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Il paese dei balocchi

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Questi siamo noi? Da come votiamo sembra proprio di sì; d’altronde, oggi nell’anno del signore 1922, così si presenta la nostra storia, la democrazia è un’allegra signora che si lascia sedurre dalle camice nere, quelli virili, e meno male che avevamo affidato le grazie di questa bellissima donna ai partiti tradizionali, alle nuove generazioni impegnate, guarda un po’, a sopravvivere; ma che volete, il potere, la politica vanno d’accordo solo se si sbarca il lunario e si diventa ricchi. Questi siamo noi? E sì, che volete. Ma avete sentito i commenti? Come sempre si parla d’altro: operai, commercianti, disoccupati, cassaintegrati, part-time e licenziati? Niente di tutto ciò. Sanità, povertà, miserie, furti, mafia, 'ndrangheta, droga, sesso, prostitute al potere, pornocrazia.

E' già successo addirittura nella storia del Vaticano ma nessuno ne parla, così come non si deve parlare dei preti pedofili, non ne parla neppure il PD ma vuoi vedere che i teodem stanno modificando la natura del PD? Ma no, tanto non parla più di niente. E' la democrazia che è meretrice e questa maledetta Costituzione sta stretta anche a loro. Perfino il Marmittone lo ha capito. Di ecologia se ne potrebbe parlare ma non abbiamo trovato il ginecologo giusto. Il fatto nuovo, ragazzi, non sta nel fatto che Cota abbia vinto in Piemonte, il fatto nuovo sta in questa  opposizione: è entrato il germe del governo a tutti i costi e con chiunque, si è incrinata la regola fondamentale che il partito di opposizione deve condurre la propria battaglia sul territorio e nelle istituzioni di base, ma tutto passa in cavalleria perché il nostro è il paese dei balocchi, offriamo e regaliamo divertimenti d’ogni genere agli avversari politici perchè dobbiamo conquistare il centro. Per farne cosa di questo Paese? Un posto dove si mangeranno cannoli siciliani ogni volta che si  scopre un derivato della schifezza mafiosa? Stiamo vedendo tutti a quale di  livello di insopportabilità è giunta la politica nel nostro Paese ed i maggiori partiti sono compartecipi e attori primari, alla fine vi sono certo sfumature di diversa impostazione e neppure di scarsa rilevanza ma poi alla fine sono i risultati che si portano a casa che danno il senso delle cose fatte e quelle no. E se facciamo i conti di quello che ci siamo portati a casa forse è meglio capire che con questa opposizione che sta completamente fuori dal Paese occorre cominciare a starsene lontani e vedere di ricostruire un linguaggio delle sinistre che sia unico e sintesi dei veri bisogni della gente. Prima ancora di analizzare il voto che serve agli imbecilli, di analizzare le aree che serve a coloro che fanno i conti della serva (lavoratrice che io ammiro tantissimo) per rubare qualche consigliere in più o in meno. Occorre guardarsi dentro e verificare se davvero chi aveva il compito di essere partito del sociale, dei diritti civili, del lavoro, delle donne, dei giovani, del mondo vero ha svolto il proprio compito o non si è perso tra i meandri del potere economico e politico dello stesso sistema che sta portando il Paese nel baratro della depravazione anti democratica. E non si sentano in colpa gli amici e i compagni della Sinistra e Libertà che ora come ora almeno qui a Rivoli non si sono ottenuti i risultati sperati, non si scoraggino e non si assumano responsabilità che non hanno (e magari fossimo così numerosi). Ciò accade perché c’è cuore, passione, capacità e amore per il proprio Paese, cosa che altri nella cosiddetta sinistra hanno barattato con ben altri obbiettivi ed amori. Non si risolverà il problema neppure con una ipotetica costruzione dell’unità di tutte le forze democratiche. Per sconfiggere le destre? Certo ... mi sta bene e poi che Paese regaliamo ai giovani? Che sociètà? Manca un progetto credibile di una società alternativa a quella capitalista, un progetto che deve diventare meta e sogno delle nuove generazioni; anche per gli obbiettivi a media portata occorre un progetto. Dire che le cose in questa fase sono così e che bisogna aspettare non è giusto perché intanto nel frattempo la capacita distruttiva del potere avanza, miete vittime e fa danni incalcolabili, occorre reagire combattere cercando la più ampia unità possibile. Occorre ricostruire la cultura della lotta, in primo luogo, occorre spiegare che se le leggi non funzionano devono essere cambiate e che il fatto  che vincono le destre non è un fatto ineluttabile e che gli unici che possono fare miracoli sono i giovani. E poi il lavoro, la scuola, la casa, la giustizia, tutto quello che del resto conosciamo, i problemi della gente. Parlare delle cose nostre, questo bisogna fare. Il PD non lo capira più e dovremo lavorare non  per sostituirci a loro ma lottare per diventare un grande partito che ha un grande progetto a cui tutti devono contribuire e noi possiamo farcela, dobbiamo solo tirarci su la maniche. Buon lavoro.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Marzo 2010 13:08  

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