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Noi siamo il domani della FIOM

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Mirafiori ha avuto il pregio di riportare alla ribalta, anche se fugacemente, come uno scorcio marginale ma di grande risonanza futura, la centralità del LAVORO dopo almeno due anni di “archiviazione” dal proscenio di una politica inzaccherata e impantanata nel liquame sordido e deviato del sex- gate, non dalla  scena aperta della vita sociale del Paese, per fortuna. Si è registrata, infatti, una grande mobilitazione di lavoratori e società civile, si è riacceso un forte dibattito sindacale, si è ribadita la netta condanna della Sinistra che si batte per il LAVORO senza condizionamenti.

Queste le forze che sono state viste esprimersi e contrapporsi, oltre naturalmente all’uomo Forte “che non deve chiedere mai” come recita una nota pubblicità televisiva, ma che deve imporre un sopruso di potere, nonché un “progetto di investimento” che , per dirla con Massimo Giannini di Repubblica, assomiglia più ad una promessa che ad una certezza, ancora non se ne delineano nettamente i contorni … Ancora pesa e sgomenta il SI'  ribadito di qualche forza politica  di sinistra che ancora “oggi” si dibatte tra l’angoscia di perdere il consenso dell’Impresa e la corsa verso la MODERNITA’ e il frustrato senso di appartenenza (recitato più come uno slogan privo di incisività) ad una classe OPERAIA che ha perso di vista e che, a sua volta, non la sceglie come forza incisiva di rappresentatività.

 

E il Governo … NIENTE.

 

Il 46% di NO e il 54% di SI', questi ultimi rubati in gran parte alla paura e ai privilegi dei colletti bianchi dell’azienda, SONO UN RISULTATO FORTE, ED UNA SVOLTA STORICA DELLA STORIA E DELLA COSCIENZA OPERAIA, non disponibile a pronarsi alle voglie “disumanizzanti” e antidemocratiche che prevalgono nelle logiche liberiste e fortemente competitive dettate dalla GLOBALIZZAZIONE.

La FIOM ne esce rafforzata e sostenuta da una larghissima fascia compatta di lavoratori e … dalla società civile, tutta, tant’è che il prossimo 28 Gennaio si ripropongono in Piazza come soggetti attivi della volontà e della lotta per la difesa della contrattazione e della rappresentanza sindacale, cancellate come mai esistite. E’ una lotta per la difesa dei diritti costituzionali dei lavoratori e della persona, non lasciamoli soli, sarà una grande prova di democrazia reale e partecipativa.

Sento molto questo argomento e mi piace ricordarlo alla vigilia di un appuntamento importante, il 28 Gennaio. Mi piacerebbe che, magari anche voi scriveste di seguito alle mie, qualche vostra considerazione come un coro unanime a tante voci.

 

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