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Onda Verde

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Quanto accaduto ad Adro, nel bresciano, credo che sia noto a tutti: il sindaco, Oscar Lancini, ha finalmente inaugurato la prima scuola a “marchio” Lega del Paese. Il colore? Verde, naturalmente, tutto molto  verde e poi, per evitare equivoci, l’innocuo simbolo del “Sole delle Alpi” impresso dappertutto, dal  banco che sarà occupato da ogni bambino, fino alle scritte che invitano a non calpestare il prato, dove l’italianissima vocale “O” è stata sostituita dal fiore a sei petali. «Cosa c’è di strano?» risponde pacatamente lo stesso sindaco leghista a chi, incautamente, prova a contestargli l’iniziativa «La scuola è stata interamente finanziata dal comune, nessuno ci ha aiutato. Per questo motivo ho deciso di non far esporre la bandiera italiana il giorno dell’inaugurazione … ». E quel simbolo politico?   «Il “Sole delle Alpi” è presente  negli edifici del nostro comune fin dal ‘600; non è colpa mia se, poi, di questo simbolo se ne appropriata la Lega!». Ineccepibile!

Non so voi, ma io mi sento un pochino - solo un pochino - preso per il culo, senza utilizzare un'espressione troppo volgare. Un leghista che si stupisce dello stupore – chiamarla indignazione mi sembra esagerato – e “rinnega” il significato politico, la potenza dei simboli che proprio la Lega ha sfruttato, meglio di tutti gli altri Partiti, fin dalla sua nascita! Come considerare, altrimenti, il rito dell’ampolla, lo spadone di Alberto da Giussano, il dito medio alzato e le pernacchie del boss Umberto Bossi?

Quello che mi preoccupa davvero, però, è che siamo già oltre l’episodio. Nonostante le proteste, nessuno si permetterà di eliminare neppure una sola rosa celtica da quella scuola e, tra qualche giorno, tutto sarà dimenticato fino alla prossima “invenzione” di un altro, illuminato, amministratore legaiolo che, però, potrà vantare un ben solido precedente. Ancor prima dell’avvento del favoloso federalismo, ecco quello che ci dobbiamo aspettare da un partito come la Lega: una politica concreta, fatta di piccole / grandi discriminazioni che costituiscono i mattoncini tramite i quali si costruirà, fra non molto, qualcosa che solo l’ipocrisia e l’indifferenza potrebbero  impedirci di chiamare con il suo solo e vero nome: razzismo!

C’è da aspettarsi che si riprendano alcune sane abitudini incredibilmente abbandonate sessantacinque anni fa: una piccola stella di David gialla da portare sugli abiti, un bel tatuaggio verde del “Sole delle Alpi” sul braccio dei bambini buoni ed un semplice numerino, impresso a fuoco, sul braccio dei bambini cattivi.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Settembre 2010 20:38  

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