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La nuova sinistra

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Criticare l’attuale Governo è impresa molto facile, vuoi perché il mestiere dell’opposizione è storicamente congeniale alla “sinistra”, vuoi perché l’esecutivo fornisce, in continuazione, ottime opportunità di dissenso. Sarebbe però  più utile e costruttivo evitare le eccessive semplificazioni – tipiche di personaggi quali “LAVAMI, INSETTO!” – che si propongono solo di equiparare le attuali scelte politiche a quelle di un discutibile,  anziano, patetico leader del passato (così speriamo, almeno). Se l’obiettivo si limita all'improponibile – e sostanzialmente inutile – dimostrazione di un teorema di equivalenza, nulla cambia e nulla potrà cambiare.

 

 

Davvero il Partito Democratico - i suoi dirigenti, i suoi militanti, i suoi elettori - è un clone di Forza Italia, magari peggiorato e scorretto?  Esiste un modo in cui i classici valori di “sinistra” si possono concretamente coniugare nel mondo moderno, così diverso, complicato e rapido nei cambiamenti? Esiste una “nuova sinistra”? Possibile che gli ideologi che indicano la strada continuino ad essere Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Lorenza Carlassare, Marco Revelli  e i tanti altri loro coetanei, che così spesso vengono citati a supporto di una qualche tesi? Eccellenti persone, certo, ancora in grado di produrre analisi, critiche, proposte, progetti che, però, rimangono e rimarranno chiusi nell'ambito di ristretti gruppi intellettuali, senza una reale presenza politica (un partito, un movimento numericamente significativo) che traduca le intenzioni in atti. Sembra quasi un perpetuarsi di fenomeni già vissuti nella Storia d’Italia (Giustizia e Libertà, il Partito d'Azione) che, pur importantissimi nel loro contesto, poco o niente hanno inciso sul consenso e sui conseguenti Governi del Paese. Quale scelta faremo quando saremo chiamati a partecipare alle elezioni politiche che determineranno chi, su nostro mandato, deciderà il destino dell’Italia? Astensione, scheda bianca, “Possibile” di Civati, l’ipotetica “Coalizione Sociale” di Landini, SEL, “Qualche cosa con  Tsipras, con Iglesias o con Corbyn”? Mi sembra un problema un po’ più serio su cui riflettere, piuttosto che insistere sul supposto erede dell’ex Cavaliere.

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Ottobre 2015 17:57  

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