Lo Sbavaglio

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Lavoro libertà democrazia

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Sì, li ho visti a Marsala, erano forse in prima fila i tre responsabili dei sindacati più forti del paese CGIL, CISL, UIL. Se non ricordo mai il nome dei tre segretari confederali qualche cosa vorrà dire, non mi entrano nel cuore e nella mente, ormai questi capi non hanno più neppure una valenza virtuale, sono assenti, o quanto meno non presenti come la UGL di cui tutti sentono parlare ma che nessuno vede. Quando si deve affrontare al tavolo delle trattative le questioni centrali che interessano i lavoratori ed il mondo stesso del lavoro i RE chiamati non rispondono. Questa è ormai una caratteristica comune chi da un lato come UGL, CISL, e UIL hanno ormai da tempo intrapreso la via del collaborazionismo  governativo, disattendendo le reali condizioni e aspettative dei lavoratori in tutte le sue istanze. Accettando senza condizioni la via del capitalismo nazionale (la più becera tra l’altro) e chi come la vecchia e gloriosa CGIL combatte persino ingloriosamente all’interno di correnti e cinghie varie di trasmissioni che prima o poi la condurranno a strozzarsi con le proprie mani. Vogliamo andare a ricercarne le cause padronissimi di farlo ma i risultati sarebbero deludenti da un lato e chiarificatori dall’altra. Se un tempo quando i partiti erano partiti i motivi potevano sembrarci (e forse lo erano) di carattere politico, oggi non è più così, sono viceversa questioni di potere e di correnti economiche che travalicano e superano di gran lunga il problemi del sindacato come struttura dei  lavoratori e strumento di difesa e di attacco della stessa.

 

 

Se pure a Marsala si è cercata di dare una immagine decorosa del sindacato o almeno dei tre dell’ave Maria, in realtà altro non si è fatto dal mettere in impietosa evidenza il punto di non ritorno a cui sono giunti le confederazioni sia pure in misura e per ragioni diverse, questi non hanno più nulla da dire a nessuno se non le solite elucubrazioni sulla cui diversità  e o veridicità io non ci metterei la mano sul fuoco ma nemmeno un po’. Cosa dovrebbero fare i lavoratori che dopo circa un secolo di lotte, sacrifici, botte, morti, privazioni, sofferenze raggiri continui, incessanti da parte di tutti, o quasi salvo qualche squarcio, costati povertà e morte. Pochi … e diciamolo pure sono stati i momenti di “gloria” per il popolo lavoratore e per l’Italia.

Che dovrebbero passare sotto la voce serenità se non andiamo a vedere quanto è costata questa serenità perché altrimenti scopriremmo che sotto la nostra serenità ci sono state le grandi speculazioni i tentativi di colpi di stato e gli assassinii di mafia e stato che hanno condizionato da sempre il paese del Papa re o del papa boy, un paese che vorrebbe santificare De Gasperi per aver fatto manganellare gli operai della fiat iscritti alla CGIL ed impedito ai partigiani di ritornare ai propri posti di lavoro, ed aver negato ai contadini la terra promessa alla fine della guerra ma a quelli comunisti e socialisti mentre i pretari riempirono i loro granai e tutto questo mentre il vecchio PCI nicchiava. Definire tutto questo ingiusto è un eufemismo.

Ho voluto sintetizzare per arrivare a sostenere con forza che i  lavoratori  non hanno mai vissuto di rendita di DEMOCRAZIA E LAVORO sia chiaro a tutti che i lavoratori nella loro storia il lavoro e la democrazia  se la sono sempre conquistata loro, con  le loro famiglie, i loro figli, e  le foto ingiallite  dei morti che stanno sui mobili  o su i ripiani nelle case ancora oggi con quei morti stanno a dimostrare che prima o poi questo conto dovrà essere pagato , i costi per sopravvivere per la classe lavoratrice è troppo alto rispetto alla vita che facciamo, ancora più grave e drammatico è che ci venga negato il lavoro il diritto alla vita alla cultura , alla civiltà. Questa società non è civile non è degna di essere vissuta soprattutto perché oltre al pane , al lavoro ci viene nei fatti negato il diritto allo studio e alla cultura. Ciò non è  tollerabile in nessun paese del mondo. Credo che sia necessario ricordare che questo paese è stato unito dagli italiani,  dai lavoratori in primo luogo, del nord e del sud attraverso il loro lavoro, la loro partecipazione alle guerre  ai moti  rivoluzionari, dallo sbarco dei mille, ai mille mille momenti di rivolta contro gli oppressori, i violenti, i prevaricatori italiani e stranieri , prima e contro  fascisti, e re dopo peggiori in molti casi dei borboni e degli stessi tedeschi che pure che  ne hanno combinate. Uomini, donne, giovani e persino ragazzetti poco più che bambini si sono prodigati nel tentativo di dare a questo paese un pizzico di dignità in più … e solo per un pezzo di pane e un lavoro … ma che cos’è un posto di lavoro … e quanti ne sono morti e che cos’è un lavoro Chiedetelo ai ragazzi di oggi a quelli massacrati nelle piazze, alle donne da sempre messe in berlina offese denigrate sui posti di lavoro, chiedetelo, chiediamolo, ai licenziati ai suicidi per averlo perso il posto di lavoro a quelli che l’hanno fatto perché il lavoro non si trova non c’è. M a questi hanno fatto l’Italia e pure sono ricacciati indietro dai potenti, dai ricchi, dalla chiesa quasi a dover essere loro la causa delle ingiustizie presenti in questo paese. Non voglio elencare ancora nemmeno in parte quanti sono ancora i mali che assillano il mondo del lavoro, ci sono case dove non si può compare il latte per i bambini, i libri per andare a scuola o peggio ancora manca la casa un luogo dove tornare la sera … c’è gente che ha fame, che si ammala e non si può curare. La salvezza di questo paese non potrà mai avvenire da questa da  classe politica corrotta,  sia di destra che di sinistra essi non rappresentano ormai che sole se stesse, con i loro interessi economici privati, pubblici e mafiosi senza scrupoli senza dignità ne di partito che nazionale, servi delle loro voglie, e desideri fra i più reietti, tutto questo con la stragrande maggioranza dei lavoratori non ha nulla a che vedere. Ogni azione di governo qualunque essa sia è solo protesa a speculare rubare fare soldi arraffare e non c’è più nessuno capace di pensare a questa politica se no tesa solo a mangiarsi il paese e a mantenere il potere. Lo stesso emiciclo parlamentare nel suo insieme altro non è che una sorta di associazione a delinquere e quelli che si salvano devono stare zitti altrimenti perdono il posto sarà per la legge elettorale? Ma …  se a cambiarla saranno loro pensate a dei miglioramenti? Io non ci credo.  Ci vorrebbe una petizione popolare con una proposta alternativa Occorre ricondursi ai lavoratori ai cittadini comprendere al più presto che si lavori per fondare un unico sindacato senza influenze dei partiti  senza cordoni ombelicali, senza corde e cinghie. Che siano i lavoratori i cittadini organizzati a fare la linea sindacale e chi vuole farlo di professione torni a casa,così sia in parlamento gli eletti vengano scelti e dopo cinque anni tornino a zappare con pochi avvocati e o professionisti e specialisti del nulla

Occorre che la politica torni ad essere nel mani della democrazia e non nelle mani dei panificatori.  Che il parlamento torni ad essere il parlamento e non una massa di avvinazzati reazionari e anti democratici via le camice nere e via quelle grigie, quelle verdi e che dentro entrino le camice a quadrettoni dei lavoratori. Per realizzare ciò occorre la rivolta e prendere esempio almeno questa volta dai popoli mediterranei ci farebbe solo bene e i benpensanti? All’opposizione  a dimenticavo già ci sono e gli altri in galera … tanto son quasi tutti incriminati e condannati … e il SEL? Speriamo che non si faccia accalappiare e che non resti troppo ai giardini pubblici.

 

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