Lo Sbavaglio

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Compro e vendo

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ESSO ha vinto, un’altra volta. Con un programma, con delle proposte, con delle soluzioni ai problemi del Paese, con la POLITICA? Domanda retorica, ovviamente. Il 14 dicembre, a Montecitorio, si è consumata la saga apparentemente più inverosimile della gestione del POTERE. Il MERCATO, il padrone assoluto dei nostri destini, ha deciso. Nel medesimo modo in cui il mercato stabilisce il valore di un oggetto, di un servizio, di una valuta, di un’obbligazione,  di un pacchetto azionario. Stavolta, il divino regolatore di ogni  attimo della nostra esistenza, ha deciso il prezzo di qualche persona, di alcuni deputati, della loro dignità e di quella di coloro che, in buona o cattiva fede, li hanno scelti e hanno consentito la loro elezione.Domanda e offerta si sono incontrati, come sempre accade, e la convenienza tra il comprare ed il vendere ha trovato il suo sano, naturale equilibrio. Perché stupirsi, indignarsi, gridare allo scandalo? Sono le leggi del mercato, bellezza! E chi, se non ESSO, può acquistare o cedere qualunque cosa, che si tratti di una  villa ad Antigua, di una Ford Escort o dell’anima di essere umano?

 

Tutti si domandano cosa succederà adesso, da oggi in poi, grazie ai tre voti in più che hanno respinto la mozione di sfiducia al governo (scritto rigorosamente in minuscolo, per favore). Temo, e ne sono profondamente addolorato, di aver già vinto la mia scommessa con il Direttorissimo Ippolito: il Sultano non è affatto politicamente defunto e non lo sarà ancora per un bel pezzo. Potrebbe fare qualunque cosa, la più aberrante del mondo, potrebbero essere rivelati particolari ancora più compromettenti di quelli già noti sulla indubitabile prevalenza dei suoi interessi privati rispetto a quelli pubblici, potrebbe – addirittura – scollarsi la catramatura della capoccia, ma non cambierà nulla. Sarà ancora al centro della scena, a recitare il suo trito copione, a raccontarci favole inverosimili, a negare l’evidenza e … a rivincere le elezioni. Azzardo qualche pronostico,  che sarà puntualmente smentito dai fatti:

1. ESSO, speriamo che se la cava.

ESSO cercherà l’alleanza con Casini, offrendogli, ancora una volta, il “vitello grasso”. Spero, paradossalmente,  che ci riesca, perché sarebbe un modo per evitare ulteriori pastrocchi da parte del PD in improbabili, future, coalizioni elettorali.  I finiani saranno maledetti ed esiliati, a meno che non cambino idea – cosa possibile o, comunque, da non escludere – e tornino, docili pecorelle, all’ovile, esattamente come è successo alla Ministra Carfagna. Dovranno, però, dimostrare il loro sincero pentimento, replicando le Idi di marzo e pugnalando, metaforicamente, ventitre volte Gianfranco, stavolta davanti alla Camera piuttosto che davanti al Senato, per banali motivi logistici.

2. Il terzo Polo della Volkswagen

In alternativa, mi auguro davvero che si formino tre coalizioni: PD (magari senza altri “Caleari”), IdV (magari senza altri “Scilipoti” e “Razzi”) e SEL; PdL e Lega (con quest’ultima primo partito del Nord) e Terzo Polo (fatto da chi pare a voi, compresa la Volkswagen).

3. La nuova “legge truffa”.

ESSO farà di tutto per cambiare la legge elettorale: al Senato e solo al Senato, ovviamente, trasformando il premio di maggioranza da regionale a nazionale. Tecnicamente sarebbe facilissimo: occorrerebbe una banale modifica ad un articoletto oggi in vigore, da approvare con percorso parlamentare ordinario (anche in questo caso, è sufficiente un solo voto in più alla Camera). In tal modo le elezioni diventerebbero inevitabili e PdL e Lega potrebbero acchiapparsi tutto con la miserabile minoranza del 35% di voti a favore.

4. L’araba fenice

Il Paese, nel frattempo, andrà a gonfie vele, dritto a schiantarsi contro la scogliera. Perché una delle caratteristiche degli italiani, ne sono fermamente convinto, è quella di rialzare la testa solo dopo essere precipitati nella catastrofe, in un orrido e profondissimo burrone. A quel punto si guarda verso l’alto e ci si domanda: «Ma ero sull’orlo del precipizio, come ho fatto a non accorgermene?». Poi, forse, arriverà un’altra “rinascita da araba fenice”, anche se diventa sempre più difficile immaginarla possibile. È accaduto con il fascismo, la guerra e il doloroso ed esaltante periodo dopo il 1945: sembrava davvero che tutto potesse cambiare, ed è cambiato, anche se non proprio come qualcuno si augurava. È accaduto dopo le stragi di stato ed i massacri provocati dal terrorismo rosso. È accaduto, in modo illusorio, con la caduta del muro di Berlino, Tangentopoli, la condanna all’esilio per Craxi e i suoi sodali, l’ipotetica fine della prima Repubblica. In un certo momento della Storia, anch’ESSO avrà il suo Piazzale Loreto, un po’ meno cruento, mi auguro, ma altrettanto efficace. Quando? Spero di vivere abbastanza per esserci e partecipare.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:34  

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