze da contrattare a parte.

 

14.

La sinistra crede che la  globalizzazione vada realizzata  solo con quegli stati che hanno sancito e applicato  i diritti minimi delle classe operaia.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2011 11:51  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information