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Questa è democrazia, bellezza!

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Immaginate, senza troppo sforzare la fantasia, che ad ottobre Renzi e Boschi vincano la loro scommessa. La riforma costituzionale è approvata dalla maggioranza degli Italiani. La nuova legge elettorale potrà infine applicarsi e dispiegare i suoi effetti sulla composizione del Parlamento, mentre la legge Delrio (56/2014), che ha abolito le Province e istituito le Città Metropolitane, ha trovato conferma nella nostra legge fondamentale. Se considerate anche il Giobatto (Jobs Act) e la Buona Scuola potete ben dire che l’Italia è stata, davvero, rinnovata! Il lungo dopoguerra è finito, l’Italia si apre alla modernità e alla competizione internazionale. Bravo Renzi! Brava Boschi!

 

 

 

Alle elezioni della primavera del 2017 il PD ha vinto le elezioni. Al primo turno ha ottenuto solo il 28% ma il M5S si è fermato al 27% e la lista del centro-destra per Salvini presidente ha ottenuto il 26% (il restante 19% si è distribuito tra liste minori, nessuna delle quali ha superato la soglia di sbarramento del 3%). Al ballottaggio il partito del premier segretario ha vinto però a man bassa, 52% contro il 48% di Grillo. Ad andare a votare al secondo turno è stato quasi il 34% degli aventi diritto, mentre al primo turno si è sfiorato addirittura il 60%. A conti fatti Renzi può contare sull’appoggio del 17% degli elettori. Questa è democrazia, bellezza!

In Parlamento siedono ora 630 deputati, 340 del PD che così ha la maggioranza assoluta. Lo stesso sarebbe avvenuto se il partito di Renzi avesse superato già al primo turno la soglia del 40%. Merito del generoso premio di maggioranza. Non così generoso come la legge Acerbo del 1923, ma assai più generoso di quello garantito dalla legge truffa del 1953 e non così distante dal Porcellum del 2005. Metà dei deputati sono stati nominati dai tre leader, Renzi, Grillo e Salvini; gli altri, per lo più del partito di maggioranza, sono stati scelti dagli elettori con le loro preferenze. Il Senato non vota più la fiducia al Governo e si riunisce solo per i provvedimenti che riguardano gli Enti Locali, la revisione della Costituzione e le leggi costituzionali. Solo di questo si occuperanno i senatori, forti di un mandato che non viene più direttamente dai cittadini. Però godranno, come i deputati, dell’immunità parlamentare. Sono sindaci e consiglieri costretti a dividersi tra gli impegni romani e quelli regionali. Una faticaccia! In questo modo, però, sono stati risparmiati ben 10 milioni di euro, un trentesimo, sì un trentesimo, di quelli che si sarebbero potuti risparmiare solo mettendo insieme nella stessa data il referendum sulle trivelle e le elezioni amministrative del 2016. Non è esattamente la fine del bicameralismo ma certo non si potrà più dirlo perfetto. Più imperfetto di così! Risolto anche ogni conflitto con gli enti locali. A decidere, ad esempio, del rigassificatore di Gioia Tauro sarà la maggioranza di governo, cioè il premier, senza più quelle stucchevoli discussioni con le autorità ed i cittadini che abitano quei luoghi. Questa è democrazia, bellezza!

La sera stessa del ballottaggio, mentre arrivavano i primi risultati, Renzi ha potuto dire: abbiamo vinto! Niente più trattative estenuanti tra partiti. Anche il PD si è ricompattato intorno al suo leader. Renzi governerà senza impicci l’intera legislatura. La prossima chissà … magari toccherà a Grillo o a Salvini. Con questa maggioranza si può eleggere un presidente della Repubblica, si possono nominare i membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura, quelli della Corte Costituzionale e delle Autorità indipendenti, si possono scegliere i vertici delle aziende di stato, Rai in primo luogo. Tutto questo senza discussioni e trattative, senza cedere a compromessi. Sarà il premier a decidere, la sua maggioranza a seguirlo. Inoltre il Governo può ora imporre alla Camera dei Deputati tempi certi per l’approvazione delle leggi senza neppure il limite dei requisiti di necessità e urgenza richiesti per i decreti legge. Questa è democrazia, bellezza!

Se avete la fortuna di vivere in una Città Metropolitana, potreste anche essere uno di quei cittadini che, non risiedendo nel capoluogo, non ha neppure diritto a partecipare all’elezione del proprio sindaco (a Reggio Calabria questo vale per oltre i due terzi del corpo elettorale) perché così prevede, proprio così, la legge Delrio. Ma se siete un lavoratore con un voucher in mano o un dipendente sotto ricatto di licenziamento (Giobatto), oppure un insegnante che deve sottostare ad ogni capriccio del preside-dirigente (Buona Scuola), che v’importa di andare a votare? Questa è democrazia, bellezza!

PS Se tutto questo non vi ha convinto, allora sappiate che c’è ancora una chance! Non abbiamo potuto far sentire la nostra voce sull’Italicum, sulla Delrio, sul Giobatto, sulla Buona Scuola. Ad ottobre possiamo però scegliere, perché così vuole la Costituzione, quella attuale. Votiamo no al referendum costituzionale. Fermiamo chi vuole indebolire la nostra democrazia per rafforzare il suo potere personale.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Maggio 2016 21:20  

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