Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

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Facesse il piacere

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Berlusconi è alle corde. Il suo governo, forte all’inizio di legislatura di una maggioranza parlamentare senza eguali nel corso della storia dell’Italia repubblicana, perde pezzi. Investiti dagli scandali e dalle indagini giudiziarie cadono ministri e sottosegretari come birilli di un bowling istituzionale senza precedenti. Grazie alle pressioni dell’opinione pubblica e della stampa non di regime la famigerata legge bavaglio è rimandata a settembre ma, verosimilmente, non vedrà più la luce della gazzetta ufficiale. Gianfranco Fini, dopo averci co-fondato un partito e averlo seguito per anni senza troppe riserve e con importanti incarichi per tre legislature, scopre che Berlusconi è illiberale, fonda un nuovo gruppo parlamentare e condiziona la maggioranza che regge il governo. E che fa in tutto questo la principale forza di opposizione?

Stavolta sì, ne sono certo, il Partito Democratico farà fuoco e fiamme. Leggo i giornali, ascolto le notizie per radio e alla tv. Mi aspetto che si chiedano senza riserve le dimissioni dell’esecutivo, soprattutto ora che la legge di bilancio ci ha messo in salvo dall’epidemia greca (eccezion fatta per la Puglia ci fa sapere Tremonti: e pazienza … alla peggio faremo a meno di quella vendoliana coda penzolante tra l’Adriatico e lo Ionio!) Siccome me l’aspettavo io una situazione così e i giornali ne parlano da mesi sono certo che le teste più lucide del PD hanno già tutto previsto e attrezzato il loro partito alla bisogna, magari qualche idea per un programma di governo, una ricetta per affrontare la crisi, l’orditura di alleanze nel campo dell’opposizione. E invece? Il Massimo stratega del Partito Democratico indica la via: un governo di transizione con tutti, o quasi, dentro, dalla Lega al PD (è chiaro che l’IdV non ci starà ma poco importa). E a capo del nuovo gabinetto? Giulio Tremonti, bien sure! E chi altri, se no? Così siamo certi che la Lega generosamente si disporrà a entrare nel nuovo governo, magari con qualche piccola concessione di federalismo, solidale ben s’intende! Noi pensiamo che, essendo questa l’offerta base, se ne potrà ancora discutere. L’UDC, si sa, ha la stessa suggestiva e immaginifica vision di un governo di larghe intese ed è pure disponibile ad accettare, se tale evenienza divenisse percorribile, la premiership di Silvio IV. Dai Massimo fa’ ancora un piccolo sforzo e il meraviglioso sogno di un governo con tutti dentro potrà divenire realtà!

E il segretario Bersani? Infiammerà, ne sono certo, i cuori e gli animi del suo popolo con parole dure e focose, ci incanterà per l’appassionata richiesta di dimissioni del premier, rinfaccerà a Silvio tutti gli scandali di questi mesi, darà la carica a tutte le opposizioni. Ebbene? Lo ascolto basito mentre scandisce a Montecitorio “il premier ci facesse il piacere” di venire in aula a informare sullo stato di salute del suo governo. Ci facesse il piacere? Sorbole! Forse il grande Totò avrebbe suggerito al premier di replicare al suo rivale (sic!), non senza una punta di umorismo, “mi faccia il piacere lei, lei non sa chi sono io!”.

 

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