Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Il garantismo neo-astensionista

E-mail Stampa PDF

Salve a tutti. Pur sapendo di appartenere, secondo la classificazione Gangemiana, a quella frangia di scrittori poco attivi,  si direbbe di area “femminile”, ( non intendo solleticare nuovamente Valeria che tra l’altro avrebbe la possibilità in questi giorni di tirarmi le orecchie non solo virtualmente ...) stavolta scrivo. Mi va di partecipare. Lo stimolo non è, come di consueto, la materia ecclesiastica, che quasi permette accostamenti tra il sottoscritto ed un avvocato del clero, canonico, o come si dice ... dei preti.

Questo slancio promana più da un altro sentimento-passione-pulsione che mi appartiene caratterialmente: l’ira. Contro una categoria che anche le Scritture sacre ai Cristiani additano come tiepidi, nè caldi nè freddi. Intermedi. E al loro riguardo si dice che “saranno vomitati ... rifiutati da Dio stesso alla fine dei tempi”. Chi non compie una scelta, nel bene o nel male, non permette lo svolgersi dei fatti, il divenire, la vita stessa. Gli indecisi cronici.  I pavidi ad oltranza, più o meno colpevolmente.

Tale è la dinamica che ho potuto intravedere ieri in Parlamento, nell’ambito delle valutazioni sul caso Caliendo. Da Di Pietro ad Alfano, tutta una gamma di posizioni differenti fino alla paranoica deformazione della realtà, tra chi dice bianco e chi nero. Come al solito. Come la pagina politica del Tg1. Niente di nuovo. Normalità.

La novità è rappresentata invece dagli astensionisti. Ma ditemi cosa s’intenda per astensionismo, se non l’assenza di opinione. Di fegato. Di palle. Di coscienza. Volendo ricorrere ad un paradigma ormai in disuso, quello della rappresentatività nei sistemi democratici, diremmo, nei panni degli elettori di Fini o di Casini, che astenersi è una non posizione, un “non essere”, nell’ambito della carica che il mio voto ed altre migliaia ti hanno permesso/concesso di stare dove stai. In un aula di parlamento.

L’astensione, paradossalmente, nei fatti e nell’efficacia numerica, corrisponde a una linea attuabile anche rimanendo a casa, o al mare, o alle isole Caymann (non so come si scrive). Io, il nostro direttore, mia zia, il mio parrucchiere, Monica Bellucci, tutti ieri ci siamo astenuti dalla votazione sulla questione morale dell’on Caliendo. Ma noi non rappresentiamo politicamente nessuno. Noi non stavamo in Parlamento a decidere se permettere all’indecenza, all’arroganza, al baronismo,  di burlarsi ancora una volta dei cittadini, oppure dare, cominciando da Caliendo, un segnale diverso. Niente. Loro si astengono. Con motivazioni di una inconsistenza che varca di più centimetri e metri la soglia dell’immoralità. Come ad esempio “l’esigenza di maggioranza”, di coalizione. Di poltrona. Questo è ciò che io definisco tiepidezza. Una inettitudine non puramente spirituale e personale, ma che coinvolga anche la vita di altre migliaia di persone.  Il non schierarsi furbamente diplomatico che ha il sapore della cialtroneria.

Altra giustificazione (degli astensionisti) è il garantismo. Abusatissima parola. Concetto divenuto ormai religione. Sacro. Inviolabile. Senza riserve o analisi del contesto nel quale di volta in volta viene applicato.

In Italia ormai “garantismo” corrisponde a qualcosa di simile ad un manto della Madonna dei Miracoli sotto il quale rifugiarsi in vista del pericolo, reale o giudiziario. Morale o penale. L’appello al garantismo è ovviamente, strumentalmente, bipartisan. Ce ne siamo accorti anche ieri. Mentre tradizionalmente parrebbe essere più materia e strumento della sinistra ... (ieri giustizialista!!).

Per non parlare della possibilità di arrivare a sentenze definitive non prima di 10 anni. Anche questa è una deformazione, di fatto, del concetto di garantismo, una gentile concessione italiana del sistema giustizia. Ovvio che più si è ladri più si faccia attenzione e si presti fede a tali improrogabili principi.

Ascoltando le edulcorate, retoricissime dichiarazioni di maggioranza e astenuti sul valore e sull’attaccamento al principio inviolabile del “garantismo” ... mi veniva voglia ed invocavo ( lo devo ammettere ...) 6 mesi di sano e feroce giustizialismo.

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Agosto 2010 14:14  

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information