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Zombie elettorali

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Li ho visti seduti cercando di non essere abbastanza alti per poter stringere mani, e braccia, e strizzare occhi e guance, a pulire la forfora dai capelli e dai cappelli ingialliti dei loro padroni. Li ho visti comprare chili e chili di sorrisi adatti alle occasioni, uno per la pace, uno per la guerra, uno di riserva nel caso si possa dire a chi abbia vinto all’ultimo voto “io stavo con te”. Li ho visti nitrire abbaiare squittire scodinzolare nelle sale d’attesa per avere un chilo di farina da mangiare insieme a tutta la famiglia e mostrarsi contenti del poco e pronunciare una poesia d’antico stile in punta di piedi per allietare il momento della colazione dei figli dei figli dei servi del Re.

Li ho visti attaccare manifesti sui grattacieli arrampicandosi per trovarsi nel posto giusto nel momento giusto con la giusta inclinazione di esatti novantagradi per capire quale senso abbia la propria vita quando sei costretto a confrontarti con degli ombelichi anziché con fronti ed occhi. Li ho visti intenti a contare l’aumento degli sbadigli per capirne di più e meglio della noia che indispettisce elettroni ed elettori garantendo l’andamento degli exit poll. Li ho visti sotto casa mia pedinarmi facendo finta di non esser visti per poi riferire che nel momento del coraggio nell’urna rischio di svenire per la puzza e per lo sgomento. Li ho visti anche brulicare sotto e sopra la coltre d’ignoranza e di silenzio che li opprime, quando nel sottoscala e nel sotto-scrivania dei gaudenti vittoriosi si consumano gli ultimi atti della campagna post-elettorale. Come fantasmi con la valigetta, ciechi d’ogni sorta, zombie si aggirano per palazzi vuoti in continuo ossequio, delirio perpetuo.

Ogni riferimento a persone o fatti veramente accaduti, (non) è puramente casuale. Ho scritto, anch'io come preso da un delirio semicosciente, dopo essere andato a votare stamattina.  In realtà con questo scritto cerco di mettere su carta, ops! sul Web, il momento di rabbia provocatomi dal vedere quelle facce di marmo, ormai privi di qualsiasi dignità, che ti avvicinano davanti al seggio per chiederti il voto! Neanche sospettando dell'inutilità di tale disgustoso gesto. Deliranti. Obbedienti ad un potere superiore alla loro volontà, alla loro intelligenza.  A tutti i poveri diavoli che affollano le segreterie politiche..in cerca della felicità. Io li ho chiamati "Zombie".

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Marzo 2010 21:37  

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