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L'anello debole

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Rimane forse un mistero quale sia il male oscuro che ha infettato il P.D. nè tantomeno  egli stesso ha l’intenzione di sforzarsi per cercare e trovare una cura che lo faccia uscire da questa apatia, da questa sua incomprensione congenita della realtà italiana che pure nelle sue complessità, nelle sue articolazioni, si sta trasformando, e questo cambiamento  avviene senza che  il partito di Bersani abbia la capacità di arricchirla con un contributo che sia determinante, nei progetti, nelle proposte e ancora meno nelle iniziative politiche che occorre condurre per dare un senso alla costruzione di un governo alternativo a quello del centro destra. Sono due i terreni su cui a mio parere occorre operare al più presto per non riconsegnare alle destre il nostro paese.

 

 

 

Il primo riguarda la necessità di riunire sotto un unico fronte la sinistra ma più di anime della  sinistra occorre parlare di diverse sensibilità, intelligenze culturali diverse e naturalmente vi sono anche se pure pochi, gli irriducibili del nulla. Ma è proprio questo il nodo che all’interno del P.D. non si è sciolto a causa della loro composizione interna che tipo di partito essere e di conseguenza quale linea politica condurre al di la delle esigenze e delle urgenze del paese. In realtà non è stato in grado sin’ora di elaborare una strategia, e una tattica di ampio respiro unitario, una sintesi culturale di opinione  politica, capace di diventare polo di attrazione. Penso che questo partito ahi me non riuscirà mai a rabberciare un minimo di progetto politico e programmatico questo proprio a causa della sua composizione congenita, per il tipo di “rappresentanze” fisiche, politiche, ed economiche non sarà mai in grado di avere un progetto di società nuovo e alternativo al sistema capitalistico attuale tutto ciò a causa della sua natura attuale. Credo che questa sia la ragione per cui essi hanno scarsa capacità di analizzare il nuovo che avanza, le proposte elaborate da altre forze o realtà che non fanno parte della loro area d’influenza culturale. In realtà al di là delle apparenze essi gestiscono una sorta di democrazia chiusa e questa pericolosa  gestione della democrazia li porta a dare giudizi che stridono fortemente, con la tradizione della sinistra, con le necessità attuali del mondo stesso, del lavoro, dell’economia, e della stessa gestione  dello stato, delle regioni, dei  comuni, ponendo in grave pregiudizio il rapporto tra democrazia, istituzioni e cittadini. La stessa concezione del partito, assomiglia sempre di più a qualcosa di verso e di padronale, di corporativo, e poco propenso al confronto, sulle idee,  troppo orientato a stabilire rapporti privilegiati col mondo dell’economia ed interessi si intersecano col mondo della politica dei suoi  uomini, dei suoi gruppi, delle sue correnti che sono sempre meno correnti politiche e sempre di più gruppi di potere economico. In ciò naturalmente bene in questo contesto, si innestano fenomeni di voti di scambio fra il potere politico economico e i poteri malavitosi. Si è perso il senso del partito, in realtà i partiti non esistono praticamente più e sono un’altra cosa. La confusione presente in questo partito e dimostrata, dalle sue decisioni e anche dalle sue INDECISIONI.

Il secondo momento riguarda, la lotta contro il governo e i rapporti con le altre forze d’opposizione.Non mi metterò certo ad elencare tutte strafalcionate messe in fila dai dirigenti di quel partito, mi basta elencare le ultime “deviazioni” chiamiamole così per decenza, la prima è stata quella di inseguire Fini nella speranza che si rompesse il cordone ombelicale con  ESSO, per poi corteggialo, proporre una possibile alleanza con  il F.L.I. , e unione di centro , mandando alle ortiche una eventuale alleanza più che naturale con il S.E.L. e  I.D.V.  e se proprio devo fare il puntiglioso vorrei ricordare la posizione assunta da molti della loro confraternita sugli “accordi “Fiat.  E per ultima la proposta fatta al Bossi sulla possibilità di fare insieme la legge sul federalismo. C'è davvero da strofinarsi gli occhi! Anche perché le manifestazioni del 13 febbraio avrebbero dovuto dare un minimo di scossa a questo amorfo gruppo dirigente del P.D. e nemmeno questo sembra abbia scosso la coscienza politica, di qualcuno ma evidentemente hanno altre cose in testa, se pure dovesse mai esisterne una, non hanno imparato niente, nè tanto meno la proposta di Vendola di proporre  come candidato come premier una donna del loro stesso partito li ha obbligati a pensare che, data la situazione  forse dare il segno di un cambiamento sia pure parziale sarebbe stato quantomeno opportuno, ma così non è stato.

Premetto che in un momento di emergenza democratica occorre, ricomporre un minimo di tessuto, unitario, per sconfiggere, abbattere, qualunque struttura autoritaria e antidemocratica, e qualcuno ha paragonato questo momento molto simile a quello che portò alla fine alla guerra di liberazione, e vi sono in realtà molte similitudini, ma anche le diversità. Necessita quindi un grande processo unitario che investa la stragrande maggioranza del paese, e delle forze politiche che lo compongono, ma la pregiudiziale , rimane sempre e comunque, prima di tutto l’unità di tutte le forze di sinistra in un unico strumento politico, che abbia un progetto, un programma, ed un progetto  di società  non necessariamente “ Comunista”, diversa da proporre in modo particolare alle nuove generazioni e a quelle avvenire. Senza una sinistra così composta, così organizzata, non si può pensare che essa diventi strumento di traino determinante per un qualunque processo unitario per quanto breve nel tempo e necessario per sconfiggere in modo unitario l’avversario che deve essere il berlusconismo, e non Berlusconi, perché prima di tutto dovrà essere una battaglia culturale contro un modello sociale che disarma ogni processo democratico   di sviluppo e di emancipazione. La conseguenza naturale  sia l’inizio di un nuovo modello che affronti in modo democratico un processo di risorgimento della cultura dentro al quale sia l’uomo il soggetto principe di questa rinascita.  Ecco l’anello debole  che occorre rinforzare, in parlamento una sinistra che non è unita al suo interno, non è unita sul territorio, e soprattutto sta al disotto delle aspettative dei giovani , delle donne , dei lavoratori  non è credibile, neppure per per per l’opposizione i destra. E soprattutto andarsi a proporre in un progetto unitario in posizione di debolezza non solo è deleterio ma i prezzi da pagare si possono immaginare. In sintesi penso che la sinistra abbia  tutte le carte in regola per proporsi in alternativa, al centro destra. Proviamo a fare la sinistra  e stare dalla parte del nostro paese. E soprattutto non dare  aria alla bocca quando non si sa che dire così si aiuta la destra.

 

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