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La politica

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La politica attualmente è simile alla scienza prima dell'avvento del metodo scientifico.

Il politico parla parla senza alcun confronto con la realtà e senza che l'elettore o l'ascoltatore di turno possa verificare la bontà scientifica della sua proposta.

Il politico è un buon parlatore, simile a una chiromante, ma poco attento all'evoluzione dei processi correlati che le sue ipotesi vanno a toccare. Vede solo una conseguenza, non tutte le altre. Questa conseguenza deve avere la caratteristica di presentarsi affascinante all'interlocutore a cui è rivolta. Vengono taciuti gli aspetti negativi. In un mondo sempre più complesso non sempre si capiscono subito tutti gli effetti anche agli spiriti più illuminati e ciò che sembra a prima vista un miglioramento, se adottato, si rivela con il tempo peggiore del preesistente. 

 

Allora sì che “il diminuiamo le tasse” o l' “aumentiamo lo stipendio del 5% a tutti i dipendenti” o tutti i bei programmi che sentiamo a ogni elezione e che vengono sempre poi disattesi, vedrebbero esplicitati tutti gli effetti sull'andamento dell'economia di una nazione e allora sì che i programmi di destra e di sinistra potrebbero far esaltare le proprie istanze. Insomma non parole, ma diagrammi di previsione, dove i parametri interessanti vengano evidenziati scegliendo una certa via politica anziché un'altra per verificare la bontà delle soluzioni che si propongono.

 

Si potrebbero paragonare gli effetti di una certa misura a 1 anno come a 5 anni a 10 anni. La battaglia politica si sposterebbe dal rappresentare i parametri variati virtualmente da una certa proposta di azione politica contro quelli della fazione opposta. Nel proporne di quelli nuovi e cosi' via. Finalmente si parlerebbe di numeri confrontabili tra di loro e non di parole.

Ovviamente il sistema dovrebbe essere adattativo e perfezionarsi a mano a mano che l'esperienza conferma o disattende con i dati reali quello che aveva predetto il simulatore.

Sarebbe un sistema, non scevro da errori, ma che porterebbe alla portata di tutti la consapevolezza dell'importanza o della scelleratezza di certe proposte.

Proprio per questa sua importanza ritengo non sarà mai adottato in paesi poco seri dove si preferisce l'imbroglio allo scopo dell'arricchimento personale, al servizio per il bene di tutta la collettività.

Non sono nemmeno un fautore della tecnica fine a se stessa; all'inizio e alla fine c'è sempre un uomo che deve valutare la situazione e decidere; mi fido più di un uomo imperfetto che di un algoritmo perfetto anche se questo può aiutare e molto l'uomo.

 

Bisognerebbe sviluppare dei modelli di simulazione del comportamento economico e civile di un paese, cosi' come si sono sviluppati modelli del comportamento meteorologico del tempo per prevederne gli sviluppi futuri.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Aprile 2010 13:19  

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