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Manifesto, manifesto dell’elezione, chi è il più bello della regione?

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Avete visto, sui muri in Città, i primi manifesti per le oramai prossime elezioni regionali? Almeno qui in Piemonte (ma non credo che altrove vada diversamente) è un trionfo di belle facce di candidati. D’idee e programmi neppure l’ombra. Lo so, è così da un pezzo e non dovrei più meravigliarmene, ma stavolta li trovo tutti così belli che non posso fare a meno di raccontarveli.

Tra i primi a spuntare, con il suo viso da “bamboccione” acqua e sapone, è stato Roberto Cota, candidato leghista e di tutto il PdL alla presidenza della Regione. Ha lo sguardo trasognato e incredibilmente (non chiedetemi perché incredibilmente!) acuto con gli occhi da gatto, verdi come si conviene, verdi come la fodera interna a vista della giacca, aperta su una camicia di nuovo aperta al punto che viene da chiedersi come farà, poverino, così esposto in questi giorni di dannatissimo freddo.

Un altro Roberto, Salerno, ci osserva duro e, persino, un po’ sprezzante. Ha portamento fiero e dignitoso, esaltato da una possente e volitiva mascella. Lui, lui sì, ci affida almeno un lapidario messaggio (ma rassicurante o minaccioso non saprei, fate voi): «Io sono di destra». Come se non l’avessimo capito.

Claudia Porchietto, reduce dalla sconfitta alle provinciali, si apre in un largo sorriso. La sua bellezza è elegante, discreta e contenuta; forse un po’ troppo contenuta anche in quella camicia a righe dove un gagliardo bottone miracolosamente sopravvissuto allo scatto del fotografo segnala agli elettori, così almeno mi piace pensare, una massiccia concretezza.

Appena più loquace la candidata del centro-sinistra Mercede Bresso con denti bianchissimi ben innestati su rosee gengive e viso tondo da giovinetta che quasi non conosce rughe, ma di anni ne ha, pensate un po’, sessantasei. Il suo motto? “Avanti Piemonte!”. Autentica nostalgia o tentativo di accaparrarsi il consenso dei piemontesi di fede savoiarda?

Assai meglio di Bresso, quanto a riservatezza, fa il suo compagno di partito Gariglio, così riservato da non svelarci neppure il nome di battesimo.  Di lui scorgiamo solo il viso, affabile e sorridente. Ha una leggera barbetta falsamente trascurata che sa di giovanile trasandatezza ma anche di bonaria trasgressione. I più giovani, almeno, non potranno negargli il voto.

E dunque, direte voi? Si voti il più bello, no?!

 

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