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Le nostre bandiere rosse

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Non so quanti, quali saranno i pensionati che oggi saranno nelle piazze di Roma, ho detto Roma il centro della Politica nazionale e della cristianità del mondo, là dove Pietro pose la prima pietra per la costruzione del luogo di culto più famoso del mondo e stranamente il posto dove i poveri hanno trovato poche gioie e tante delusioni, lotte e conflitti contro lo stato patrigno e oppressore ed una chiesa troppe volte orfana di quella umanità di cui si fregia.

Lo stato papalino, i romani che hanno scritto a quel tempo, lo ricordano come il periodo più nero mai vissuto da un popolo che pure ne ha passate tante. Oggi caleranno a Roma i Barbari del nord, del sud, del centro e delle isole la cui definizione mai è stata più esatta a causa del loro abbandono e della loro considerazione da sempre colonie dello Stato e dei sistemi di potere economico, politico e clericale. Io non son potuto andare con loro e da qui auguro loro grande successo per la manifestazione e per il loro futuro perché anche se per i nostri governanti sono un peso, per noi e per le nuove generazioni essi sono una risorsa di esperienza, di cultura, di storia e di vita di cui il nostro paese non può farne a meno. E chissà quanti sacrifici e rinunce ai giorni nostri per essere lì a lottare per il rispetto della dignità di un paese messo alla prova da una classe politica indegna e prevaricatrice che vuole togliere al nostro popolo il diritto della sanità, di una giusta pensione affinché i nostri padri, i nostri fratelli possano condurre una vita, per diversi gli ultimi anni di vita, in condizioni più umane e civili senza andare nei bidoni della spazzatura a raccogliere i residui gettati nei mercati, una vita da esseri umani. Mentre molti governanti spendono migliaia di euro per una notte con le donnette e si sprecano milioni di euro per cose inutili gli esseri umani vengono trattati alla stregua degli schiavi, dopo decenni di lavoro gettati tra le maglie delle povertà più varie e indegne. VERGOGNA PER CHI GOVERNA E VERGOGNA PER CHI DOVREBBE DIFENDERLI E NON LO FA. Chissà quali saranno i discorsi che faranno durante il viaggio, di cosa parleranno, certo i ricordi, il lavoro, le lotte, le persone conosciute, i picchetti, le delusioni, i successi anche solo parziali e mai vittorie complete, i figli, i nipoti, il caro vita, la povertà. Ma tutto raccontato con dignità e orgoglio, consci del fatto che il cambiamento passa e dovrà passare anche di là dai nostri pensionati. Loro sventoleranno prima di tutto il tricolore, la nostra bandiera nazionale, quella che la nostra classe politica sta gettando nel fango,i nostri ragazzi la innalzeranno al vento perché con loro il nostro tricolore acquista dignità e valore ideale. Ma dietro quella bandiera seguiranno i simboli della lotta, della storia che ognuno di loro ha contribuito a costruire, con sacrifici enormi pagati con la sofferenza, le umiliazioni, le ingiustizie ma anche con le vittorie che hanno reso più civile questo paese. Ci saranno le bandiere del sindacato pensionati, ROSSE di che colore se no, dei sindacati di tutte le categorie di lavoratori, ROSSE di che colore se no, ci  saranno le bandiere delle donne di ieri e di domani, ROSSE, di che colore se no, e poi i giovani, ragazzi e ragazze, studenti, universitari, professori e tutto il mondo amante della democrazia, della civiltà, della giustizia, dell’uguaglianza e del futuro e tutti con la loro bandiera ROSSA che è certo il colore della sofferenza ma è anche il colore della dignità, della lotta per migliori condizioni di vita, il colore della riscossa per le future generazioni che si affacciano alla vita in condizioni difficili ma insieme si può e si deve lavorare perché le forze della morte della democrazia vengano sconfitte e ricacciate indietro, facendo nascere un mondo nuovo per tutti noi.

 

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