Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Parlarsi addosso

E-mail Stampa PDF

Gli articoli presenti nella sezione “Partiti e sindacati” trattano spesso un argomento di certo molto stimolante e attuale: il Partito Democratico. Non sono un tesserato del PD e neppure un suo strenuo sostenitore: ho piena consapevolezza degli innumerevoli errori, tattici e strategici, commessi dai suoi dirigenti. Ho creduto e, nonostante tutto, credo ancora nel “progetto” che ha determinato la nascita di questa formazione politica, e lo considero uno dei rarissimi tentativi di cambiare qualcosa, in Italia, negli ultimi venti anni. È interessante scoprire quanto siano ormai scontate le reazioni di tanti lettori/redattori de “Lo Sbavaglio” nei confronti di questa “sciagura nazionale” che è ed è stato il PD, fin dalla sua fondazione.

Le critiche, giuste o sbagliate che siano, sfociano quasi sempre nell’invettiva, nell’insulto, nella polemica acre e inconcludente. Un esempio per tutti, l’articolo pubblicato di recente da Pino Ippolito “Facesse il piacere”. Risulta evidente che – riporto in modo testuale - il Partito Democratico è    “… alla ricerca di uno strapuntino quale che sia, anche in condominio con l’avversario di ieri …”. Cosa ci dobbiamo augurare, come migliore opzione possibile, in questo momento? Che “… LA SINISTRA, SEL in primis, sia una costante spina nel fianco del PD e ne divenga l’alleato più scomodo che si immagini …”. Per quanto mi riguarda vorrei proprio capire chi sarebbe l’evocata SINISTRA, oltre SEL, naturalmente, e quale novità ci sia nella rappresentazione di un ruolo di “alleato più scomodo che si immagini”. Non so bene per quale motivo, ma ho una vaga reminescenza  di Partiti della sinistra che hanno fatto esattamente questa scelta, per la felicità di ESSO, di Romano Prodi e degli italiani tutti.

E ancora, l’illuminante scoperta  che “… dietro la pavidità e l’insipienza delle scelte del PD si nasconde la consapevole impreparazione del partito ad affrontare il test elettorale …”. Mi sembra davvero incredibile che il Partito Democratico, consapevolmente impreparato ad affrontare il giudizio degli elettori, cerchi di prendere tempo, con l’inutile obiettivo di organizzarsi al meglio e tentare perfino di vincerle, le elezioni. Dovrebbe andarci subito alle urne, con la certezza di perdere e lasciare che altri si occupino di mandare definitivamente a farsi fottere l’Italia e tutti i suoi abitanti! Tanto peggio, tanto meglio: c'est très facile!

Per quale motivo, poi, dovremmo dubitare, sia pure per un attimo, della lucida analisi di un politologo (Morfeo), le cui solide motivazioni ci portano alla triviale e incontestabile conclusione che “… questi non sono né impreparati, né imprevidenti, la loro è una precisa scelta politica, una scelta di campo e di linea politica, può sembrare paradossale, ma è così, ciò accade da quando hanno fatto la scelta di avere il partito che hanno …”? Che soddisfazione, poi - per non farci mancare niente - nel leggere di quanto sarebbe opportuno per il Presidente della Repubblica, un rapido ripasso della Costituzione, magari grazie a qualche lezione privata offertagli gratuitamente dagli insigni Costituzionalisti che scrivono su questo sito. E, dulcis in fundo, per mia e vostra fortuna si è finalmente constatato che “… il PD gli strateghi ce li ha ma sono tutti nel PdL …”. Ora tutto è più chiaro: come è stato possibile non pensarci prima?

L’avversario – anzi, meglio - IL NEMICO appare il Partito Democratico che, fino a quando non si toglierà dai cabasisi, impedirà agli italiani onesti, giusti, motivati e appartenenti ad una fantomatica SINISTRA D.O.C., di esprimersi liberamente e scegliere, finalmente, da chi farsi governare. “Elezioni subito”, invocano Di Pietro, Vendola, Ippolito e molti altri “cosa sono questi trastulli da Prima Repubblica che straparlano di Governo tecnico, di transizione, di larghe intese, di alleanze balzane e quant’altro?”

Su “La Stampa” di domenica 8 agosto, Barbara Spinelli scrive: “…la dissociazione di Fini dai disvalori del Popolo della Libertà non è una frattura del bipolarismo, né tanto meno un ritorno a vecchi intrugli consociativi. È un primo atto di un’uscita dall’era di Berlusconi, da una seconda Repubblica che non ha riaggiustato la prima ma ne ha esasperato monumentalmente i vizi: ed è un atto che per forza di cose deve essere governato da un arco di partiti molto largo. Il termine giusto lo ha trovato Casini: si tratta di creare «un’area di responsabilità istituzionale», non diversamente dal modo di operare di chi predispose il congedo dal fascismo. Nell’inverno scorso, lo stesso Casini parlò di Cln, il Comitato di Liberazione Nazionale che nel 1943 associò tutti gli oppositori al regime mussoliniano. Spetta a quest’area preparare elezioni davvero libere, dunque creare le basi perché le principali infermità della repubblica berlusconiana siano sanate. In seguito, il bipolarismo potrà ricostruirsi su basi differenti.

In effetti, Berlusconi non è una persona che ha semplicemente abusato del potere. Le sue leggi, le nomine che ha fatto, il conflitto di interessi di cui si è avvalso: tutto questo ha creato un’altra Italia, e quando si parla di regime è di essa che si parla. Un’Italia dove vigono speciali leggi che proteggono l’impunità. Un’Italia dove è colpito il braccio armato della malavita, anziché il suo braccio politico, e dove i pentiti di mafia sono screditati e mal protetti come mai lo furono i pentiti di terrorismo. Un’Italia in cui la sovranità popolare, non potendosi formare, viene violata, perché un unico uomo controlla le informazioni televisive e perché il 70% dei cittadini si fa un’opinione solo guardando la TV, non informandosi sui giornali o Internet.

Un governo che non curasse in anticipo questi mali (informazione televisiva, legge elettorale che non premi sproporzionalmente un quarto dell’elettorato, soluzione del conflitto d’interessi) e che andasse alle urne sotto la guida di Berlusconi non ci darebbe elezioni libere, ma elezioni coerenti con questo regime e da esso contaminate.

Certo, nessuno ci impedisce di considerare Barbara Spinelli alla stessa stregua del “solone” Eugenio Scalfari, un vecchio bacucco ormai da rottamare, un inutile residuo del passato che si permette di formulare proposte politiche fantasiose e “doppiamente inconsistenti”, la cui ovvia infondatezza riusciamo oggettivamente a dimostrare in due righe di testo (vedi sempre “Facesse il piacere” di Pino Ippolito). Che poi Scalfari scriva le sue assolute stupidaggini su “Repubblica”, giornale forse un po’ più diffuso e autorevole de “Lo Sbavaglio”, dipende, ovviamente, solo dal suo potere all’interno del gruppo editoriale.

Oppure potremmo riflettere, pensare, meditare, metterci in gioco, anche per un solo attimo, prima di riprendere il nostro abbaio di feroci rottweiler,  pronti all’azzanno … del PD!

Lo ribadisco, per quel che vale, ancora una volta: l’obiettivo primario che IO perseguo è l’eliminazione – politica, ovviamente - dell’abominevole anomalia italiana rappresentata da colui-che-preferiamo-non-nominare. È quanto dichiarato da Bersani nei giorni scorsi: ha la mia totale condivisione, su questo argomento, in qualunque modo, con qualunque mezzo e qualsivoglia alleanza.

Sono deluso, scoraggiato, frustrato dall’ inconsistenza di quello che leggo – a partire dalle mie minchiate, naturalmente – dalla fragilità di un messaggio che si spegne nella critica più semplicistica, banale, fine a se stessa, senza neppure un tentativo di proposta costruttiva, di uno sbocco, di una prospettiva, di uno spiraglio. Con poche, pochissime eccezioni – più o meno condivisibili - che hanno, quanto meno, indicato argomenti sui quali ha senso soffermarsi e discutere.

Il resto, TUTTO IL RESTO, compreso questo articolo, il tentativo, cioè, di affrontare la Politica con la “P” maiuscola, mi dà l’impressione di un “parlarsi addosso” senza costrutto, di un biascicare afoso in piena estate, di un esercizio ormai solamente ripetitivo, noioso da leggere e da scrivere.

Preferisco, senza alcuna remora, i feroci scazzi tra credenti e miscredenti o, certamente di più, il cazzeggio della sezione intitolata, forse con un pizzico di esagerazione, “Satira”: mi succede ancora, ogni tanto, di  godermi qualche amarissima risata.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:34  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information