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Nuove generazioni. Giovani, pensioni, contropartite

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Sono ormai anni se non decenni che continuo a vedere, alla fine della giornata lavorativa del mercato rionale, donne e uomini in età avanzata, si presumono pensionati, che con quello che lo stato gli propina o che più propriamente non dà loro, non riescono a sopravvivere. La prima persona che io vidi, e non a caso, fu proprio una donna, ciò come riconoscenza ai sacrifici che le nostre compagne hanno compiuto e compiono durante la loro difficile vita, che le vede impegnate da sempre in tutti i gangli della società e del mondo del lavoro. Lavorano su tutti i fronti  senza mai un serio riconoscimento dei loro meriti.

 

 

 

E poi ancora persone anziane che con la loro dignità nascosta sotto una cravatta vintage e stropicciata provavano a nascondere il loro volto fra i bidoni della spazzatura o nelle cassette dei residui e lascio all’immaginazione delle persone serie il resto della storia. E allora come oggi si potevano contare persino diversi giovani in età lavorativa i quali anzi che contare le mattonelle in piazza svuotavano cassonetti e cassette nel tentavo di portarsi a casa qualcosa da mangiare per arrotondare dopo aver scaricato alle quattro del mattino le cassette ai mercati generali e non andare a rubare visto che il lavoro in questo paese da diverse generazioni è un miraggio, e questo già nel lontano 1988.   Non credo che alla signora Fornero verranno mai gli scrupoli per i danni procurati ai lavoratori e quindi al paese. Parlo di quei pensionati e o prepensionati  turlupinati,  e derubati di un diritto civile e sociale acquisito con anni e anni di lavoro, lotte e sacrifici, negato a nome e per conto di un governo che si ricorda del proprio popolo solo quando lo chiama alle urne, quando c’è da fare cassa, soldi e tasse che generalmente sin ora sono serviti a rimpinguare le casse dei mafiosi (con rispettive mazzette) attraverso appalti e concorsi mai controllati e vinti guarda caso quasi sempre  da aziende e uomini in olezzo di mafia, tutto ciò tendente a  fomentare malcostume di un governo che nulla fa per creare occasioni di lavoro, anzi al  contrario ne ha fatto perdere  facendo vergognose promesse mai  mantenute (i fatti di Potenza altro non sono che uno delle  ultime prove di una serie di eventi “esemplari”  di malgoverno progettato e programmato dai nostri stessi governanti e nessuno sente un minimo di vergogna). E così anziché progettare, orientare, dirigere  e concepire  investimenti che vadano nella direzione  di combattere il malaffare a beneficio dei lavoratori e del paese intero.  Si rimane sempre in attesa di soluzioni atte a creare almeno le premesse per un futuro inteso come progetto credibile per la prossime generazione. Il sud rimane sempre più sud, il nord diventa sempre più sud e l’Italia, che ne dice il nostro premier?, diventa sempre più il sud d’Europa e vale a dire nella sua accezione più negativa. E tutto ciò a beneficio di intrallazzatori, delle grandi lobby internazionali e dei soliti furbetti procurando nocumento al paese ma in primo luogo ai giovani e alle nuove generazioni sempre scoraggiate poiché priva di ogni prospettiva credibile, costretti in definitiva come da sempre accade nei momenti di crisi a scappare da questo desolato e desolante paese.

D’altronde dal punto di vista delle scelte, dei tempi, tutto si è svolto e si svolge nelle migliori tradizioni storiche secolari dei regimi totalitari e democristiani ormai consolidate persino negli uomini più a sinistra del P.D. (Nuovamente nomato Partito di Dispersi) e peccato che ancora non lo siano totalmente se pure sono sulla buona stradaSorridente.

In verità ciò che più deprime e mi indispone della dott.sa Fornero è che si sia permessa di definire la nostra gioventù, i nostri figli degli autentici svogliati e schizzinosi, nulla di più falso e volgare. Già ma lei lo ha detto in inglese sperando di aver ragione, pensando che i nostri ragazzi laureati a volte con più di una laurea ed emigrati all’estero non fossero in grado di comprendere e tradurre quanto da lei affermato. Vorrei ricordare a chi al posto della memoria ha un sacco di segatura nella testa, che i nostri giovani, sia all’estero che in Italia, non solo si fanno onore ma sono esempio di sacrifici, abnegazione e ciò ormai da diverse generazioni. (LA MEMORIA E’ UNA DELLE COSE DI CUI I NOSTRI GOVERNANTI FORNERO COMPRESA SONO TOTALMENTE SPROVVISTI)

E che in questo paese vengono puntualmente sfruttati con paghe da fame paragonabili perché no alle paghe di inizio novecento, pagati (Quando vengono pagati da 3 a 5 euro all’ora) e non oso neppure segnalare le paghe del sud ai laureati e ai braccianti agricoli forse simili o inferiori a quelli del terzo mondo.

Eppure una cosa voglio dire che i nostri ragazzi non hanno alcuna paura di lavorare con paghe così basse, i nostri lavoratori conoscono molto bene le condizioni del paese. Le sue difficoltà, economiche, la necessità impellenti che occorre affrontare in un momento di crisi internazionale, la nostra carenza di materie prime e persino di quanto inetti siano gli uomini e i partiti che negli ultimi vent’anni si sono succeduti al governo della “caravella” (o transatlantico?) fra destra, e così erroneamente nomata dagli inservienti di Renzi e da egli stesso di sinistra. E i giovani sanno anche un ‘altra cosa che quando le banche sono in difficoltà vengono aiutate dallo stato con i soldi della povera gente e dei lavoratori, mentre quando viceversa sono in difficoltà i lavoratori e in particolare i giovani non solo non gli si dà il lavoro ma gli si toglie ogni forma di assistenza e non gli si garantisce neppure la pensione alla fine dell’età lavorativa. Penso che questo governo è indegno del popolo che rappresenta. Il governo, se tale deve essere definito, ha il compito e il dovere di essere promotore principale dello sviluppo poiché se i giovani, i lavoratori, le donne dimostrano, come già hanno dimostrato pazienza e volontà e spirito di sacrificio lo stato deve dimostrare di essere classe dirigente se non si vuole portare il nostro paese in uno scontro sociale le cui conseguenze saranno inevitabili e drammatiche sia dal punto di vista economico che sociale. CARO SIGNOR RENZI … NON C’E’ CONTROPARTITA!

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Aprile 2016 17:01  

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