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Il nemico e i traditori

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Provo un senso di smarrimento, di tristezza, in questi giorni. Neppure con la mia tradizionale e in molti casi addirittura ormai proverbiale (almeno per lo Sbavaglio) fantasia, avrei potuto immaginare di dover combattere contro coloro che sino a ieri condussero con me, al mio fianco, battaglie più o meno memorabili per la difesa  di quei diritti, che caratterizzarono le nostre convinzioni, la nostra unità, i nostri obbiettivi, le nostre lotte, le nostre sofferenze, le nostre battaglie, e per molti di noi significarono il nostro futuro poiché il passato era stata una esperienza certa (e tutto lo si faceva persino per i nostri figli) oggi diseredati proprio da noi, asserviti a un sistema di potere che non solo ci ha divisi, ma che ci ha messi l’uno contro l’altro e non ci stiamo accorgendo che siamo divisi persino dai, e nei nostri stessi interessi, che pure dovrebbero coincidere per tradizione, cultura e storia.

 

 

 

Così almeno per il momento le cose non stanno. Il tessuto culturale si è disfatto, sgretolato davanti allo storico processo distruttivo che la cultura borghese di questi anni ha sviluppato attraverso i suoi mezzi di informazione, i mezzi di dissuasione dalla politica attiva cui direttamente e indirettamente ha contribuito una sinistra incapace di organizzare strategie per imporre la sua egemonia culturale, capace di opporre  un minimo di resistenza a quanto accadeva in una società in disfacimento e almeno in questo non credo che lo Sbavaglio abbia delle responsabilità almeno apparentemente. Persino il parlare, il linguaggio comune è cambiato e se pure non necessariamente vuol dire che questo sia un danno, di certo ciò ha un suo significato. In realtà ci hanno dissuaso persino dall’impegno sociale, culturale e politico, quell’impegno che fa cultura, solidarietà, civiltà e che da sempre è capace di fare Stato, quello con la S maiuscola, quando è latitante o assente, e quindi insensibile alle esigenze del paese, e alle sue eterne problematiche che si risolveranno solo quando si svilupperà una vera e propria coscienza rivoluzionaria intesa in senso culturale, sociale, civile, democratico; e per fare questo occorre creare le condizioni, ci va tempo, cultura, studio, analisi, creatività rivoluzionaria e profondo spirito di sacrificio  ma soprattutto confronto serio sui temi politici e non certo sulle elucubrazioni di falso rinnovamento, tenendo la barra dritta  e soprattutto ci faccia ragionare e ci costringa, come diceva GRAMSCI, AL PESSIMISMO DELLA REALTA’ E  ALL’OTTIMISMO  DELLA RAGIONE a beneficio del paese e delle masse lavoratrici. Non credo che sempre tutto andrà nello stesso modo, è anche vero che solo i cretini non cambiano mai idea sulle cose, sui fatti, sul mondo. È comprensibile, giusto e storico e persino scientifico che si cambino i pensieri, strategie e programmi e idee. Ciò che mai deve discostarsi dalle determinazioni iniziali sono il cemento, la malta con cui si sono costruiti i programmi e le idee fondanti, le fondamenta su cui si sono formate le nostre idee, la nostre visioni della storia, del mondo e del suo sviluppo, nonostante gli intralci e le difficolta che la società capitalista ci propone ogni giorno con le evoluzioni economiche i suoi cambiamenti, le sue  elaborazioni, i suoi danni continui che crea e provoca nelle realtà dei vari paesi e noi col fallimento dell’unità europea avremmo dovuto imparare molte cose ma invece di imparare abbiamo disimparato e  ci siamo divisi su cose su cui viceversa avemmo dovuto trovare il massimo dell’unità di classe. Volevamo cambiare il mondo e il mondo ha cambiato noi e se così non fosse avremmo risolto l’annoso problema dell’avvento al potere. A nessuno era mai passato per la testa in tanti anni di battaglie e di storia di dire che tutta la colpa delle nostre sventure era da addebitare alla Costituzione (terrorismo compreso). In fondo è come dire (e lo dicono molti uomini di destra che se le cose vanno male è colpa della troppa democrazia, e per il fatto che ci sono troppo stranieri oppure troppi calabresi a Milano). Non va mai bene tradire le nostre origini, generalmente si fa il giro dell’emisfero parlamentare, PD compreso. In fondo sulla Costituzione si è solo fatto del terrorismo e si continua a farlo … Ma i veri nemici, i veri traditori stanno sempre dalla parte degli sfruttatori e dei grandi ladroni oggi al potere,  banche comprese e sempre difese dai governi anche dal PD guarda caso …

 

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