Lo Sbavaglio

...perchè le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Primo Maggio per il lavoro

E-mail Stampa PDF

Non sarà sicuramente un giorno di festa per il nostro paese e non solo. L’Europa e il mondo intero stanno attraversando un periodo lungo e difficile, in particolare per il mondo del lavoro nel suo insieme, tutte le categorie ne sono pesantemente segnate, travolte e sconvolte, in tutte le sue pieghe e realtà è davvero un difficile momento. Quando nacque l’Europa si crearono attese e speranze che poi puntualmente sono state deluse e disattese. La crisi internazionale, se ancora ve ne fosse stato bisogno, ha dimostrato che la sociètà capitalista non è in grado di dare risposte e soluzioni che indichino in qualche modo una strada diversa che non sia quella del libero mercato selvaggio e senza regole fondato sullo sfruttamento irrazionale delle risorse del pianeta, sulla distruzione dell’ambiente, contro un progetto di uno sviluppo compatibile con le necessità vitali dell’ambiente, per la sua salvaguardia e la conservazione del genere umano.

Ciò è dimostrato in maniera eloquente da quanto sta accadendo nelle economie di Grecia, Portogallo, Spagna, e chissà quanti altri paesi stanno falsando addirittura i loro bilanci nel tentativo di non essere declassati in Europa, e l’Italia molto probabilmente è uno di questi.  Non è difficile immaginarlo, basta esaminare in maniera obbiettiva la nostra economia strozzata dalla crisi mondiale, dalla incapacità della classe politica che non riesce e non vuole immaginare un diverso tipo di economia legato ed intrecciato con la difesa del territorio, con gli investimenti che sono necessari per la  ricerca scientifica e di base, le nuove tecnologie compatibili con la creazione di nuove fonti di energia pulita, in alternativa a quella nucleare sporca, costosa ed inutile. Questo ritengo sia la questione di fondo per il nostro futuro e per le nuove generazioni senza energia non c’è lavoro, non c’è sviluppo, non c’è futuro. Non è necessario essere dei grandi economisti per comprendere che l’Europa non riesce a darsi una vera e propria strategia economica per rispondere a queste esigenze che sono immediate, i  risultati si vedranno fra diversi anni, occorre programmare, progettare, investire su progetti comuni ed europei, in particolare a favore dei paesi economicamente più deboli, nei settori appunto della ricerca scientifica, nella scuola. Per fare ciò occorre in primo luogo aumentare la quota destinata alla ricerca scientifica e tecnologica che oggi è ancora attorno al 2%. Questa è una delle ragioni per cui le economie oggi i crisi in Europa pagano  scelte che non hanno nulla a che vedere con una politica che dovrà necessariamente diventare meno amministrativa e più operativa, e più tesa a progettare una economia che diventi sempre più progetto di sviluppo, sempre meno legata agli interessi particolari di paesi stati e gruppi bancari o lobbies  internazionali i cui interessi non potranno mai essere compatibili col progresso economico, politico e civile, non solo dell’Europa ma dell’intero pianeta. Un primo maggio europeo perché siamo legati a questa Europa unita che sta segnando il passo, come dicevo sempre più ordinaria e sempre meno propulsiva di sviluppo. Cosa dire del nostro paese, parente povero e straccione, e non soltanto, per la condizione economica cui stanno versando le nostre aziende piccole, grandi, medie. Artigiani, commercianti, i liberi professionisti, il nostro mondo economico è completamente devastato da un libero mercato lasciato nelle mani di pirati, speculatori  avventurieri, imprenditori senza scrupoli che sono incoraggiati da un sistema di potere fortemente legato a cosche mafiose, ad interessi privati economici e politici tesi semplicemente a realizzare profitti al di là di ogni immaginazione. Invece di incoraggiare la ripresa, difendere i posti di lavoro, invogliare le banche a concedere prestiti, a sviluppare la ricerca, investendo nella scuola, nelle università. Si continua in maniera assillante e pericolosa ad attaccare le istituzioni per salvare dai processi il nostro presidente del consiglio il cui progetto di riforma non è quello di riformare lo stato in termini democratici, ma di ricondurlo ad un sistema autoritario e reazionario, non una repubblica democratica, ma un reame legalizzato con a capo un unico presidente con poteri al di sopra del parlamento senza contrappesi e regole precise. Mentre il lavoro, la democrazia, lo sviluppo, il futuro vengono tacciati semplicemente come vecchi armamenti del comunismo giocando e speculando sulle esigenze di un paese abbandonato alla follia cieca di irresponsabili, sostenuti da portaborse di certi parlamentari e di mafiosi presenti in parlamento e nell’ economia del paese deturpata della sua autonomia e capacità imprenditoriale. I dati degli ultimi tempi dimostrano che in questo paese i ricchi diventano sempre più ricchi e sempre meno numerosi, mentre aumentano i poveri e aumenta la loro povertà, la loro miseria, la loro presenza nella società della informazione viene negata così come viene negata la presenza scomoda di tutti quei lavoratori che lottano in difesa del loro posto di lavoro, e dei cassa integrati che aumentano ogni giorno di più. Aumentano i disoccupati, giovani, meno giovani e donne, i più deboli nella società e diverse centinaia di migliaia di loro ormai non si iscrivono più neppure nelle liste di collocamento scoraggiati e derisi dagli stessi governanti che li indicano come fannulloni o bamboccioni, un paese di vecchi che rifiuta i giovani, le loro esperienze ed il loro insostituibile contributo di intelligenza e novità necessarie al paese, le donne licenziate senza motivo, le ragazze, i giovani, gli studenti che lottano per il diritto allo studio, un mondo intero di diseredati. Occorre battersi dunque per salvare il futuro dei nostri giovani, delle ragazze, per salvare i nostri posti di lavoro, per salvare il paese dalla decadenza economica politica e morale della nostra società. Un Primo maggio di lotta, di coraggio, di volontà, ma non per una speranza regalata a basso costo o in beneficenza elargita da questo o da quel partito, noi non abbiamo bisogno di false speranze, abbiamo bisogno di un progetto, di un programma, di una idea di paese nuovo, onesto e pulito, dove il lavoro, lo studio, la cultura, la civiltà, il progresso, l’amore per l’essere umano non siano solo una speranza. Ma una idea in cui credere e combattere per poter trasmettere un testimone di futuro alle nuove generazioni di ogni credo religioso, politico ed ideale ed il futuro non si costruisce con la speranza ma con la lotta e l’impegno, politico e sociale e con il contributo di tutti. Sia quindi come sempre un 1° Maggio di lotta per un paese libero, democratico all’insegna della nostra COSTITUZIONE.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Aprile 2010 13:53  

Ultimi commenti


In questo sito vengono utilizzati i cookie necessari al suo funzionamento e quelli associati a terze parti nel caso di visualizzazione di contenuti da loro gestiti e per la raccolta statistica di dati di traffico. Per saperne di più, clicca su: Informativa completa.

Per accettare, clicca su:

EU Cookie Directive Module Information