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Una proposta per il 25 Aprile

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Una domanda che molti di noi si faranno (tantissimi altri non ci penseranno neppure), è se è possibile ritrovare, oggi, un senso e un motivo di celebrazione non mestamente rituale del 25 Aprile - senza nulla togliere alla “sacralità” del rito - specie in presenza di ulteriori tentativi di separare tale data dal suo contenuto militante.

Eppure, oggi come mai l’allarme democratico risulta più incombente.

E’ in atto un processo di riduzione delle espressioni di libertà e dei diritti civili e del lavoro, messo in atto con programmata lucidità e con il consenso, purtroppo, di una vasta opinione pubblica.

Gli ultimi sviluppi politici ci rappresentano la forza sempre più determinante e invasiva della Lega Nord con le sue pericolosissime parole d’ordine, mediaticamente eversive, si badi, non tanto ai piani alti della politica, ma dove più conta la sua dilagante azione: nei vastissimi territori “conquistati” dove, ormai da tempo, vengono tramutate in concreti atti discriminatori ed anticostituzionali. 

Come ritrovare il significato del 25 Aprile quale obiettivo permanente di emancipazione e di riscatto dei più deboli e di riaffermazione dei principi di libertà, nel nome della Costituzione?

Non bisogna sottovalutare le espressioni più truci ed evidenti che quotidianamente vengono prospettate e messe in atto da questa forza politica, che attraverso i suoi amministratori ed alleati felloni sta attuando la trasformazione antidemocratica della società.

Un tragico copione vuole che diverse autorevoli voci rimangano inascoltate: dall’incognita del federalismo, un progetto alla cieca che costerebbe alle casse dello Stato somme incontrollate (Giovanni Sartori), alla denunciata intrusione ideologica della Lega persino nelle celebrazioni dell’Unità d’Italia (Dacia Maraini). La discrepanza vera, piccola o grande che sia, interna alla compagine di centrodestra, non ci deve vedere spettatori semplicemente compiaciuti.

Occorre imbastire un vero casus belli, lanciare una strategia precisa: investire le forze democratiche, in primis Sinistra Ecologia e Libertà, della necessità di aprire una campagna di delegittimazione, con atti concludenti, contro i sindaci e le giunte leghiste che enunciano intendimenti e attuano provvedimenti razzisti e discriminatori nei comuni dove governano, e coinvolgere gli organi dello Stato nella rimozione delle misure incostituzionali messe in atto negli ambiti territoriali, diventati, nella più totale mancanza di controlli e di vigilanza legalitaria, zone affrancate dai principi costituzionali.

Sollevare il problema al Presidente della Repubblica spiegandogli che esiste un allarme costituzionale, posto che, è di tutta evidenza che Egli sta andando nella direzione opposta alla più opportuna consapevolezza di quanto sta accadendo, coinvolto in una sorta di incomprensibile “intesina” con la Lega Nord. Tutto questo appare palese. Discutiamo seriamente di questo, eleviamo a scontro politico questo tema, ponendoci l’obiettivo di configurare la tesi, a più alti livelli, in nome della Repubblica e delle sue Leggi, della cacciata dei sindaci e degli amministratori leghisti che reintroducono per via amministrativa le leggi razziali del 1938.

NON PERDIAMO MAI DI VISTA LA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA !

ONORIAMO SEMPRE IL 25 APRILE CON LA LOTTA!

 

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Aprile 2010 14:08  

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