Lo Sbavaglio

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Questioni di f...ondi

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Il dibattito politico Italiano si è acceso nei toni per tematiche nuove e inaspettate, lanciate come un anatema dal Ministro dell’Economia, TREMONTI, contro gli Enti Amministrativi Locali, Province (ma ci sono ancora?), Regioni e Comuni. Questi, già pesantemente colpiti nelle possibilità di erogare servizi adeguati di pubblica utilità a causa dei tagli annunciati nella manovra finanziaria in itinere, si sono visti investire da accuse di “cialtroneria” per la mancata o dilazionata spesa dei fondi comunitari UE, destinati ad essere investiti in servizi e opere di utilità sociale, ambientale, infrastrutturale e come interventi a sostegno dell’occupazione giovanile e dei precari o come iniziative a sostegno della imprenditorialità del territorio.

Ne è conseguita una ennesima conflittualità istituzionale che ancora, evidentemente, fa discutere … anche noi sullo Sbavaglio … Tralasciando le argomentazioni già dibattute su Regioni “virtuose” o meno e su responsabilità piene degli enti o compartecipi dei Ministeri del governo, mi voglio soffermare, invece, sulla mia Regione, la Calabria, che, dando ragione in questo caso a Tremonti, proprio virtuosa non lo è; anzi, la Consigliatura Regionale uscente dell’ex Governatore Loiero è la più inquisita d’Europa, anche e non soltanto, per la mancata trasparenza, per usare un eufemismo, nella gestione di fondi.

La carriera politica di Agazio Loiero , fin dai suoi esordi, è una vera scorribanda trasversale a tutto il firmamento partitico, per cui è definito come un classico “ferro vecchio democristiano, pluriinquisito e riciclato nel PD. Poco prima delle recenti Elezioni Regionali, DI PIETRO ha definito le di lui politiche e quelle della sua giunta uscente fallimentari soprattutto nella mancata rottura del legame tra gestione del denaro pubblico e crimine organizzato. Affermazione forte, così come quella di Pannella che, parla di partitocrazia calabrese e “imprecisata” cosca Loiero a proposito di ripetute intimidazioni partite, pare, da Roma,  di cui è stato oggetto il candidato Callipo, dopo la notizia della sua candidatura. Eppure Loiero, grande sostenitore di Bersani, definito “impresentabile” da Franceschini, è riuscito a vincere le primarie in Calabria con una affermazione quasi plebiscitaria, godendo dell’appoggio e del pieno sostegno di tutto il PD.

Eppure è tirato in ballo in molte inchieste giudiziarie di mafia, massoneria, corruzione e voto di scambio, ivi compresa quella avviata dai giudici di Firenze su Bertolaso e gli appalti della Protezione Civile per i “Grandi Eventi”. Il suo nome, infatti, compare nei verbali di intercettazione all’ex senatore democristiano calabrese, Covello, ora nel PD, il quale chiede a Balducci un favore per la figlia dell’ex governatore. Il resto è storia … tutta interna al PD …

I suoi guai giudiziari cominciano proprio con un’imputazione per peculato e abuso d’ufficio nello scandalo dei “fondi neri del SISDE”: avrebbe usato segretarie, assunte e stipendiate dal servizio segreto civile, per mettersi in piedi un proprio  ufficio personale raccomandazioni. Il processo in merito non è mai stato celebrato, per reiterati e improrogabili “impegni istituzionali” dell’imputato che è, dunque, l’antesignano dell’attuale “Legittimo Impedimento”, avendone notevolmente precorso i tempi e facendone di fatto cadere il reato in  prescrizione. Siamo nel 1994, ma poco è cambiato da allora. Dopo solo due anni di governo, nel 2007, ventotto consiglieri regionali su cinquanta, sono indagati per reati gravi legati a Tangentopoli, mafia, omicidi, voto di scambio, reati comuni e alle morti per malasanità, per truffa alla Legge 488/92 che prevede la disponibilità a concedere agevolazioni, sotto forma di contributi a “fondo perduto” ad imprese  promotrici di programmi di investimenti in “aree depresse”, erogati a copertura di acquisto terreni, opere di edilizia, acquisto macchinari ed impianti, infrastrutture, brevetti, programmi informatici in settori vari: industria, servizi, edilizia, turismo, commercio. Tra gli indagati spicca il nome di Pirillo, Assessore Regionale all’Agricoltura, per l’appunto per i Fondi UE. Lo stesso Loiero rimane coinvolto in due diverse inchieste giudiziarie, lo scandalo delle forniture elettromedicali alla sanità Calabrese che ruota intorno all’omicidio dell’ex Vice Presidente del Consiglio Regionale Fortugno e l’inchiesta WHY NOT, in cui è indagato per corruzione. Nel provvedimento emesso dalla Procura Generale si fa riferimento ad un versamento di 100.000 euro, effettuato in due tranches uguali, durante la campagna elettorale del 2005, da parte degli imprenditori Saladino e Gatto, a favore di Loiero che, in cambio, avrebbe favorito società vicine ai due. Miracolosamente, il 12 Febbraio scorso, poco prima (2 giorni) che si svolgessero le Primarie, è stata emessa la sentenza di assoluzione per il reato di corruzione contestatogli, ma di condanna, per abuso d’ufficio nella gestione di fondi, condanna dalla quale, poco prima delle recenti elezioni Regionali, viene assolto in via definitiva.

La Calabria del quinquennio che abbiamo lasciato alle spalle ha dovuto fare i conti, nella cornice severa di una crisi globale dell’economia, con una politica incapace di ascoltare i bisogni dei cittadini e dei territori, di offrire risposte mirate ed efficaci nell’affrontare e risolvere i problemi. ”Dalla crisi dell’economia al dissesto idrogeologico e ambientale del territorio, dal  non governo della Sanità all’incuria nella quale sono stati lasciati i bisogni dei soggetti più deboli, gli anziani, per una totale assenza di politiche sociali e del territorio (Rosarno docet), dal mare sporco alle montagne deturpate dall’abusivismo edilizio, dal mancato sostegno al sistema imprenditoriale in grado di dar voce alle vocazioni economiche proprie dei nostri territori, alle mille vertenze aperte nel mondo del lavoro e all’inesistenza di politiche di accompagnamento al lavoro di disoccupati e sottooccupati; fino alla pessima programmazione  e gestione dei Fondi Comunitari, che ha impedito che gli stessi potessero  costituire una risposta efficace ai problemi strutturali e infrastrutturali della economia regionale calabrese.”

Rispetto ai problemi evidenziati, è rimbalzata agli occhi di tutti una ignavia riformistica e, molto più spesso, una lottizzazione, che ha asservito i fondi ed i servizi pubblici regionali, sanitari in particolare, a politiche clientelari, ne sono esempi, in tal senso, le stabilizzazioni in deroga alle procedure concorsuali e in cui la residenza costituisce già titolo di preferenza, il blocco del turn-over del personale, convenuti tra governo nazionale e Presidente della regione nel quadro del Piano di rientro dal debito sanitario, ancora non esattamente quantificato ma stimato intorno ad un probabile valore di 300 milioni di euro di scoperto, che graverà, da qui a trent’anni,  sui cittadini che ancora devono nascere. E, continuando a viaggiare  intorno al problema dei fondi asservito a politiche clientelari, in vista delle primarie, si vota a Reggio Calabria, con il via libera del governo, il testo legge firmato Loiero- Bova con due i punti all’ordine del giorno: proposta di modifica della legge elettorale e abolizione del Listino, ovvero il premio di maggioranza per il candidato eletto governatore e la proposta sulla riduzione dei costi di funzionamento del Consiglio Regionale; testo che non cambia una virgola rispetto a quello originario. Anche l’ultimo bilancio della legislatura rispetta la tradizione propagandistica, con una manovra finanziaria che contiene ben 400 emendamenti per il “bene” della Regione e fondi a “pioggia”, nonostante le ristrettezze economiche, le difficoltà di cassa, il piano di rientro dal debito sanitario, il possibile sforamento dal patto di stabilità. I consiglieri regionali, infatti, non hanno perso il gusto dell’emendamento, e così, pur consapevoli che vederle approvate sia altamente improbabile, piovono richieste di finanziamento per associazioni, Università, comuni ed enti vari, ad esempio un aumento di 200 mila euro della dotazione finanziaria dell’ente fiera di Reggio Calabria, in via di dismissione o la proposta di aumentare lo stanziamento annuale in favore dell’Università per Stranieri fino a 700 mila euro. Del tutto particolare l’emendamento 41, che si occupa dei finanziamenti per l’edilizia di culto che negli anni addietro ha ricevuto una serie di contributi a pioggia per il restauro di chiese e conventi. Adesso, nonostante il rifiuto della Cassa depositi e prestiti, l’emendamento autorizzerebbe la giunta regionale a concedere contributi costanti poliennali ai comuni e agli ordinari diocesani che contraggono un mutuo con la cassa depositi e prestiti o con altro istituto bancario, purché a tassi d’interesse inferiori. Ancora, l’atavica fame di lavoro che attanaglia la Calabria e la necessità di alimentare clientele elettorali hanno spinto i consiglieri a preoccuparsi, mai come ora, di tutte le categorie di precari da secoli in attesa di stabilizzazioni, attingendo ovviamente ai fondi Europei per il sociale. Se questo sia un modo per alimentare false speranze o un investimento concreto per creare occupazione è solo questione … di ... interpretazione.

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Luglio 2010 22:40  

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